Jesse McCartney non ha vent’anni ancora, ma, a differenza del povero Geordie (condannato a morte per aver rubato sei miseri cervi nel parco del re), il biondino trasforma in oro tutto quel che tocca. Ha cominciato a recitare che praticamente era in culla, poi a 12 anni - proprio quando voi cominciavate a pensare che fosse ora di smetterla con gli album di figurine e di dedicarvi a qualcosa di più maturo tipo il Fantacalcio - è entrato in una band, gli Sugar Beats, e ha cominciato a fare musica. prima con loro, poi con i Dream Street, mettendo assieme brani tra il pop/rock e le ballad gradite a grandi e piccini.
Raggiunta la fama, via alla carriera solista: prima qualche colonna sonora di film, poi il primo vero cd, nel 2004; oggi, questo “Right where you want me”. La sua scheda dice: “E’ un Jesse McCartney più maturo e riflessivo quello che si presenta alla prova del secondo album. Sono passati due anni dall'uscita di 'Beautiful soul', l'album multi-platino e l'omonimo singolo che sono andati ai primi posti delle classifiche di vendita in Australia, Italia, Filippine e Taiwan rendendo popolare il nome di 'Jesse Mac' alla stregua dei più affermati artisti locali”. Non male, per uno che – appunto – non ha vent’anni ancora, e che strada facendo, per non farsi mancare nulla, ha anche collezionato una nomination agli American Music Awards come miglior nuovo artista, una nomination di MTV per il miglior video pop e tre Teen Choice Awards come artista uomo preferito, miglior esordiente e artista crossover.
Ad ascoltare il disco di questo bel ragazzo prodigio, al di là di facili considerazioni (musica orecchiabile, buon equilibrio tra ballad e brani più ritmati, testi non troppo impegnati, che parlano – soprattutto – d’amore) s’intuisce che c’è del vero talento, dietro, e poi la passione di Jesse per certi grandi riferimenti dell’R&B: Stevie Wonder, Ray Charles e Lauryn Hill (“Just go”), e poi per il rock (“Can’t let you go”, “Blow your mind”, ma anche “Daddy’s little girl”, il pezzo che chiude l’album, up-tempo e con la giusta dose di aggressività). Si stacca un po’ dal resto “Invincible”, un brano in cui il canto sospeso e rarefatto con (sullo sfondo) un’orchestra di 15 elementi, dedicato a un amico di Jesse morto in un incidente d’auto.
In generale, va detto, il giovane di musica, ne ha ascoltata tanta: e infatti ha partecipato attivamente alla creazione dei pezzi di questo nuovo album, dove figura come co-autore di tutti i brani tranne uno. Per il resto, ha lavorato con nomi noti sulla scena pop-rock Usa: John Shanks, Kara DioGuardi, Greg Wells, Drew Ramsey, Shannon Sanders, Marti Fredricksen sono solo alcuni dei partecipanti a un progetto dalle pretese elevate (e dal budget notevole). Non ha pregiudizi, Jesse, e tutto sommato mette assieme tutto quel che sa, o almeno ci prova; così qua e là vengono fuori l’ispirazione soul, l’amore per la dance (cfr il brano che dà il titolo all’album) e in senso più ampio il coraggio di sperimentare – pur restando all’interno dei canoni, e senza perdere una certa furbizia di fondo.
(Paola Maraone)
TRACKLIST:
“Right where you want me”
“Just so you know”
“Blow your mind”
“Right back in the water”
“Anybody”
“Tell her”
“Just go”
“Can’t let you go”
“We can go anywhere”
“Feelin’ you”
“Invincible”
“Daddy’s little girl”
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