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Robbie Williams
RUDEBOX
Capitol (CD)
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Tag: Robbie Williams,
Rock,
RUDEBOX
Ci sono dischi che sono difficili da interpretare, forse perché non te li aspetti. “Rudebox” è uno di questi: perchè arriva a poco più di un anno dal disco precedente di Robbie Williams, perchè è stato annunciato a sopresa, e da un singolo strano come la title-track, con i suoi suoni electro e i suoi riferimenti agli anni '80. Insomma, un disco fuori dalla routine, che per un artista “multinazionale” come Robbie è fondamentale.
La prima tentazione, quindi, è di leggere questo album come un divertissment, uno sfizio che Robbie si è voluto togliere, facendo un'omaggio agli anni '80, incidendo alcune cover (una su tutte “Bongo bong and Je ne t’aime plus” di Manu Chao), e rendendo omaggio ai suoi miti (Madonna, Pet Shop Boys, David Bowie, citati direttamente o indirettamente nei titoli).
“Rudebox” è certamente questo, e in questo verso va preso. Ma forse è anche qualcosa di più: è il segno che all'artista non piace essere ingabbiato in modelli prestabiliti, non gli piace cantare all'infinito nuove versioni di “Angel”. L'avevamo già capito in passato, sopratutto con il disco tributo a Sinatra “Swing when you're winning”, che però era un progetto uniitario ed omogeneo.
Il pregio e il limite di “Rudebox” è invece la sua diversità, la sua eterogeneità: ci sono canzoni “alla Robbie” come viva “Viva life on mars”, omaggi quasi filologici al suono degli anni '80 (per l'appunto i due brani dedicati a Madonna e Pet Shop Boys, quest'ultima una cover dei My Robot Friend), ci sono canzoni che citano il “rap old school” o i Beastie Boys come “Rudebox” e che ti rimangono comunque appiccicate come un chewing gum anche se non hanno quasi un ritornello.
Il vero difetto di questo disco è la prolissità: sarà pure un disco fuori dagli schemi, ma 75 minuti sono veramente tanti, sopratutto con tutta questa quantità di idee. Ma forse la vera lezione è quest'ultima: la capacità di Robbie Williams di sapersi reinventare e stupire il proprio pubblico. In questo è veramente “pop” e insidia sempre da più vicino il trono della regina del genere, nonché il suo idolo, Madonna. La successione, ascoltando “Rudebox” sembra sempre più vicina.
TRACKLIST:
"Rudebox"
"Viva life on Mars"
"Lovelight"
"King of the bongo"
"She's Madonna"
"Keep on"
"Good doctor"
"The actor"
"Never touch that switch"
"Louise"
"We're the Pet Shop Boys"
Burslem normals"
Kiss me"
"The 80's"
"The 90's"
"Summertime"
"Dickhead"
(07 Nov 2006)
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