La pazienza si sa, è la virtù dei forti e per ascoltare nuovamente un disco da studio degli Iron Maiden con alla voce Bruce Dickinson ce n’è voluta veramente tanta: cinque anni d’attesa. Circa un lustro è stato infatti il periodo che abbiamo aspettato perché Bruce prestasse nuovamente la sua ugola e si riappacificasse con Steve Harris. Tutto questo però a discapito del fin troppo bistratto Blaze Bayley, che però senza prendersela troppo, finita l’avventura coi Maiden, ha intrapreso la carriera solista. A ritornare all’ovile non è stato solo il mitico vocalist: anche Adrian Smith ha seguito le stesse orme, affiancandosi così a Dave Murray e Janick Gers e dotando i Maiden di ben tre chitarre! Saziati dall’averli visti di nuovo on stage con il tour dell’anno scorso, ecco arrivare il dessert, il dolce che ci solleticherà l’appetito: un fiammante disco degli Iron Maiden! La produzione è toccata a Kevin Shirley, convocato dallo stesso Harris dopo che aveva sentito il suo lavoro con i Silverchair. “Brave new world” parafrasa un racconto del guru psichedelico Aldous Huxley, quasi a voler introdurre l’ascoltatore in una nuova e colorata visione musicale, abitata dal mostriciattolo Eddie. La prima cosa che farà ogni buon fans è cercare di paragonare queste dieci canzoni con il repertorio precedente. In effetti sforzandosi si potrebbero trovare dei paragoni tra “Brave new world” e la passata discografia, ma sicuramente questo nuovo lavoro si potrebbe collocare idealmente tra “Somewhere in time” e “Seventh son”. Dickinson è in piena forma e la sua estensione vocale raggiunge gloriose vette, mai raggiunte in “Fear of the dark” e “No prayer for the dying”. Toni epici, duelli-insegumenti tra voce e chitarre, galoppate di basso: sono questi i fondamentali di “Brave new world”. Il primo singolo estratto corrisponde anche alla prima traccia “The wickerman”, una canzone per certi versi classica nel suo stile, così come la battagliera “The mercenary” e la NWOBHM “The fallen angel”. “Ghost of navigator” e “Out of the silent planet” possiedono toni molto epici, mentre “Brave new world” mischia il folk con un suono prog-rock. “Blood brothes” è arricchita da strumenti classici, un’opera di Harris che ha voluto ricordare così il proprio padre recentemente scomparso. “Dream of mirrors” e “The nomad” con i loro nove minuti di lunghezza producono un effetto quasi ipnotico. L’ultima “The thin line between love and hate” è forse la meno esaltante dell’intero disco, ma è anche un pretesto per permettere a McBrain di fare un po’ d’autoironia. Grande Dickinson e grandi Iron Maiden.
TRACKLIST
“The wickerman”
“Ghost of the navigator”
“Brave new world”
“Blood brothers”
“The mercenary”
“Dream of mirrors”
“The fallen angel”
“The nomad”
“Out of the silent planet”
“The thin line between love and hate”
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Sun Kil Moon
AMONG THE LEAVES -
Joey Ramone
...YA KNOW? -
Cosmetic
CONQUISTE -
Tom Jones
SPIRIT IN THE ROOM -
Slash
APOCALYPTIC LOVE -
Cesare Cremonini
LA TEORIA DEI COLORI -
B.O.B.
STRANGE CLOUDS -
Claudia Is On The Sofa
LOVE HUNTERS -
Best Coast
THE ONLY PLACE -
Garbage
NOT YOUR KIND OF PEOPLE
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Sun Kil Moon
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Fun.
SOME NIGHTS -
Gerardo Pulli
GERARDO -
Joe Bonamassa
DRIVING TOWARDS THE DAYLIGHT -
Lassociazione
A STRAPIOMBO -
Lisa Marie Presley
STORM & GRACE -
Max De Aloe
BJORK ON THE MOON -
Nuju
3° MONDO -
Saint Etienne
WORDS AND MUSIC BY SAINT ETIENNE -
Virginiana Miller
GELATERIE SCONSACRATE -
Temper Trap
THE TEMPER TRAP
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Fun.













