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Fino a qualche tempo fa il nome di Pete Doherty era conosciuto solo dagli appassionati dell’indie…


Fino a qualche tempo fa il nome di Pete Doherty era conosciuto solo dagli appassionati dell’indie-rock di matrice britannica ed in particolare del suo vecchio gruppo: i Libertines. Sotto questo nome Doherty ed il suo “amico” Carl Barat hanno realizzato due buoni dischi rock’n’roll che hanno conquistato discreti consensi di pubblico e critica. Certo, oltre alla musica c’è sempre stata l’immagine da rockstar maledetta di Doherty che, a causa di continue cadute (e ricadute) nel mondo della droga, dell’alcool e del carcere (venne scoperto a rubare anche a casa di Barat), è sempre stata popolare quanto la musica dei “libertini”.
Ad un certo punto però le discrepanze tra le due menti del gruppo si sono fatte insostenibili e la fine dei Libertines è stata la soluzione più drastica e ovvia. Doherty non si è comunque perso d’animo e la sua rinascita musicale è avvenuta sotto il nome dei Babyshambles, nuovo gruppo del cantante. Il nome di Pete Doherty resta comunque circoscritto all’interno della stessa nicchia di persone di cui si parlava qualche riga sopra.
Fino ad un giorno. Un giorno nel quale lo sregolato Pete conquista il cuore della stupenda top model Kate Moss. Così ecco, all’improvviso, le luci della ribalta e le prime pagine dei giornali di gossip conquistate anche “grazie” allo scoop di un tabloid britannico che pubblica in prima pagina le foto della Moss alle prese con alcune “white stripes” (e non si tratta del duo americano) proprio nello studio di registrazione dove Pete sta incidendo il primo album dei Babyshambles. Ed ecco allora il nome di Doherty rompere il muro della popolarità e finire sulla bocca di tutti come il fidanzato maledetto di Kate Moss. Il ragazzo non perde l’occasione per fare dichiarazioni di vendetta contro chi ha tradito lui e la sua donna e decide addirittura di farsi ricoverare nella stessa comunità per tossicodipendenti americana dalla quale è appena uscita la sua amata, annullando, tra gli altri, anche i suoi impegni musicali in Italia.
Dopo questa doverosa cronistoria delle avventure di Pete Doherty, meglio lasciare da parte qualsiasi forma di gossip e passare a quello che più interessa, ovvero la sua musica.
Ascoltando per la prima volta “Down in Albion”, primo disco dei Babyshambles, si nota subito come in questo disco ci sia la mano di Mick Jones, ex chitarrista dei Clash e già produttore dei dischi dei Libertines. La voce di Doherty fa eco a quella del compianto Strummer ed anche musicalmente sono parecchie le cose che fanno tornare alla mente la mitica punk band britannica, in primis quella mescolanza tra punk, garage, ed in un caso anche reggae (“Pentonvile”), tipica caratteristica del Clash-sound. Un’altra cosa che si può immediatamente notare è la grande quantità di canzoni presenti su questo lavoro: ben sedici. Il problema è che molte di queste è veramente difficile chiamarle in modo tale perché più che altro sono bozze di brani, con suoni poco curati, accennati e di durata molto breve. Forse sarebbe stato più opportuno avere meno quantità e più qualità. Quest’ultima caratteristica è peraltro ritrovabile in alcuni ottimi episodi presenti in “Down in Albion”, su tutti il singolo “Fuck forever”, con il suo irresistibile riff, la già citata “Pentonvile” (nome della prigione in cui è stato rinchiuso Pete), “Albion” e “Back from the dead”, insomma quelle che più assomigliano a delle vere e proprie canzoni, in stile garage e smaccatamente inglesi. Da segnalare anche “La belle et la bète”, un duetto senza infamia (ma soprattutto senza lode), tra Doherty e la sua musa Kate Moss.
“Down in Albion” non si può né promuovere né bocciare: vi sono parecchi spunti che fanno presumere che in futuro Doherty possa tornare a produrre canzoni veramente di grande spessore (come ai tempi dei Libertines), magari cercando di staccarsi un po’ da quanto fatto da “papà” Mick Jones. D’altra parte vi sono però troppi episodi che non lasciano alcun segno, brani accennati di cui l’ascoltatore non sa veramente che farsene. Ma forse l’obiettivo di Doherty era proprio quello di produrre musica in totale libertà, infischiarsene del giudizio della gente, e magari far sì che la sua musica faccia discutere più della sua strapazzata vita.

(Ercole Gentile)

TRACKLIST:

La belle et le bète
Fuck forever
A’rebours
The 32nd of december
Pipedown
Stick and stones
Kilimangiaro
8 dead boys
In love with a feeling
Pentonvile
What Katy did next
Albion
Back from the dead
Loyalty song
Up the morning
Merry go round
, ,

 

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