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I No Doubt sono arrivati al nuovo millennio non senza cicatrici: in quindici anni di carriera sono sopravvissuti a diverse battaglie con l’aiuto e la stima di molti colleghi di grosso calibro che hanno collaborato alla buona riuscita dei loro dischi. Hanno brillantemente superato l’abbandono del cantante Eric Stefani (diventato uno dei disegnatori della fortunata serie a cartoni animati “The Simpsons”) e alcune tormentate vicissitudini sentimentali interne cercando nuove ispirazioni. Hanno infatti allargato i loro orizzonti, frequentato numerose dancehall e viaggiando qua e là per il mondo. Il quartetto sembra avere trovato buona parte della nuova linfa vitale soprattutto in Giamaica (non per nulla questo nuovo lavoro è intitolato “Rocksteady”, nome di una delle evoluzioni ska del reggae), ma non solo. L’isola caraibica ha aperto i suoi studi alla band californiana grazie all’interessamento della famosa coppia di produttori Sly & Robbie, due fra i principali responsabili del nuovo suono “made in Jamaica”. Sono loro a produrre “Hey baby” (uno splendido ragga nello loro classico stile) e il reggae solare di “Underneath it all” (spezzata da una parte semiacustica e da un inserto raggamuffin), scritta da Gwen Stefani insieme a Dave Stewart degli Eurythmics. Ma il raggamuffin domina anche in “Start the fire”, prodotta da un’altra coppia di produttori di grido: Steely & Clevie. La Giamaica è la musa ispiratrice anche per il reggae gospel di “In my head” e il dub-rocksteady della title-track.
La produzione di Ric Ocasek si fa invece sentire nelle canzoni più rock (“Rock steady” sta anche ad indicare un album diviso fra le asprezze del rock e i ritmi giamaicani), ovvero “Don’t let me down” e “Platinum blonde life”, e quella di William Orbit trasforma “Hey baby” in un hit single da discoteca, mentre Prince coproduce con il quartetto americano il momento migliore del disco: la geniale “Waiting room”, tesa ed elettronica, con una melodia inconfondibilmente marchiata “Tafkap”cantata nel ritornello in stile doo-wop su ritmica reggae.
Su tutto non manca una bella spruzzata di pop, ma “Rock steady” è forse l’album più eclettico finora pubblicato dai No Doubt.

(Diego Ancordi)
TRACKLIST.
“Intro”
”Hella good“
“Hey baby”
“Making out”
“Underneath it all”
“Detective”
“Don’t let me down”





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