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Sting
Il nuovo disco di Sting si doveva intitolare “…on such a night”. E' una notte particolare è finita per esserlo davvero, ma per motivi ben diversi da quelli che aveva previsto l'ex-Police quando fissò la registrazione del suo album live in una villa dell'amata Toscana per la sera dell'11 settembre.
E' inutile ricordare cosa è successo quel giorno, i cui avvenimenti sono ancora tremendamente attuali e comunque destinati ad rimanere nei libri di storia. Il disco, che esce nei prossimi giorni, è stato ribattezzato “…All this time”, ed è figlio in tutto e per tutto di quel tragico giorno. E' stato registrato in parte la serata dell'11 settembre, in parte nelle prove generali della sera prima, anche se non è dato sapere quali canzoni provengono da quale registrazione. L'11 settembre, infatti, il concerto, rimase in dubbio fino all'ultimo momento. Sting, dopo una comprensibile incertezza (chi ha detto che lo show deve per forza continuare?) decise di suonare comunque. Visto il particolare stato emotivo di tutti, vennero eliminate dalla scaletta le canzoni più “allegre”, decisamente inadatte all'occasione. Per esempio “Desert rose”, in cui Sting avrebbe dovuto duettare con l'algerino Cheb Mami, non venne eseguita.
Il disco si apre con “Fragile”, diventata una sorta di inno le cui parole sembrano (purtroppo) scritte per l'occasione: “Se il sangue scorrerà quando la carne e l'acciaio sono una cosa sola/ che si fonde al sole della sera/ la pioggia di domani laverà via le macchie/ ma qualcosa nella nostra mente rimarrà sempre(…) /la pioggia continuerà a ricordarci/ quanto fragili siamo”. Le restanti 15 canzoni seguono la falsariga dell'idea iniziale: nuovi arrangiamenti per brani vecchi e recenti. Arrangiamenti orientati al jazz, ma in modo decisamente diverso dall'altro live di Sting, quel “Bring on the night” uscito quindici anni fa. Il doppio disco di allora era la cronaca di un torrenziale show improntato al jazz-rock. Questo “…All this time” è decisamente più intimista, quasi “unplugged”. In alcuni casi, le nuove versioni sono decisamente convincenti (stupende le rilavorazioni di “Perfect love gone wrong”, “All this time”. “Don't stand so close to me”, “Roxanne” ), in altri sono pedisseque (“Mad about you” e “Fields of gold” non sono poi così diverse dall'originale, “Every breath you take” non convince). Spicca la presenza dell'inedito “Dienda”, ballata jazz scritta dal compianto tastierista Kenny Kirkland.
Il disco è un documento indimenticabile, dice qualcuno. Lo è sicuramente, e non solo per l'indiscutibile bellezza di canzoni e di buona parte dei nuovi arrangiamenti. Lo è per motivi extra musicali che ognuno di noi avrebbe sperato di non dover mai considerare.
(Gianni Sibilla)
Tracklist:
“Fragile”
“1000 years”
“Perfect love gone wrong”
“All this time”
“Hounds of winter”
“Mad about you”
“Don’t stan so close to me”
“Dienda”
“Roxanne”
“(If you love someone) set them free”
“Brand new day”
“Fields of gold”
“Moon over Bourbon street”
“If I ever lose my faith in you”
“Every breath you take”
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