TAGS: Metal / Hard Rock,
Metallica,
ST. ANGER
I corsi e ricorsi della musica non tradiscono mai. A quanti gruppi è capitato di partire, avere successo, cercare nuove strade, perdere la retta via, incontrare problemi e tornare a casa? Tanti, e la lista delle band che dopo periodi non esaltanti cercano il loro “suono originario” è lunghissima. Ora aggiungete pure i Metallica.
“St. Anger” è il primo disco di inediti in sei anni per la più nota metal-band americana; segue un periodo turbolento, dopo la causa a Napster, il periodo di riabilitazione del cantante James Hetfield e dopo l’uscita dal gruppo del bassista Jason Newsted. E segue una serie di dischi (“Load”, “Re-load”, Le cover di “Garage Inc.” e il metallo sinfonico di “S&M”) che non hanno ricevuto i tributi di vendita e di critica dell’osannatissimo “Black album”.
Ecco allora che Hetfield, Lars Ulrich e James Hetfield, insieme a Bob Rock (produttore della band che in studio suona il basso; ma ora il suo posto è di Robert Trujillo, nuovo membro stabile) sfornano un disco duro, pestato e veloce, che sembra riportare il gruppo molto vicino ai primi dischi. Se sentite il singolo e title track capirete di che pasta sono fatti i Metallica 2003. Melodia, certo, ma incastonata tra accelerazioni furiose, chitarre roboanti e una batteria che suona come un martello su un tamburo di latta. E questo è il suono di tutto il disco: non c’è traccia di ballata, nessun assolo di chitarra…
Insomma, è come se i Metallica dovessero riaffermare che i più duri sono ancora loro. Il gioco riesce, e sicuramente piacerà ai fan più intransigenti, allontanando quelli che invece si erano avvicinato ascoltando “Nothing else matters”. Anche se il paradosso è proprio qua: i Metallica tornano alle origini, ma il suono che li ha resi delle star planetarie non è questo. Questo è un suono che si avvicina a quello che li ha resi i numeri 1 del metallo, ma del metallo di nicchia. In fin dei conti sono scelte, legittime come tante altre. Ma, personalmente, riteniamo che i Metallica più dirompenti fossero quelli che al momento giusto sapevano rallentare, e stupirti. Non che “St. Anger” sia brutto. Anzi, riafferma le capacità di questa band che qualcuno dava per scomparsa. Ma in certi momenti si ha un po’ l’impressione che facciano i duri proprio per ottenere quest’effetto.
(Gianni Sibilla)
TRACKLIST:
”Frantic”
”St. Anger”
”Some kind of monster”
”Dirty window”
”Invisible kid”
”My world”
”Shoot me again”
”Sweet amber”
”The Unnamed feeling”
”Purify”
”All within my hands”.
-
-
Sigur Ros
VALTARI -
Beach House
BLOOM -
Public Image Ltd.
THIS IS PiL -
Sun Kil Moon
AMONG THE LEAVES -
Joey Ramone
...YA KNOW? -
Cosmetic
CONQUISTE -
Tom Jones
SPIRIT IN THE ROOM -
Slash
APOCALYPTIC LOVE -
Cesare Cremonini
LA TEORIA DEI COLORI -
B.O.B.
STRANGE CLOUDS
-
Sigur Ros
-
-
Fun.
SOME NIGHTS -
Virginiana Miller
GELATERIE SCONSACRATE -
Lisa Marie Presley
STORM & GRACE -
Gerardo Pulli
GERARDO -
Joe Bonamassa
DRIVING TOWARDS THE DAYLIGHT -
Lassociazione
A STRAPIOMBO -
Max De Aloe
BJORK ON THE MOON -
Nuju
3° MONDO -
Saint Etienne
WORDS AND MUSIC BY SAINT ETIENNE -
Temper Trap
THE TEMPER TRAP
-
Fun.













