Arisa: ‘Ditemi pure che sembro un fumetto, ma non dite che sono falsa’
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03 mar 2009 - Quella con Arisa – vincitrice nella categoria Proposte al Festival di Sanremo con il brano “Sincerità” – è stata una piacevole chiaccherata più che una formale intervista. La raggiungiamo negli uffici milanesi della sua etichetta discografica, la Warner, e quando parliamo iniziamo con il commentare le sue ultime apparizioni televisive che l’hanno vista ospite prima su Raidue ad “X Factor” (lunedì 23 febbraio), poi su Raiuno a “Porta a Porta” da Bruno Vespa (martedì 24): “A ‘X Factor’ mi sono molto divertita, anche se avevo paura di essere un po’ calante. Da Vespa invece… sono stata onorata dell’invito, ma ero davvero stanca e mi sentivo anche un po’ fuori luogo, spero che non se ne sia accorto nessuno”.Arisa si preoccupa di come la sua persona possa arrivare agli altri: “Non posso farci nulla, io sono davvero così. Io non ho paura perché sono sincera, ma a volte ho come l’impressione che qualcuno mi stuzzichi a tal punto per vedere se ci faccio o ci sono. E’ che io dopo un po’ mi arrabbio: mi piacerebbe si capisse che sono una persona normale, che si arrabbia, gioisce e che si accorge quando viene presa in giro. Cerco di coprirmi il più possibile, cerco di essere un po’ particolare, voglio essere a mio agio con il mio corpo e quello che voglio esprimere. Mi sento una vicina alla gente, non voglio che qualcuno possa dire ‘oh, come vorrei essere Arisa’, perché se un giovane mi deve prendere come esempio, preferisco che mi prenda come riferimento perché facevo l’estetista, perché ho fatto molti sacrifici, perché ce l’ho messa tutta per arrivare al Festival, non perché sono un personaggio o cos’altro. Mi piace per esempio quando dicono che somiglio ad un cartone animato, forse è anche vero: finché non mi dicono che sono falsa a me va bene tutto”.
Arisa il 20 febbraio scorso ha pubblicato il suo album d’esordio intitolato “Sincerità”, come il brano che ha conquistato il pubblico di Sanremo: “Nel disco ci sono tante belle canzoni, ho la fortuna di lavorare con persone con cui ci si capisce al volo, sono molto intelligenti ed intuitive: Giuseppe Anastasi, che poi è anche il mio fidanzato, Maurizio Filardo e Giuseppe Mangiaracina sono parte integrante del progetto, non sono ‘i musicisti’, sono ‘Arisa’. Giuseppe – Anastasi, autore anche della maggior parte dei testi – ha scritto delle canzoni di forte introspezione, lui è il mio traduttore personale, mi studia, mi osserva e sa trascrivere quello che provo. A volte lo vedo però che non ci crede nemmeno lui che sono così: sono un oggetto di studio ai suoi occhi, anche se la fortunata sono io”.
Al Festival di Sanremo, durante la serata dei duetti, Arisa si è presentata sul palco con il Maestro Lelio Luttazzi che l’ha accompagnata al pianoforte: “Lui è il mio nonno ideale”, ha raccontato emozionata, “Non che quelli che ho avuto non mi sono piaciuti, per carità, ma lui è davvero speciale. All’inizio poi non era così benevolo nei miei confronti, pensava che fossi strana, troppo modesta e tranquilla e ha chiesto al mio fidanzato se ero davvero così. Quando ho vinto al Festival, l’ho chiamato e mi ha detto ‘Sono orgoglioso di te, ti voglio bene’: è stata davvero una vittoria personale. Non è sempre è facile essere come sono io”, conclude, “ma non ci posso fare nulla: sono lucida, mica pazza”.
TAGS: Anastasi, Arisa, Filardo, Giuseppe, Mangiaracina, Maurizio, musica italiana
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