Uto Ughi, probabilmente il massimo violinista italiano, una carriera eccezionale che lo ha visto acclamato in tutto il mondo, non le manda a dire. Il concerto natalizio di Giovani Allevi promosso dal Senato della Repubblica non gli è piaciuto. Per niente. “L’ho ascoltato sino alla fine, incredulo”, dice Ughi dalla sua casa di Busto Arsizio. “Le composizioni di Allevi sono musicalmente risibili. E’ un nano in confronto a Horowitz, a Rubinstein. Ma anche rispetto a Modugno e Mina. Fa un collage furbescamente messo insieme, nulla di nuovo. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore. Allevi come esecutore? In altri tempi non sarebbe stato ammesso al Conservatorio. Mi sorprende che giornali autorevoli gli concedano spazio, spesso in modo acritico. Rifletta tre volte prima di parlare. Sia umile e prudente. Ma forse non è neppure il vero responsabile di quello che dice”.
(Fonte: “La Stampa”)