TAGS: ABATTOIR BLUES - THE LYRE OF ORPHEUS, Nick Cave, Rock

Tutto cambia per rimanere uguale. Prendete questo nuovo disco di Nick Cave. E’ un doppio, arriva a soli 18 mesi da “Nocturama”, e in fin dei conti ci assomiglia parecchio (soprattutto nel bene). Eppure è stato concepito in maniera totalmente diversa. “Nocturama” era stato registrato in una settimana. Questo "Abattoir blues / The lyre of Orpheus" ha avuto una lavorazione piuttosto complessa. E’ stato scritto con la “solo band” (ovvero con i tre musicisti che Cave si porta in giro nei suoi spettacoli teatrali senza i Bad Seeds, come quelli di Milano dello scorso febbraio: il violinista Warren Ellis, il batterista Jim Sclavunos e il bassista Martyn P Casey). Poi è stato rielaborato, con calma, in studio con i Bad Seeds. Dai quali, nel frattempo, se n’era andato Blixa Bargeld, chitarrista e anima del gruppo. Insomma, uno scossone mica da poco.
Tutto cambia per non cambiare, ed è un bene. Il suono di questo doppio CD, alla fine, è la quintessenza di Nick Cave & The Bad Seeds. C’è il rock diretto alla “Nature boy”. C’è il rock cattivo e sporco alla “Hiding all away”. Ci sono le ballate sbilenche alla “The lyre of Orpheus” e quelle più regolari come “Let the bells ring” . Ci sono gli accenni folk di “Breathless”. E ci sono la voce e i testi di Nick Cave, inconfondibili come sempre. Le novità sono non molte, dettagli che mettono a fuoco l’immagine, come il frequente uso di cori femminili.
Sostanzialmente "Abattoir blues / The lyre of Orpheus" è un disco che conferma l’etereogenità di “Nocturama”, che ne ribadisce i chiaroscuri, tra momenti più introspettivi ed altri più aggressivi (spesso assenti, questi ultimi, nei dischi precedenti). Anche i due dischi sono tutto sommato due facce della della stessa medaglia: un po’ più aggressivo “Abattoir blues”, grazie a brani come “There she goes my beautiful world” e alla batteria di Jim Sclavunos. Un po’ più delicato “The lyre of Orpheus” (in cui la batteria è suonata da Thomas Wydler), in cui prevalgono le ballate come “Easy money” o “O Children”.
Il risultato è un doppio album che, pur senza grandissimi picchi o senza grandissime innovazioni, conferma la statura di questo genio della canzone popolare del 20° e 21° secolo. Forse, questa è la stagione dei dischi belli ma non strepitosi; dischi che non stupiscono, ma che confermano la grandezza dei loro autori: Tom Waits, Elvis Costello, i R.E.M.. Non è necessariamente un male, anzi. E’ forse solo un segno dei tempi, del fatto che fa fatica ad ad imporsi una nuova generazione di autori che non siano quelli “usa e getta” pompati dai media inglesi e americani. Gli altri, i nomi storici, invecchiano. Invecchiano bene, ma invecchiano. Ma questa è un’altra storia.

(Gianni Sibilla)

TRACKLIST:

ABATTOIR BLUES
“Get ready for love”
“Cannibal's hymn”
“Hiding all away”
“Messiah ward”
“There she goes, my beautiful world”
“Nature boy”
“Abattoir blues”
“Let the bells ring”
“Fable of the brown ape”

THE LYRE OF ORPHEUS
”The Lyre of Orpheus”
“Breathless”
“Babe, you turn me on”
“Easy money”
“Supernaturally”
“Spell”
“Carry me”
“O Children”





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