CondividiCerca TestiAcquista


La figura dell’interprete – colui o colei che canta canzoni altrui, spesso inedite e scritte appositamente - è difficile nel panorama musicale italiano, negli ultimi trent’anni viziato dal mito del “cantautore”; ovvero colui che scrive e canta, quindi doppiamente interessante. Eppure la figura dell'interprete è nata con la musica popolare, le grandi voci d’inizio secolo erano tutti interperti. Frank Sinatra, per esempio.
In Italia, dicevamo, non è facile essere “interpreti”. Lo è Mina, abilissima nel scegliersi il repertorio per i suoi dischi, e lo è Fiorella Mannoia. Interpreti pure, in grado di appropriarsi di canzoni altrui come se fossero sempre state loro, o di ispirare autori e cantautori a scrivere per loro. Non è facile essere interpreti pure perché bisogna dosare i passi, le uscite, le scelte, il repertorio. Prendete questo “Concerti”, di Fiorella Mannoia. È di fatto il terzo disco dal vivo della cantante, dopo “Certe piccole voci” del 2000, e dopo il live con Daniele, De Gregori e Ron. Scelta non facile e opinabile, pubblicare un altro live. Scelta giustificata da un tour bello e di successo, quello teatrale del 2003, e da un repertorio rinnovato nei brani e negli arrangiamenti. Tra i 23 brani debuttati in questo giro, spiccano "Metti in circolo il tuo amore" di Ligabue”, "Clandestino" di Manu Chao e "Messico e nuvole" di Paolo Conte, cantate con la consueta personalità. Insomma, la Mannoia sa davvero cosa vuol dire interpretare, che è diverso dal “fare cover”, dal rileggere e stravolgere tipico del rock. Significa cantare una canzone come se l’avessi scritta tu, o come se l’avessi cantata soltanto tu. E sa davvero cosa significa re-interpretare: in concerti ci sono canzoni tipicamente parte del suo repertorio, su tutte quelle dell’autore preferito Fossati, rilette con nuovi arrangiamenti.
Detto questo, fatti i dovuti onori ad una grandissima cantante, una delle migliori in Italia, “Concerti” ha gli stessi difetti che già Rockol riscontrò a “Certe piccole voci”: due CD sono forse troppi, e forse si poteva sfoltire un po’ tra le 23 canzoni. Con l’aggravante che quello era il primo disco live dopo una lunga carriera; questo è, appunto il terzo live in tre anni. Inoltre, da tempo si parla di un suo nuovo disco dedicato al Brasile, e che in questa chiave “Concerti” può sembrare un antipasto o un diversivo.
Insomma, la vita dell’interprete è dura, la Mannoia la gestisce egregiamente, ma poi trovi sempre qualcuno che va a cercarti il pelo nell’uovo, e capisci davvero perché è dura…

(Gianni Sibilla) TRACKLIST:
CD1:
“Moi, mon ame et ma consciense”
“Boogie”
“Quizàs, quizàs, quizàs”
“Oh che sarà”
“Il culo del mondo”
“Buontempo”
“Panama”
“Come mi vuoi? ”
“Senor”
“Messico e nuvole”
“Clandestino”

CD2:
“I treni a vapore”
“Sulo pe parlà”
“Senza ‘e te”
“Non sono un cantautore”
“Metti in circolo il tuo amore”
“L’assenza”
“Occhi neri”
“Mio fratello che guardi il mondo”
“Chissà se lo sai”
“I dubbi dell’amore”
“La storia”
“Is this love”

TAGS:

Concerti, Fiorella Mannoia, Pop

Le Ultime 20 Recensioni di Rockol

Miss Chain & the Broken Heels - The dawn
Miss Chain & the Broken Heels
THE DAWN
DNA
Little Mix
DNA