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I LOVE SERGE
In Francia, ancora oggi, pronunciare il nome di Serge Gainsbourg inquieta animi, o, paradossalmente, strappa sorrisi, in un susseguirsi di sentimenti contrastanti e confusi che riportano la mente a quei tempi – quasi dimenticati o sconosciuti ai più giovani – in cui il sesso, le droghe, l’esibizionismo e il dandismo scandalizzavano ancora. Oggigiorno, collocare un lavoro come questo nel mercato della discografia, un rifacimento di brani di Gainsbourg rivisti – ma non corretti (la carica erotica e decadente delle sue melodie rimane infatti attualissima) – in formato elettronico per stare al passo con l’evoluzione musicale attuale, non è semplice. Sarà forse il fatto che un personaggio come Gainsbourg, artista celebrato nel bene e nel male dai suoi compatrioti che, in ogni caso, adorano coprirsi del lustro che il controverso cantautore parigino porta al paese d’Oltralpe, è quasi impossibile; si potrebbe, come nel caso di ogni artista geniale, utilizzare la già stantia frase “tutto ciò che potreste pensare di Gainsbourg, è sicuramente già stato detto”. Tuttavia, da un lato, è piuttosto curioso – e rassicurante – vedere che tanti artisti moderni, solo in apparenza distanti anni luce dal mondo di Gainsbourg, abbiano deciso di pagargli il giusto tributo. Il disco è, appunto, un’incontro tra DJ, sperimentatori di sonorità elettroniche e dance francesi e internazionali, come è il caso di Howie B, Herbert o The Orb, solo per citare i nomi più conosciuti, che si ritrovano nel rigoglioso giardino delle delizie offerto da Gainsbourg. Ed è proprio qui che lussureggianti ritmi ballabili rinnovano il piacere antico per i brani originali composti nell’arco di quasi trenta anni; a cominciare dai ritmi malati, velati di archi campionati, della versione ambient di “Ballade de Melody Nelson” riproposta dallo scozzese Howie B, in cui le voci di Gainsbourg e della sua amante Jane Birkin si intrecciano in una danza erotica soffusa, salvo poi scivolare nel brano “Là bas c’est naturel” dei Faze Action (originariamente composto nel 1964), un efficace mix di deep house che mescola suoni lontani di foreste primordiali alla tecnologia più fredda. I titoli che poi via via si snocciolano durante l’ascolto dei quattordici brani inclusi in “Electronicagainsbourg”, dalla tagliente e spregiudicata “Love on the beat”, brano-manifesto della più sfacciata e debosciata filosofia di Gainsbourg, fino alla solare “Sea, sex & sun” di Demon Ritchie, o ai classici di “Requiem pour un con”, qui stravolta dai ritmi dub degli Orb e alla straniante “Je t’aime… moi, non plus” di Dzihan & Kamien, bandita dalla stampa, dai politici e persino dal Vaticano, sono i ritratti estremi di come Serge Gainsbourg voleva – forse – apparire agli spietati occhi della società. E, a noi, piace pensare che questo bel lavoro non rappresenta un triste disco tributo in occasione del decimo anniversario della scomparsa dell'artista, ma la celebrazione, magnificente, viva e appassionata, di un uomo che non provava alcuna vergogna a mostrare ciò che, ad essere sinceri, appartiene un po’ a noi tutti.
(Valeria Rusconi)
TRACKLIST
“Ballade de Melody Nelson” (Howie B)
Là-bas c’est naturel” (Faze Action)
“Love on the beat” (Krikor & W.A.R.R.I.O.)
“Bonnie & Clide” (Herbert)
“No comment” (Dax riders)
“Sea, sex & sun” (Demon Ritchie)
“Lola Rastaquouère” (Chateau Flight)
“Aéroplanes” (Readymade)
“Marabout” (Bob Sinclar)
“Five easy pisseuses” (OGM)
“Requiem pour un c…” (The Orb)
“L’hôtel particulier” (Stratus)
“Je t’aime… moi, non plus” (Dzìhan & Kamien)
“New York – U.S.A.” (Snooze)
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