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Dei cantautori storici che ormai da anni incrociano le rotte della musica italiana, Lucio Dalla è…


Dei cantautori storici che ormai da anni incrociano le rotte della musica italiana, Lucio Dalla è quello che ha saputo tenere aperta più di ogni altro la porta della sorpresa: lo ha fatto rifiutando lo status paludato tutto onori che alla fine può aver imbrigliato la creatività di qualcuno dei suoi colleghi; evitando di coltivare l’ambizione alla sparizione e al silenzio stampa così come il presenzialismo esasperato o forzatamente promozionale; mantenendo accese le antenne di chi è abituato a parlare con un pescatore ventenne delle isole Tremiti come con un ascetico cantautore catanese arroccato alle falde dell’Etna. Lo ha fatto – in una parola – divertendosi. Le sue tante vite artistiche, a volte durate soltanto lo spazio di un album, stanno a dimostrarlo, così come gli inevitabili cali di tensione e di creatività che a volte ne hanno caratterizzato il percorso. Di certo Lucio Dalla non ha mai rinunciato a se stesso, alla voglia di sperimentare, di manipolare, di filtrare le influenze esterne e di farne contemporaneità, a volte tagliente, a volte profetica, sempre comunque speranzosa. “Luna Matana” è un album classico, dopo il saluto dato al millennio con “Ciao”, ed è come se recuperasse forme e contenuti che parlano giocosamente e seriamente di speranze e delusioni, di amori e dolori, di libertà e prigioni, di radici e di sogni. Ci sono grandi canzoni, come “Siciliano”, “La strada e la stella”, “Kamikaze” – Lucio Dalla si gioca la carta del vocoder, a costo di coprirsi di ridicolo: ma è quello che dicevamo prima, la voglia di mettere dentro una cosa che si è sentita molto ultimamente e con cui si ha voglia di giocare –, “Notte americana”, “Agnese Dellecocomere” e canzoni meno intense, come “Zingaro”, un po’ trita nei contenuti, omaggio allo stile gipsykings con tanto di intervento gitano (Joseph Fargier); ci sono citazioni e cameo prestigiosi e amicali (Carmen Consoli che dice solo “ma più catanese” in “Siciliano”, Ron su “Agnese Dellecocomere” – ma faccio fatica a riconoscerlo – e Grignani che suona la chitarra in “Kamikaze”) e una manciata di testi splendidi, con le immagini care a Dalla, che sanno parlare al cuore e, raccontando cose semplici, fanno sentire sulla testa tutta la vertigine di qualcosa di infinitamente più grande. Il Lucio Dalla di “Luna Matana” è ancora l’omino che sta al centro dell’universo con la sua musica, capace e orgoglioso di fissarsi a contare le onde del mare, avido di colori, odori e sapori, sempre pronto a ululare festoso alla luna.

(Luca Bernini)

TRACKLIST:

Chi sarò io
Siciliano
La strada e la stella
Zingaro
Kamikaze
Serial killer
Domenico Sputo
Baggio Baggio
Anni luce
Notte americana
Agnese Dellecocomere
, ,

 

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