TAGS: Metal / Hard Rock, Nation, Sepultura

C'è ancora qualcuno che associa il nome dei Sepultura a quello di Max Cavalera, affermando che oramai senza il suo frontman per eccellenza, la band ha perso carisma e capacità di scrivere brillanti album. A questo qualcuno è ora di dire basta! Sono passati quasi cinque anni dalla dipartita di Max dai Sepultura e la band ambisce sempre più a svincolarsi dalla sua ombra. Il precedente disco realizzato senza Max, "Against", aveva tentato un colpo simile, lasciando però l'amaro in bocca e risultando un album quasi incompleto, costruito frettolosamente con il solo pensiero di dire ai fan: "Hey ragazzi, siamo ancora qui nonostante tutto!". Questo nuova opera intitolata "Nation" risulta invece più riflessiva e quadrata, ribadisce che i ragazzi venuti dal Brasile sono ancora un gruppo da non prendere sottogamba e capace di dimostrare che c'è ancora vita dopo Max Cavalera. Il "colosso nero" Derrick Green si è ambientato perfettamente, diventando a pieno titolo un membro dei Sepultura con le carte in regola per il ruolo di frontman. Lui non è più un sostituto, ma il cantante dei Sepultura! Volati in Brasile per registrare, in una sorta di "ritorno alle proprie radici", i Sepultura confezionano un album pesante, quadrato, con riff potenti come macigni. Dietro la console c'è Steve Evetts, noto produttore hardcore forse voluto proprio da Igor e Derrick, due musicisti che con quel genere di musica hanno avuto parecchio a che fare. Le quindici canzoni contenute (venti comprese le cover nell'edizione in digipack) hanno una perfetta coesione, con un forte richiamo a passati episodi ("Sepulnation" e "Border wars" rimandano alla memoria i suoni di "Chaos A.D." e "Roots"). L'alchimia tra suoni tribali e metal assaporata in quei due noti album è di nuovo presente. Anche qui c'è infatti qualcosa di simile, ed è stato realizzato con la presenza di alcuni ospiti speciali, come ad esempio Dr. Israel nel pezzo reggae/dub intitolato "Tribe to a nation". Ci si sposta allo stesso tempo sul classico, con i violoncelli dei finnici Apocalyptica in "Valtio" (termine portoghese che significa "unione"). L'hardcore estremo viene toccato con "Human cause", un brano al fulmicotone della durata di meno di un minuto che ospita la voce di Jamey Jasta degli Hatebreed. Un ulteriore rimando al periodo "Chaos A.D." si assapora con il ritorno di Jello Biafra (precedentemente su "Biotech is Godzilla" - "Chaos A.D.") e ora qui su "Politricks". Un ulteriore sorpresa, come già accennato, si avrà con l'acquisto dell'edizione limitata in cartonato, dove accanto agli inediti si potranno trovare anche delle celebri cover. "Bela Lugosi's dead" dei Bauhaus, nelle mani dei Sepultura riacquista nuovamente interesse, così come i classici punk "Rise above" dei Black Flag e "Annihilation" dei Crucifix. Una buona prova che fa tornare in possesso ai Sepultura lo status di "metal band" per eccellenza.

(Angelo Ferrari)

TRACKLIST
"Sepulnation"
"Revolt"
"Border wars"
"One man army"
"Vox populi"
"The ways of faith"
"Uma cura"
"Who must die?"
"Saga"
"Tribe to a nation"
"Politricks"
"Human cause"
"Reject"
"Water"
"Valtio"
Bonus track
"Bela Lugosi's dead"
"Annihilation"
"Rise Above"
"Revolt (demo)"
"Roots bloody roots (live)"





Rockol - La musica online: news, concerti, artisti, classifiche, vendita biglietti cd dvd musicali