TAGS: Laura Pausini, Pop, TRA TE E IL MARE

Se con “La mia risposta” Laura Pausini sembrava aver preso timidamente la direzione del pop americano con aperture alla ritmica “black”, con “Tra te e il mare” ritorna, un po’ a sorpresa, sui suoi passi, e fa il più Pausiniano dei dischi. Tanto che questo suo quinto disco potrebbe intitolarsi a maggiore diritto “La mia risposta, punto e basta”. Ovvero: questa sono io, questa è la musica in cui credo. Forse si tratta proprio di una risposta a coloro che non la prendono sul serio come artista, rimanendo spiazzati di fronte al suo successo internazionale – salvo poi concludere che “si sa, all’estero portiamo sempre la melodia italiana”. La cosa buffa è che probabilmente Laura Pausini è più avanti di altra gente che vive l’ossessione ansiogena del “rinnovamento”, del seguire il trend, del cogliere i “fermenti” (lattici?), dell’andare “avanti” (dove, di preciso? Nu-soul? Lounge? Brunch music? Tortilla sound?). Così, coerentemente con un panorama che vede trionfare in tutto il mondo - anche nella trendyssima Italia - gente che riscopre il potere della melodia (Elton John, Phil Collins, Celine Dion, ma anche Lene Marlin o i Lunapop, che non hanno 40 anni), ha realizzato il suo disco più “soft”. Con arrangiamenti e strumentisti sempre più ricercati, la giovane cantante e il suo team stanno lavorando per rendere definitivamente internazionale un “Pausini sound” ormai pienamente definito, dotato di una personalità chiaramente riconoscibile. Perché c’è chi si rinnova per paura di risultare sorpassato, e chi invece crede fermamente in quello che fa, fin quasi ad autocitarsi: ogni tanto pare che la star di Solarolo resista a stento alla tentazione di lanciare, in uno dei pezzi nuovi, un “Tu non lasciarmi mai” o “Incancellabile”. Spiace, a dire il vero, che raramente (in “Mentre la notte va” o “Fidati di me”) la Pausini si conceda un po’ dell’incedere funky affrontato nei dischi precedenti, e che ne evidenzia la duttilità vocale. Tra le tante ballate, invece, spiccano il possibile secondo singolo “Anche se non mi vuoi”, e la ricerca dell’intensità in “Jenny” e in “Per vivere”, il brano sui meniños de rua. Il pezzo che dà il titolo al disco, poi, firmato da Biagio Antonacci, è una delle cose più belle da lui mai scritte. Ma forse il brano più eloquente del disco è la iniziale “Siamo noi”, dedicata alla “maggioranza silenziosa” del cui animo si fa interprete, quella che nonostante le sollecitazioni del marketing non si emoziona per le cantanti-copertina - col vestito e il produttore sexy, per intenderci - ma per canzoni che hanno la dichiarata intenzione di prendere per mano chi ascolta. E se qualcuno storce il naso, pazienza: può sicuramente trovare di che eccitarsi altrove. Ma che non si metta tra la Pausini e i milioni di suoi fans. E’ avvertito: sarebbe come mettersi tra lei e il mare.
(Paolo Madeddu)
TRACKLIST
“Siamo noi”
“Volevo dirti che ti amo”
“Il mio sbaglio più grande”
“Tra te e il mare”
“Viaggio con te”
“Musica sarà”
“Anche se non mi vuoi”
“Fidati di me”
“Ricordami”
“Per vivere”
“Mentre la notte va”
“Come si fa”
“Jenny”
“The extra mile”





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