Luca Carboni, 'Musiche ribelli': 'Le canzoni che ho dentro'




Luca Carboni, 'Musiche ribelli': 'Le canzoni che ho dentro' 15 gen 2009 - Un atto d'amore, più che un'antologia. "Perché sennò sarebbe uscita sotto Natale, insieme a tutti gli altri dischi. Ma sono stato io a consigliare alla mia etichetta di posticiparne la pubblicazione. Anche perché 'Musiche ribelli' non contiene pezzi 'forti' e riconoscibili, ma canzoni che giravano in casa mia quando ero adolescente, che ho conosciuto grazie ai miei fratelli maggiori. La musica che mi è rimasta dentro, insomma, e che ho imparato ad amare ancora prima di riflettere sui testi, sugli arrangiamenti e sua una possibile carriera da cantautore": con queste parole Luca Carboni ha presentato alla stampa il suo nuovo album, una raccolta di cover ("Per la maggior parte del '76, salvo qualche eccezione") che spazia da Lucio Dalla a Franco Battiato, passando per Claudio Lolli, Enzo Jannacci, Francesco De Gregori ("Due, 'Raggio di sole' e 'La casa di Hilde', perché sono un 'degregoriano'), Eugenio Finardi e Francesco Guccini, del quale l'artista bolognese ci offre, in chiusura del Cd, una rilettura de "L'avvelenata". Innanzitutto, come l'hanno presa i colleghi coinvolti? "Bene. Li ho avvertiti tutti, prima di cominciare la produzione, e tutti mi hanno dato l'ok. Poi, a giochi fatti, ho spedito ad ognuno l'mp3 della sua cover, ricevendo pareri molto incoraggianti. Claudio Lolli, addirittura, si è offerto di comparire nel prossimo video, e Francesco De Gregori si è speso in parole molto lusinghiere. Già, non posso che essere soddisfatto". Anche se... "Già, l'album doveva contare undici brani in scaletta, compresa una cover di 'Via del campo' di Fabrizio De André: ma la mia interpretazione vocale non mi convinceva, quindi ho preferito lasciarla fuori, così come altri brani. Che, però, non escludo di rifare dal vivo". Una scelta, quella della scaletta, sulla quale può avere avuto una certa influenza il produttore Riccardo Sinigallia? "Non esattamente, perché quando l'ho contattato avevo già in mente i brani sui quali lavorare. Con lui, poi, abbiamo selezionato la rosa di canzoni che sono finite sul Cd. Il suo ruolo, comunque, è stato fondamentale: ho scelto di affidarmi a lui perché non volevo lavorare con un tecnico, che si limitasse a far suonare bene le tracce. Volevo un cantautore, che provasse nei confronti delle canzoni che ho scelto di intepretare lo stesso amore che provo io. E Riccardo, a mio giudizio, è uno dei migliori cantautori italiani sulla piazza...". Uno strano periodo, questo, per andare a recuperare la canzone d'autore... "Non direi. Al di là dell'estrema attualità del messaggio delle canzoni, che - se slegate dal contesto politico 'pesante' degli anni Settanta - rimangono ancora più inerenti alla realtà che stiamo vivendo, la canzone d'autore, dopo il digiuno discografico vissuto negli anni Ottanta, quando le etichette cercavano più il look e l'immagine che il contenuto dopo la sbornia cantautorale del decennio precedente, è molto viva. Dagli anni Novanta in poi sono arrivati Gazzé, Fabri, Bersani, poi Capossela, la Consoli e molti altri. Certo, al giorno d'oggi è molto più difficile che in passato...". Colpa dei media attuali, presumiamo dalla presenza in chiusura de "L'avvelenata", invettiva che Guccini scrisse contro una stampa troppo snob e parruccona? "No, quella canzone l'ho inserita perché mi piaceva molto il messaggio degli ultimi versi, 'Ho ancora tante cose da raccontare/per chi vuole ascoltare/e a culo tutto il resto'. No, non credo che la comparsa del Web ci abbia svantaggiato, anzi: ha reso il confronto tra artista e pubblico molto più diretto e democratico, e questo è un bene. Certe volte, però, sento un po' la nostalgia del confronto con la grande firma, quella che - con un pollice verso ad un tuo lavoro - poteva stroncarti la carriera". Carboni, comunque, "ancora tante cose da raccontare" ne ha davvero: "Non credo che farò passare tanto tempo tra la pubblicazione di questo disco e il mio nuovo album di inediti: adesso voglio concentrarmi sul tour (che partirà il prossimo 2 marzo da Verona, vedi News), ma prima ancora di entrare in studio per questo Cd avevo già una buona metà di brani pronti per una nuova uscita. E, nel frattempo, ho accumulato ancora un po' di materiale. Quindi sì, credo che anche questo autunno, quando avrò finito anche la tranche estiva della tournée, gli impegni non mi mancheranno...".



TAGS: Luca Carboni, musica italiana, Riccardo, Senigallia

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Luca Carboni nasce a Bologna il 12 ottobre 1962, quarto di cinque figli. Si avvicina alla musica a… leggi tutto >


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