TAGS: A Reminiscent Drive, Ambrosia

“Mercy street” era stato un disco sorprendente, un’ora e più di musica in cui, alla faccia dei dettami dell’elettronica (zona di collocazione stilistica più consona a Reminiscent Drive), aveva confezionato un disco con ritmi in secondo piano e sonorità per nulla digitali, in cui l’unica cosa che importava era il mood dei brani. Mosso da un incontenibile voglia di approdare alla via della misericordia (“Mercy street”, appunto), il disco era emozionalmente intenso. Non si può dire altrettanto di questo album. “Ambrosia” è un viaggio (come lo fu ai tempi “Mercy street”) in cui però Alanski sembra essersi perso nei meandri dei mille suoni di cui sono composte le canzoni (sì, proprio così, canzoni. E’ ciò che ha riavvicinato Alanski ai suoi trascorsi pop) del disco. Un disco, “Ambrosia”, eclettico, vario, dalle mille sfaccettature stilistiche. Basta ascoltare la voce blues di “Are you coming back to me”, la simil new wave di “Unconditional love”, le inflessioni trancey di “One hundred eleven reasons….”, la new age “ambientalizzata” di “Smokey mountains” (impreziosita da un tromba alla Jon Hassell) per capire quanto Alanski abbia fatto incetta di suoni e atmosfere diverse. Ciò che lascia spiazzati è proprio questa mancanza di pathos che aveva reso così apprezzabile “Mercy street” e che lascia con un po’ di amaro in bocca dopo l’ascolto di questo vario ma incolore secondo disco.

TRACKLIST
“(On my way) to Providence”
“Are you coming back to me”
“Ambrosia”
“The unseen world”
“What’s your style”
“Unconditional love”
“Silence in heaven”
“Travelling soul”
“One hundred eleven reasons (to be happy)”
“Sometimes I do what I’m told”
“Satellites'”
“Tears along the way”
“Smokey mountains”





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