Stati Uniti: la recessione discografica continua (almeno) fino al 2013
03 dic 2008 - Persino nel paese occidentale più avanzato sul fronte digitale, gli Stati Uniti d’America, oltre quattro quinti dei consumatori di musica comprano ancora cd. La musica digitale, Atlantic Records a parte (vedi News), copre non oltre il 18 % del fatturato industriale, ed ecco spiegato uno dei motivi della recessione in corso. Cosa succederà tra cinque anni? Secondo l’ente di ricerca Jupiter Research, download, streaming e altri prodotti digitali, sia on-line che “mobile”, varranno complessivamente (sempre negli Usa) il 41 % del mercato, mentre il 55 % degli appassionati di musica accetterà di scaricare musica a pagamento. Basterà a controbilanciare la progressiva riduzione della domanda di cd? Jupiter ritiene di no: secondo le sue stime, nel 2013 la discografia statunitense fatturerà meno di oggi, 9,8 miliardi di dollari contro gli attuali 10,2 miliardi. Cifre lontane, entrambe, dai 14,6 miliardi incassati dall’industria nel 1999, davvero storia di un altro secolo.
TAGS: Atlantic,
industria musicale,
Jupiter,
Records,
Research
COMMENTA QUESTA NOTIZIA