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17 aprile 2014

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Si intrecciano sempre più inestricabili le memory lanes, i vicoli della memoria di Paul Weller. I capelli del Modfather si sono ingrigiti, il volto è sempre più scavato, l’umore battagliero ma anche malinconico: e le canzoni diventano una topografia di suoni vintage, un reticolo di ricordi. Baciati spesso da una luce accecante e quasi innaturale, come quella che ingiallisce le vecchie polaroid usurate dal tempo. Il sole è il motore del suo nuovo sistema di pensiero, e dopo l’eliocentrismo del precedente album di studio è ora il momento dell’ “illuminazione”. Siamo in pieno flower power e misticismo rivisitato. “Pace, amore e unità, per noi e per i nostri figli” (v. le note del libretto) è il messaggio del Weller 2002, che alla Britannia fighetta e altezzosa di Tony Blair continua a preferire l’ingenuità arrembante della Swingin’ London anni ’60.
Come in copertina, i colori saturi, solarizzati, dominano tra le pieghe del suono. Ma in tanto sfolgorante bagliore, a “Illumination” fanno difetto la lucidità e la concisione di dischi come “Wild wood” e “Stanley road”, capolavori del Weller solista. E si fa un po’ fatica a scovare istantaneamente, ai primi ascolti, altri “classici moderni” (come lui stesso poco umilmente li ha voluti chiamare in una raccolta di qualche anno fa) da aggiungere alla sua collezione. Forse qualche ballata: “Now the night is here”, incipit dylaniano e melodia a pieni polmoni; o l’iniziale “Going places”, che in un profluvio d’organo e di chitarre accenna alla stagione spensierata dei primi Style Council (quelli di “Headstart for happiness”, per intenderci). Forse qualche rock song ad alta tensione: “A bullet for everyone” sembra un incrocio tra “Spirit in the sky” e i Canned Heat di “On the road again” (e c’è pure un’armonica bluesy a condire il testo polemista sulle disuguaglianze che generano violenza e “bombe in ogni città”); mentre tra i riff elettrizzanti di “Call me no. 5” ruggisce il beat dei Sixties, con Kelly Jones (Stereophonics) a impersonare – benissimo – Steve Marriott o un giovane Rod Stewart.
I rimbalzi nel tempo continuano con “Leafy mysteries”, dove Weller canta come un Jack Bruce d’annata e distribuisce pennate di chitarra degne di Pete Townshend (mentre il rullare impetuoso di Steve White sembra un esplicito omaggio al drumming di Keith Moon, il caro vecchio Moonie che non c’è più). O con “Bag man”, ipnotici arpeggi di chitarra rubati al folk cantautorale di Bert Jansch e qualche rapido accenno alla colonna sonora di “Un uomo da marciapiede”. Non mancano alcuni esotismi (il superfluo esercizio orientaleggiante di “Spring (at last)”) né le autocitazioni: il cool anni ’80 rifà capolino tra i riff fiatistici sincopati di “It’s written in the stars”, mentre in “One x one” anche i nipotini Noel Gallagher e Gem Archer (Oasis) partecipano al sogno psichedelico in technicor popolato di “brothers and sisters”. Come produttore, Weller non va troppo per il sottile anche se non dispiace affatto il tono ruvido, da “buona la prima”, di queste registrazioni, che fa piazza pulita di certe ambizioni e manierismi che affioravano in “Heliocentric”. Ma a lui interessa poco il dosaggio delle parti. Quel che vuole piuttosto è centrare il cuore delle canzoni con le armi che sa maneggiare meglio, voce arrochita da birra e sigarette, pennellate orchestrali, organi e chitarre (tante quelle acustiche, squillanti e spesso pizzicate da un altro fedelissimo, Steve Cradock degli Ocean Color Scene): per tratteggiare (auto)ritratti di umana fragilità, celebrazioni dell’amore domestico, invettive ai politici, preghiere (le voci soul di Carleen Anderson e Jocelyn Brown, il Gesù e il Maometto evocati in “All good books”), speranze di riscatto ed elevazione spirituale (“Siamo destinati/nel cielo/ad essere felici”).
“Illumination” non è il suo disco migliore, né il più ponderato. E’ imperfetto, ma spontaneo e vitale come Weller è tornato ad essere negli ultimi dieci anni. A noi viene continuamente voglia di rimetterlo nel CD player: buon segno, in fin dei conti.

(Alfredo Marziano)

TRACKLIST:

Going places
A bullet for everyone
Leafy mysteries
It’s written in the stars
Who brings joy
Now the night is here
Spring (at last)
One x one
Bag man
All good books
Call me no. 5
Standing out in the universe
Illumination

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