Digital Music Forum, parla Forrester Research: il ‘DRM free’ non è una panacea
26 feb 2009 - Forrester Research, multinazionale delle ricerche di mercato, è intervenuta al Digital Music Forum East 2009 di New York per fornire in avvio di convegno la propria visione sullo stato della musica digitale. David Card, vice presidente e capo degli analisti di Forrester, ha scelto il mercato statunitense come punto di riferimento per evidenziare – sulla base di alcune considerazioni numeriche – le principali tendenze che dovrebbero caratterizzare il comparto.
“L’interesse del pubblico nei confronti della musica digitale resta modesto”, ha affermato Card, che ha invitato gli addetti ai lavori a prendere sempre le cifre che circolano ‘con un grano di sale’. “Infatti basta considerare che negli U.S.A. solo il 19% della popolazione adulta è disposta a scaricare sul PC brani a pagamento a 99 centesimi l’uno, solo il 9% a scaricarli sul telefonino e solo il 6% è interessata a modelli in abbonamento per 15 dollari al mese”.
Card ha aggiunto due considerazioni interessanti: la musica ‘DRM free’ si è rivelata certamente interessante, ma sicuramente non una panacea per i mali dell’industria musicale; e i consumatori di musica digitale sono in gran parte tuttora convinti acquirenti di CD. Citando uno studio della controllata Jupiter Research, Card ha concluso sottolineando la necessità per i dirigenti del marketing musicale di procedere con la massima solerzia ad applicare strategie di segmentazione del mercato e dell’audience che, come noto, presenta caratteristiche di spesa e di fruizione diverse per fascia demografica ma che, come è altrettanto evidente, la discografia tende a trattare e contattare in maniera uniforme.
TAGS: Card, David, Digital, Forrester, Forum, industria musicale, Music, Research
“L’interesse del pubblico nei confronti della musica digitale resta modesto”, ha affermato Card, che ha invitato gli addetti ai lavori a prendere sempre le cifre che circolano ‘con un grano di sale’. “Infatti basta considerare che negli U.S.A. solo il 19% della popolazione adulta è disposta a scaricare sul PC brani a pagamento a 99 centesimi l’uno, solo il 9% a scaricarli sul telefonino e solo il 6% è interessata a modelli in abbonamento per 15 dollari al mese”.
Card ha aggiunto due considerazioni interessanti: la musica ‘DRM free’ si è rivelata certamente interessante, ma sicuramente non una panacea per i mali dell’industria musicale; e i consumatori di musica digitale sono in gran parte tuttora convinti acquirenti di CD. Citando uno studio della controllata Jupiter Research, Card ha concluso sottolineando la necessità per i dirigenti del marketing musicale di procedere con la massima solerzia ad applicare strategie di segmentazione del mercato e dell’audience che, come noto, presenta caratteristiche di spesa e di fruizione diverse per fascia demografica ma che, come è altrettanto evidente, la discografia tende a trattare e contattare in maniera uniforme.
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