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GIOVANNI
ALLEVI
Vita e pensiero
Giovanni Allevi, compositore e
pianista, rielabora la tradizione classica europea aprendola alle nuove
tendenze pop e contemporanee.
La sua musica vuole essere specchio di questa società multiforme
e differenziata e, al tempo stesso, vuole dare voce alla pericolosa solitudine
di chi crea. Il pianoforte diviene il suo mezzo espressivo privilegiato
( "più vicino all'anima, all'emozione, all'adrenalina").
Giovanni Allevi è
diplomato in Pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio "F.
Morlacchi" di Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al
Conservatorio "G. Verdi" di Milano. Inoltre è laureato,
con Lode, in Filosofia, con la tesi "Il vuoto nella Fisica Contemporanea".
Nato il 9 aprile 1969 ad Ascoli
Piceno, Giovanni è figlio d'arte: la mamma Fiorella, cantante lirica,
la sorella maggiore, Stella, una raffinata pianista e il padre Nazzareno
un virtuoso clarinettista e uno stimatissimo didatta della musica (l'unico
fuori dal coro è il fratello minore Bruno con la passione per il
basket). Trascorre l'infanzia completamente immerso nella musica classica:
in sala c'è un pianoforte chiuso a chiave, perché il padre
non vuole che Giovanni, che ha quattro anni, si avvicini alla musica,
una strada in salita troppo difficile, anche se nei momenti di svago Nazzareno
sfida il figlio a riconoscere a orecchio intervalli, scale e accordi.
Il piccolo Giovanni individua le note come è in grado di riconoscere
i colori e scopre dov'è nascosta la chiave del pianoforte: quando
non c'è nessuno, inizia un solitario viaggio di esplorazione fra
i tasti bianchi e neri ("Ancora oggi davanti al pianoforte cerco
quel suono, quella voglia di giocare, quella libertà di espressione").
Fra i dischi in vinile scopre la "Turandot" di Puccini: a sei
anni l'ascolta per intero tutti i giorni, a gambe incrociate sul divano.
Proseguono i suoi incontri segreti con il pianoforte fino a 9 anni, quando
in occasione di una recita a scuola esce allo scoperto con una sorprendente
esecuzione di un brano di Chopin.
I genitori si convincono che il figlio debba intraprendere il percorso
accademico: studia pianoforte all'Istituto Musicale "G. Spontini"
di Ascoli Piceno con la professoressa Anna Maria Bucci e si diploma a
21 anni con il massimo dei voti al Conservatorio "F. Morlacchi"
di Perugia ("Dopo il Diploma il mio rapporto con il pianoforte
è divenuto più stretto e passionale. Libero dalle imposizioni
accademiche ho avuto l'impressione che le mie dita iniziassero a correre").
Allevi scrive tante composizioni,
ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto, e inizia un'intensa attività
di concertista classico in Italia. Nel 1991 svolge l'obbligo di leva nella
Banda Nazionale dell'Esercito Italiano: il Maestro della Banda si accorge
del suo talento pianistico e decide così di inserire il pianoforte
solista nel suo repertorio, evento unico e mai più verificatosi
nella storia di questa istituzione. Si iscrive alla Facoltà di
Filosofia dell'Università di Macerata e decide di affrontare lo
studio della Composizione al Conservatorio "G. Rossini" di Fermo.
All'esame di ammissione porta una sua Fuga in stile contrappuntistico,
genere musicale che si affronta solo al settimo anno, e un commissario
commenta scherzosamente: "O ha copiato la Fuga, o Giovanni Allevi
è Brahms redivivus". Naturalmente non l'aveva copiata!
Nel frattempo frequenta il corso di "Bio-musica e Musicoterapia"
del professor Mario Corradini, nel quale approfondisce la consapevolezza
del grande potere che ha la musica di rendere liberi e di evocare immagini,
emozioni e ricordi.
Nel 1995 compone le musiche di scena
della tragedia "Troiane" di Euripide e al Festival Internazionale
del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le migliori
musiche di scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello
stesso anno, in occasione di un work-shop sul problema dell'immigrazione
in Europa, è invitato come relatore all'Università di Pedagogia
di Stoccarda a tenere un seminario sulla Musica dei nostri giorni ("Nella
Musica, l'incontro tra diverse culture è fonte inesauribile di
nuove idee. La diversità non deve intimorire perché è
una irripetibile occasione di crescita").
Durante i suoi concerti, oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel,
comincia a eseguire anche alcune sue composizioni per pianoforte, destando
sorpresa e entusiasmo ("Il pubblico accoglieva con stupore l'esecuzione
dei miei brani, ed io un po' per gioco iniziavo una strada senza ritorno:
da interprete di musica altrui a esecutore della mia musica, scoprendo
in me una travolgente voglia di suonare e di esprimermi attraverso il
pianoforte").
Il consenso ricevuto suscita in Giovanni l'idea di eseguire un repertorio
interamente costituito da suoi brani e di raccoglierli in un cd.
Nel 1997, il suo lavoro è
accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti il quale,
con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo album di
Allevi per pianoforte solo dal titolo "13 Dita" (Soleluna/Universal).
Giovanni apre, solo col suo pianoforte, i concerti del tour "L'albero"
di Jovanotti, al Palaeur e allo Stadio Olimpico di Roma, e al Forum di
Assago (Milano) di fronte a migliaia di persone.
Dimostra così di essere un talentuoso musicista e un geniale compositore
di musica classica contemporanea: il suo disco d'esordio riscuote ampi
consensi di critica e suscita l'attenzione di grandi artisti internazionali.
La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le più grandi interpreti
contemporanee di marimba solista, in un recital alla Carnegie Hall di
New York esegue alcune composizioni dell'album d'esordio di Allevi, da
lei stessa trascritte per il suo strumento.
Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia
("La Fisica giunge oggi alle stesse intuizioni che ebbero i presocratici
e gli orientali: l'Universo è uno spazio ribollente di energia
di cui tutti siamo parte; non c'è differenza tra me e ciò
che mi circonda"). C'è inoltre uno stretto legame fra
la sua tesi di laurea ("Il vuoto nella Fisica Contemporanea")
e la composizione ("il bizzarro comportamento delle particelle
subatomiche nel nostro cervello può dare origine a idee, melodie
e pensieri improvvisi. Come in Fisica c'è il pieno e il vuoto,
nella musica c'è il suono e il silenzi"). Definito anche
"il filosofo del pianoforte", Giovanni sente di avere una responsabilità
nei confronti della musica, del pianoforte e del Pensiero: inizia a esplorare
le misteriose motivazioni che sono alla base della creazione artistica
e del gesto pianistico ("Suonare il pianoforte è un gesto
mistico, che mi pone a contatto con realtà ignote che non possono
essere spiegate, ma solo vissute"). Decide d'intraprendere la
composizione di un nuovo grande lavoro per pianoforte solo: "La favola
che vuoi", un'opera musicale live ("Voglio che chi ascolta la
mia musica possa viaggiare di fantasia e dare forma ai propri sogni").
Dopo la laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione
con il massimo dei voti al Conservatorio "G. Verdi".
Nel 2003 pubblica il secondo album per pianoforte solo intitolato "Composizioni"
(Soleluna/Edel), che contiene anche alcuni brani tratti da "La favola
che vuoi". "Composizioni", meno virtuosistico e ritmico
rispetto al primo disco, affronta una maggiore ricerca armonica.
Si conferma musicista eclettico e strappa applausi in luoghi musicali
più disparati. Si esibisce, infatti, in prestigiose rassegne concertistiche
di musica classica, in importanti teatri italiani, nei festival di musica
rock e jazz.
La consacrazione della credibilità di Giovanni Allevi in campo
internazionale come compositore arriva dal Baltimora Opera House (USA),
che gli commissiona la mastodontica rielaborazione dei recitativi della
"Carmen" di Bizet, una delle opere liriche più amate
e conosciute dal pubblico di tutto il mondo.
Il 13 giugno 2004 debutta davanti
a una platea internazionale nel suo primo concerto all'estero, eseguendo
"La favola che vuoi" al Teatro Nazionale di Hong Kong.
È il primo passo di una costante maturazione artistica che il 6
marzo 2005 lo vede protagonista al Blue Note di New York, dove registra
due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i compositori
più rappresentativi nel panorama internazionale della musica classica
contemporanea. Appena sceso dal palco del più prestigioso jazz
club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra
Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New York. All'inizio del
2005 è insignito del titolo di "Bösendorfer Artist",
dalla Bösendorfer di Vienna, "per le qualità di interprete
sensibile e per la valenza di livello internazionale della sua espressione
artistica".
Il 20 maggio 2005 esce il suo terzo
album per pianoforte solo: "No Concept" (Bollettino/Ricordi-
SonyBmg Music Entertainment), che ottiene il Silver Awards, con oltre
30.000 copie vendute in Italia . L'album viene pubblicato anche in Germania,
Austria e Corea.
Il 2005 è un anno di grande risonanza internazionale. Il regista
americano Spike Lee sceglie il brano "Come sei veramente" (terza
traccia dell'album "No Concept") come colonna sonora del suo
ultimo spot per la Bmw. Nel giro di pochi mesi il brano diviene così
popolare che la casa editrice Carisch pubblica con ben sei ristampe successive
in meno di un mese, gli spartiti dell'album, distribuendoli in tutto il
mondo.
Nel 2006 Allevi intraprende il "No
concept" tour che tocca di nuovo gli Usa, la Cina e l'Europa,
concentrandosi infine sull'Italia. I suoi concerti in giro per il mondo
riscuotono una straordinaria partecipazione di pubblico. I più
importanti giornali nazionali ed internazionali lo definiscono "genio
italiano del pianoforte", il "Mozart del 2000", il "filosofo
del pianoforte", "modern and free spirit", grazie alla
sua capacità di "traghettare" il mondo classico alle
nuove generazioni, contribuendo a rinnovare il repertorio della musica
colta. Vince anche il "Premio Carosone" come miglior pianista
dell'anno "per il senso melodico del suo pianismo, ma soprattutto
per il suo muoversi oltre ogni barriera di genere, al di fuori di qualsiasi
categoria e definizione".
Nell' agosto 2006 Giovanni è in studio per registrare il suo quarto
album per pianoforte solo. "Joy" (Bollettino/Ricordi-SonyBmg
Music Entertainment) esce il 29 settembre. L'album viene registrato e
mixato da Emiliano Alborghetti al Jungle Sound Station di Milano e masterizzato
da Antonio Baglio al Nautilus Mastering di Milano. Il progetto grafico
è a cura di Flora Sala (Studio Anastasia) e le foto del disco portano
la firma di Maki Galimberti. Il concept della cover è di Giovanni
Allevi e Flora Sala.
GIOVANNI
ALLEVI
presenta "JOY"
"Vedo
la città da questo strano vetro. Non sono mai stato dentro un'ambulanza.
Un volontario della Croce Rossa mi tiene la mano sulla spalla e dice che
devo stare calmo perchè il Policlinico è vicino.
Forse per l'eccessiva gioia, la grande emozione o la tensione accumulata,
proprio oggi, di rientro dal tour in Cina, sono andato in tilt sul marciapiede
sotto casa.
Si parla di un attacco di panico, o di una cardiopatia, e per la mia mente
paurosa è possibile che non sopravviva ai prossimi 10 minuti.
Ripenso a quanto è bello il cielo, il traffico, la quotidianità
o l'essere semplicemente vivi.
Quanti sorrisi non ho regalato, quante emozioni non ho ancora vissuto,
quante volte ho offuscato i miei sogni dietro i fantasmi della paura...
Se dovessi uscire di qui, canterò con la Musica la gioia dI vivere,
ogni momento bello o brutto, qualunque sarà la mia condizione.
"JOY."
Da quando
ciò si è verificato, improvvisamente, si è alzato
il volume della musica nella mia testa.
Nei mesi a venire ho suonato
"JOY" centinaia di volte, sulla mia tastiera immaginaria, fino
a che ogni singola nota non fosse perfettamente a fuoco.
Poi è bastato un cenno sorridente perché i miei collaboratori
preparassero il pianoforte e lo studio di registrazione; più che
studiare ho vissuto, e l'incontro con la tastiera è il racconto
di questo vissuto.
Così ho registrato "JOY" senza averlo mai suonato prima,
se non nella mia mente: il pianoforte deve restare per me un'isola incontaminata
da esplorare, dove l'emozione ha il sopravvento sulla tecnica, l'intensità
dell'attimo supera l'esperienza.
Ci ho messo 5 giorni, 10 ore al giorno, circondato dal talento, lucido
e appassionato dei miei collaboratori e dalle loro premurose attenzioni.
Ho seguito il "mio" suono, diverso per ciascun brano; ho liberato
con attenzione le risonanze, la parte più istintiva ed imponderabile,
affinché queste mi avvolgessero all'altezza del cuore.
Davanti alla Musica non ho
scelta, mi assale, destata da ciò che mi circonda nella quotidianità,
ed io, con impegno maniacale, le do la forma che lei stessa mi chiede.
Finché non lo faccio, continua a girare nella mia testa anche per
anni, procurandomi problemi di attenzione e di percezione.
"JOY" è la mia libertà di espressione musicale.
Attraverso le sue note posso esprimere i miei sentimenti più profondi:
la gioia della scoperta, l'incanto per la semplicità del quotidiano,
l'ebbrezza dell'essere gettati nell'esistenza ma anche la paura del vivere,
fino all'incontro fisico con la Musica, nella carezza sui tasti e nella
densa vibrazione sensuale prodotta. Un equilibrio dinamico che riassorbe
in sé la molteplicità dell'esperienza e l'aspirazione all'infinito.
"JOY" nasce anche dall'esigenza che la Musica Classica, o "colta",
dalla matrice europea, una volta superato il blocco della concettualità,
della reiterazione minimale e della sperimentazione estrema, debba interpretare
i caratteri di una nuova spiritualità contemporanea, fresca ed
inedita.
Ho registrato "JOY" a conclusione
di una lunga ed intensa tournée internazionale, dove ho scoperto,
con mia grande sorpresa, di essere un "Pifferaio magico". Non
lo avrei mai immaginato visto che da piccolo me ne stavo sempre da parte,
ed al Liceo non mi invitavano alle feste! La Musica, così immateriale
e impalpabile, è capace di sconvolgere esistenze e destini! Sono
davvero felice che a me abbia riservato cambiamenti tali per cui posso
continuare ad esprimere ciò che sono.
GIOVANNI
ALLEVI racconta le composizioni di "JOY"
PANIC
Guardo le persone dal vetro dell'ambulanza. E' proprio strano che in un
momento di così grande paura, sia venuta a trovarmi una melodia
tanto dolce. E per non dimenticare la sua origine ho voluto darle il nome
di quel "mostro", che noi accecati dalla paura, vediamo come
tale. In realtà serve solo a ricordare che ogni tanto è
necessario fermarsi e lasciarsi cullare dall'esistenza.
PORTAMI VIA
Solo nella musica riesco a cogliere il senso di una fresca leggerezza.
Chiedo a queste note di portarmi via, in un mondo dove io sono io.
DOWNTOWN
Ecco la città che amo, e questa è la musica del suo centro
pulsante. Le persone tutti i giorni affrontano la propria battaglia con
l'esistere, e io con loro. Ciascuno, a suo modo, è un eroe, ma
nessuno glielo dice. Vorrei farlo io con una carezza musicale.
WATER DANCE
C'è il ricordo di antiche danze, di una nobile fierezza d'animo.
C'è un'umanità incontaminata che vive l'ebbrezza tutta d'un
fiato.
VIAGGIO IN AEREO
Una volta ho avuto l'onore
di guidare un aereo, piccolo piccolo in balìa del vento, sopra
i limpidi cieli di New York. Nella mia testa questa musica ha coperto
la fatica del piccolo motore ad elica. Due mani, dieci dita, ma una sola
nota alla volta, una dietro l'altra: così l'ho voluto, affinchè
il linguaggio costruisse lentamente le sue armonie su tre registri, ma
solo nella memoria di chi ascolta.
FOLLOW YOU
Voglio pensare che ogni
singola persona valga più di ogni altra cosa, e che i suoi sogni,
le sue paure e incertezze siano sacri, che vadano protetti e mai giudicati.
VENTO D'EUROPA
Ho voglia di Europa, quella
fredda dal nucleo che scotta, dalla spiritualità profonda e silenziosa.
Ho voglia che un vento autunnale avvolga, intenso e circolare, la mia
nostalgia.
L'OROLOGIO DEGLI DEI
Il passaggio dall'eternità
all'esistenza avviene con l'irrompere della pulsazione temporale, nell'incedere
emotivo ed inesorabile del cuore.
BACK TO LIFE
Se guardata con attenzione
l'esistenza quotidiana regala lampi di senso. Dedicato a te, ragazzina,
che sull'autobus ripassi la lezione di Storia; a te che confuso, dietro
i tuoi occhiali spessi, osservi incantato la più bella della classe;
a te che davanti un cappuccino ed un cornetto, vorresti che il tempo si
fermasse.
JAZZMATIC
Circolare ed automatico.
Un "divertimento", anche da suonare, concepito per dare forma
ad una pulsazione travolgente, in cui bassi profondi come colpi di cannone
possono cedere il passo a soffice tenerezza
IL BACIO
Ho invidiato "Il bacio"
di Gustave Klimt. Anche io voglio disegnare in note il mio bacio. Lo farò
così etereo e trasparente che oltre al mio, sarà anche il
tuo.
NEW REINASSANCE
Antiche cadenze, "emìole"
e "ritardi di settima", si intrecciano ad echi di rock progressive.
E' la festa di una nuova era, dove sacro e profano, presente e passato
tornano ad incontrarsi. Una nuova stagione è alle porte!
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