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THE MARSHALL MATHERS LP
Una squadra vincente non si tocca….mai! Una formula altrettanto vincente nemmeno. Già, perché Eminem, grazie a questo suo modo di pensare rap, tra il serio e il faceto, tra il dark e vibrazioni “ludiche”, grazie a una produzione “scafata” come quella di Dr.Dre (scusate se è ‘soltanto’ uno dei membri fondatori di NWA, il gruppo più famoso della storia dell’hip hop) ha venduto milioni di dischi nel mondo. Grazie alle sue “malefatte” (l’ultima delle quali risale a pochi giorni fa, in un locale di Detroit, e a causa della quale è stato arrestato) è spesso sbattuto in “prima pagina” (vedi il Corriere della Sera che gli dedicava un articolo). Hype e formule vincenti a parte, a un anno preciso di distanza dal suo secondo album (di fatto il primo, visto che “Infinite”, il disco d’esordio, era un album circolato solo nell’underground hip hop americano) Eminem si ripresenta con un suono che ripercorre in molti passaggi quello che ha fatto la fortuna di “Slim Shady LP”. Un suono che si muove con elasticità da atmosfere malinconiche e melodrammatiche (vedi “The way I am”, “Stan”, “Marshall Mathers”) a inflessioni alla Timbaland (nella sincopata “Kill you”), passando per groove irresistibili (in “Remember me?”, il pezzo più convincente dell’album), fino ad arrivare ai siparietti demenziali di brani come “The real Slim Shady” o alla filastrocca sboccata di “Under the influence”, un pezzo in cui ancora una volta Eminem mette in mostra tutto il suo vocabolario da “white trash”. Su tutto poi si staglia la voce a tratti “clownesca”, a volte intimista di Eminem, con il suo rap freestyle da surfer incallito del linguaggio hip hop. L’addizione tra produzione sonora e rime gira come un motore ben carburato. Insomma, non c’è che dire: in barba alla montatura che c’è attorno a questo artista è innegabile che Eminem, oltre che uno dei più carismatici personaggi della scena musicale internazionale (e con questo si intende non solo quella hip hop), sia un grande rapper e che la sua macchina sia lanciata a 2000 all’ora verso un secondo, meritato successo.
TRACKLIST
“Public service announcement 2000 ”
“Kill you”
“Stan”
“Paul”
“Who knew”
“Steve Berman”
“The way I am”
“The real Slim Shady”
“Remember me?”
“I’m black”
“Marshall Mathers”
“Ken Kaniff”
“Drug ballad”
“Amityville”
“B**** please II”
“Kim”
“Under the influence”
“Criminal”
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