TAGS: Pop, Pulp, WE LOVE LIFE

Dopo aver inseguito a lungo il successo (“It”, “Freaks”), averlo raggiunto a fatica (“Separations”), conquistato (“His’n’hers”), mantenuto (“Different class”) ed essersi resi conto che alla fine la vita della rockstar non è tutto ‘sto granché (“This is hardcore”), i simpatici Pulp pensavo bene di convergere sulle cose che, nella vita, contano davvero, e cioè la natura, le persone, i valori. “We love life”, “Amiamo la vita” è il nuovo grido di battaglia, sintesi di un equilibrio ritrovato e di una “positive vibration” che i Pulp sviluppano e propongono a modo loro. Dopotutto, per quanto questo possa essere considerato il loro album più pastorale, stiamo pur sempre parlando del gruppo di Jarvis Cocker, l’uomo che insultò in diretta, nel corso di un Brit Award, Michael Jackson intento a cantare attorniato da bimbi adoranti. «Siamo delle erbacce», esordisce il buon Jarvis nell’iniziale “Weeds”, nessuno escluso, in riferimento a quanto di buono nasce dalla strada e a come poi dalla strada venga sradicato e portato in contesti ben più alti (moda, musica, trend, ecc.). “The night that Minnie Timperley died” è il resoconto di un sogno inquietante fatto una notte, anche se il morto nel disco ci scappa per davvero in “Roadkill”, brano che sembra estratto a forza dal repertorio Pink Floyd di “The final cut”, con lo stesso incedere da requiem, segnale questo di un approccio musicale abbastanza eterogeneo e felice, come dimostrano canzoni come “The trees”, “Wickerman”, “I love life”, “Bad cover version”. Frutto della collaborazione con il leggendario songwriter Scott Walker, che ha prodotti il disco?
Cocker fa un buon lavoro con i testi, scritti e impaginati come veri e propri racconti, tanto da poter essere agevolmente seguiti anche senza alcun riferimento musicale: provate a leggervi le storie di “The night that Minnie...” oppure “Wickerman”, canzone dedicata al fiume che scorre sotto la nativa Sheffield, e ne avrete un esempio illuminante. Citazioni bowiane, echi di glam-rock e di art-pop non pregiudicano il risultato finale, che questa volta è davvero Pulp fino al midollo. “We love life” non è un disco ‘avanti’, per carità, e del resto la band di Jarvis Cocker festeggia i 18 anni di attività, però è un album che dimostra l’indubbia capacità del suo leader di dire quello che vuole, e di farlo bene.

(Luca Bernini)

TRACKLIST
“Weeds”
“Weeds II (the origin of the species)”
“The night that Minnie Timperley died”
“The trees”
“Wickerman”
“I love life”
“The birds in your garden”
“Bob Lind (the only way is down)”
“Bad cover version”
“Roadkill”
“Sunrise”





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