Sì, è vero: i Muse somigliano ai Radiohead. Ci somigliano in quella melanconia aspra, carica di angoscia, di senso di incapacità (di amare, stare al mondo, esprimersi...) di cui è intrisa la loro musica, le note, le parole; ci somigliano - per chi li ha visti dal vivo, al Jammin’ Festival di Imola - nell’intensità con cui si esibiscono sul palco, con il giovane Mathew Bellamy, voce della formazione, che si contorce mentre canta come se la musica lo ferisse. I Muse, con questo loro “Showbiz” - che esce in Italia con parecchio ritardo rispetto all’Inghilterra – non inventano nulla di nuovo: l’impronta dei modelli, e dunque di qualcosa che è già stato fatto, si sente ancora, e forte. Ma sarebbe errato pensare che questi tre ragazzi, che hanno un’età media di vent’anni e arrivano dal sonnolento Devon, non ci mettano nulla del loro. Innanzitutto è sorprendente la maturità di questo trio, capace di un suono che cattura e trascina in una dimensione dove la nota dominante è una sorta di cullante tormento. Sono inquieti questi Muse, in perenne contrasto, per lo più con se stessi: e la loro musica è capace, in certi passaggi, di incarnare in modo sorprendentemente autentico uno stato d’animo preciso, che mescola rabbia, rinuncia, dolore, desiderio. E’ vero, a volte i tre esagerano con il ripiegamento su se stessi e scivolano in una poesia adolescenziale che un po’ fa tenerezza con le sue esasperazioni struggenti (si ascoltino la pur piacevole “Unintended” e “Showbiz”). Ma altre volte tutto torna, il tormento incontra l’energia dei suoni, come in “Uno”, rabbiosa e distorta, con il suo urlo “you could have been number one”; o ancora in “Cave”, potente e sferzante inno alle oscurità pericolose dell’anima; e “Fillip”, con un Mathew Bellamy la cui voce si fa ansiosa, salvo poi distendersi in una sorta di cupa nenia. Insomma, gli ingredienti di questo “Showbiz” lasciano ben sperare, a condizione però che la ricerca dei Muse prosegua sempre di più su sentieri autonomi. Le condizioni per la riuscita ci sono tutte.
(Laura Centemeri)
TRACKLIST
“Sunburn”
“Muscle muscle”
"Fillip"
"Falling down"
“Cave”
“Showbiz”
“Unintended”
“Uno”
“Sober”
“Escape”
“Overdue”
“Hate this & I’ll love you”
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Sun Kil Moon
AMONG THE LEAVES -
Joey Ramone
...YA KNOW? -
Cosmetic
CONQUISTE -
Tom Jones
SPIRIT IN THE ROOM -
Slash
APOCALYPTIC LOVE -
Cesare Cremonini
LA TEORIA DEI COLORI -
B.O.B.
STRANGE CLOUDS -
Claudia Is On The Sofa
LOVE HUNTERS -
Best Coast
THE ONLY PLACE -
Garbage
NOT YOUR KIND OF PEOPLE
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Sun Kil Moon
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Fun.
SOME NIGHTS -
Gerardo Pulli
GERARDO -
Joe Bonamassa
DRIVING TOWARDS THE DAYLIGHT -
Lassociazione
A STRAPIOMBO -
Lisa Marie Presley
STORM & GRACE -
Max De Aloe
BJORK ON THE MOON -
Nuju
3° MONDO -
Saint Etienne
WORDS AND MUSIC BY SAINT ETIENNE -
Virginiana Miller
GELATERIE SCONSACRATE -
Temper Trap
THE TEMPER TRAP
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Fun.













