Virgin Megastores, addio agli Stati Uniti
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04 mar 2009 - Virgin Entertainment Group North America, la società che gestisce la catena dei Virgin Megastores negli Stati Uniti, andrà in liquidazione l’estate prossima: prima di quella data, chiuderanno tutti e sei i punti vendita rimasti finora aperti nel territorio nordamericano, inclusi quelli di Los Angeles, Denver e Orlando la cui sorte era ancora incerta fino a pochi giorni fa (vedi News).
Simon Wright, amministratore delegato di VEGNA, ha spiegato che il megastore newyorkese di Times Square, anch’esso prossimo alla chiusura, operava in attivo, dopo la riconversione da negozio incentrato sulla musica a emporio focalizzato sul lifestyle, con molto spazio riservato agli articoli d’abbigliamento e ai gadget elettronici (lettori mp3, console per videogiochi, telefoni cellulari). “Ho provato con tutte le forze”, ha detto Wright, “a escogitare un nuovo modello di business, e prima delle vacanze di Natale avevamo fatto molti progressi. Ma oggi l’economia è in condizioni terribili, siamo in uno stato di emergenza”. Virgin era destinata a perdere in ogni caso l’immobile che occupava, dal momento che l’affitto che pagava era quasi dieci volte inferiore alle tariffe correnti di mercato: il trasferimento in un edificio adiacente, lasciato libero da un’altra impresa commerciale, non si è realizzato a causa dell'acuirsi della recessione
Con l’addio agli Stati Uniti, l’insegna Virgin Megastore resta attiva soltanto in Francia, Grecia e Giappone.
TAGS: industria musicale, Megastores, Simon, Virgin, Wright
Simon Wright, amministratore delegato di VEGNA, ha spiegato che il megastore newyorkese di Times Square, anch’esso prossimo alla chiusura, operava in attivo, dopo la riconversione da negozio incentrato sulla musica a emporio focalizzato sul lifestyle, con molto spazio riservato agli articoli d’abbigliamento e ai gadget elettronici (lettori mp3, console per videogiochi, telefoni cellulari). “Ho provato con tutte le forze”, ha detto Wright, “a escogitare un nuovo modello di business, e prima delle vacanze di Natale avevamo fatto molti progressi. Ma oggi l’economia è in condizioni terribili, siamo in uno stato di emergenza”. Virgin era destinata a perdere in ogni caso l’immobile che occupava, dal momento che l’affitto che pagava era quasi dieci volte inferiore alle tariffe correnti di mercato: il trasferimento in un edificio adiacente, lasciato libero da un’altra impresa commerciale, non si è realizzato a causa dell'acuirsi della recessione
Con l’addio agli Stati Uniti, l’insegna Virgin Megastore resta attiva soltanto in Francia, Grecia e Giappone.
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