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THINGS FALLING APART
Chissà se Trent Reznor, nella sua allegra vita di cupo artista, si è mai beccato un bel “Chi se ne frega”. Da quando è apparso sulla scena, il leader dei Nine Inch Nails ha partorito con grande fatica degli album compiuti, mentre non ha lesinato dischi-compendio, offerti come chiavi di lettura per comprendere lo spessore e lo sforzo creativo del loro tetro artefice. Qui ci ritroviamo per le mani una “coda” dell’ultimo, degnissimo “The fragile”: una macedonia di remix, la “cover” di “Metal” di Gary Numan (uno dei grandi “ripescati” di questi anni insieme ai Kraftwerk) e un paio di inediti (“Slipping away” e “The great collapse”).
A nostro umilissimo parere, tanto “The fragile” è un disco ragguardevole, tanto “Things falling apart” è trascurabile. Tacendo il fatto che uno che ti “spiega” il suo disco con questa sorta di commentario è un po’ supponente, e soprattutto il fatto che se queste minuzie gli piacevano così tanto poteva far loro posto in “The fragile” (trattavasi di doppio CD), è un fatto che alla quarta versione rimanipolata di “Starfuckers Inc.” viene voglia di ascoltare la Pausini per controbattere a tanta compiaciuta ostentazione di aggressività industriale. Se l’idea era di farci scorgere le incantevoli, nascoste, sfaccettature di tale brano, prendiamo atto, ma non ci sentiamo particolarmente folgorati. Pur mantenendo inalterata la stima per Reznor e per il suo piccolo mondo agghiacciante, ci sentiamo di considerare questo disco uno sfizio. Mettiamo in dispensa le cose migliori (“Metal” e “10 miles high”) e al resto opponiamo un cortese “Chi se ne frega”, consigliando il disco ai devoti dei NIN ed eventualmente a quei pubblicitari che vorranno dare un tocco di ricercata ultracattiveria al prossimo spot con cui cercheranno di venderci una sensuale e disperata fragranza o sensuali e disperati pantaloni.
(Paolo Madeddu)
“Slipping away”
“The great collapse”
“The wretched”
“Starfuckers Inc.”
“The fall”
“Starfuckers Inc. ”
“Where is everybody?”
“Metal”
“10 miles high”
“Starfuckers Inc.”
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