TAGS: Artisti Vari, WE'RE A HAPPY FAMILY - A TRIBUTE TO RAMONES

Il giornalista/musicista/collezionista Mike Stax suggeriva qualche anno fa che i Ramones possono essere un possibile terreno d'incontro per una larga parte di appassionati di rock, anche se schierati su barricate diverse, se non dichiaratamente opposte. Forse questo ha aiutato Rob Zombie, il promotore di questo album-tributo, a radunare un cast all-star o quasi (chi sono i Rooney?), non particolarmente omogeneo. Inevitabilmente, questo genera il solito effetto-montagne russe tipico di queste compilation. Gli stravolgimenti maggiori vengono operati da Tom Waits e Marilyn Manson. Nel primo caso si tratta di una sorta di restituzione di un favore: se i Ramones avevano trasformato la sua "I don't want to grow up" in uno dei loro classici da tre accordi sparati in due minuti o poco più, lui ricambia storpiando per bene "The return of Jackie and Judy". Sembra un ubriacone che grida accompagnato da un vecchio disco di rock 'n' roll che gira a 33 giri anziché a 45: niente male, per i fans di Waits. Manson invece dipinge "The KKK took my baby away" a fosche tinte dark/gotiche, un procedimento che forse avrebbe prodotto buoni risultati se applicato ad altre canzoni ("Pet semetary" o "Poison heart" ad esempio), ma in questo caso risulta abbastanza irritante. Altre sorprese in negativo arrivano dai Red Hot Chili Peppers con una moscissima versione di "Havana affair", dai Rancid che eccedono sul versante opposto con una "Sheena is a punk rocker" troppo sguaiata e fracassona, e dallo stesso Rob Zombie, che riesce a far diventare "Blitzkrieg bop" un affare buono per un thriller giovanilista hollywoodiano. Gli U2 sfornano un arrangiamento diligente di "Beat on the brat" ma Bono sfodera un inspiegabile tono sofferto/suadente che funziona bene con le sue riflessioni spirituali ma suona un po' ridicolo con parole come "picchia il moccioso con una mazza da baseball". In generale, le primitive creazioni dei finti fratelli Ramone sembrano funzionare meglio quando sono nelle mani di spiriti affini. Eddie Vedder sembra averlo capito perfettamente e così bilancia la sua tendenza a eccedere col pathos facendosi accompagnare dagli Zeke in degne riletture di "I believe in miracles" e "Daytime dilemma". Gli Offspring tentano invece un'operazione-fotocopia discretamente riuscita con "I wanna be sedated" e i Kiss si limitano ad aggiungere un po' di grandeur a "Do you remember rock 'n' roll radio?", rispettando però l'originale prodotto da Phil Spector in "End of the century". I Green Day giocano chiaramente in casa e sono abbastanza furbi da tirare a lucido un buon pezzo minore come "Outsider", la cui versione originale ha avuto la sfortuna di finire in un album mal prodotto ("Subterranean jungle"). Il resto è più o meno gradevole, senza particolari impennate, tranne forse i Metallica alle prese con le avventure da marchettaro di Dee Dee Ramone in "53 & 3rd". La bonus-track firmata da John Frusciante - "Today your love, tomorrow the world" acustica con discutibile contorno corale - poteva tranquillamente restare nel cassetto. Valutazioni di merito a parte, ben venga "We're a happy family" come pretesto per richiamare di nuovo l'attenzione sui Ramones. E' chiaro comunque che la cosa migliore resta la conoscenza diretta. Anzi, se l'argomento interessa, ci sono giusto in circolazione delle ottime ristampe della Rhino…

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST
"Havana affair" - Red Hot Chili Peppers
"Blitzkrieg bop" - Rob Zombie
"I believe in miracles" - Eddie Vedder/Zeke
"53rd & 3rd" - Metallica
"Beat on the brat" - U2
"Do you remember rock 'n' roll radio?" - Kiss
"The KKK took my baby away" - Marilyn Manson
"I just want to have something to do" - Garbage
"Outsider" - Green Day
"Something to believe in" - The Pretenders
"Sheena is a punk rocker" - Rancid
"I wanna be your boyf0irend" - Pete Yorn
"I wanna be sedated" - The Offspring
"Here today, gone tomorrow" - Rooney
"The return of Jackie and Judy" - Tom Waits
"Daytime dilemma (dangers of love)" - Eddie Vedder/Zeke
"Today Your love, tomorrow the world" - John Frusciante



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