TAGS: Avril Lavigne, Pop, THE BEST DAMN THING

Come sopravvivere a 15 milioni di copie vendute al primo disco? Avril Lavigne ha fatto il botto a 17 anni: una ragazzina arrabbiata che cantava per ragazzini arrabbiati, con alle spalle un buon team di produzione. Ora di anni ne ha 22, un po' continua a fare la ragazzina, anche se non è più “teen”, ed un po' no: le immagini di copertina di questo suo terzo disco, “The best damn thing” la mostrano divisa tra ciocche colorate punkeggianti, chitarre elettriche e calze a rete più sexy. Insomma, sta crescendo.
E sta crescendo anche musicalmente. Questo disco è un album di pop-rock piacevole e ben prodotto, che non ha altre ambizioni di essere quello che è: una buona collezioni di canzoni divertenti, scanzonate al punto giusto: sentite l'attacco della title-track, con quel ritmo: è quello che Gwen Stefani cerca di fare da tempo, ma si perde nella ricerca di melodie troppo nere e astruse. Avril Lavigne, invece, apre la canzone, ci mette un paio di chitarre, una buona linea melodica.
Il disco è tutto così: canzoni ben construite, che ammiccano al rock (in fin dei conti Avril non può rinnegare quel mondo che l'ha lanciata), ma che in fondo sono sopratutto pop, di buona fattura. Merito del team, sicuramente, che conta produttori di prim'ordine come Rob Cavallo (Green Day), coordinati dalla stessa Lavigne, che figura come “excutive producer”. Insomma, avrà pure 22 anni, ma il progetto è suo, ci mette l'immagine, la voce ma anche la testa, la (ex?) ragazzina.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:
“Girlfriend”
“I can do better”
“Runaway”
“The best damn thing”
“When you're gone”
“Everything back but you”
“Hot”
“Innocence”
“I don't want to try”
“One of those girls”
“Contagious”
“Keep holding on”





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