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Ribelle senza causa lo è ancora, con convinzione, nonostante l'approssimarsi ai quaranta e un figlio quindicenne da crescere. Però ribelle della porta accanto, quello che ti invita al barbecue e fa casino il sabato sera, ma con buonsenso. Una specie di "Joe l'idraulico" del rock and roll? Kid Rock, oggi a Milano per incontrare la stampa, a poche ore dall'esito elettorale statunitense più atteso dai tempi di Kennedy glissa con grazia ogni domanda a rischio di endorsement, seppure implicito: "Cosa volete, io ho preso a malapena il diploma di maturità, non sono la persona giusta con la quale parlare di politica... Quello che di 'politico' faccio tutti i giorni è cercare di essere un buon cittadino e un buon padre, di darmi da fare e di rigare dritto". E andare a trovare, ogni Natale, i soldati americani al fronte: "Già, e il prossimo sarà il terzo consecutivo. Sono solo ragazzi, sapete? Ragazzi che sfogliano i magazine per cercare di capire chi vincerà 'American idol', come quelli che vedete tutti i giorni nelle vostre città. E' questa la cosa che sto cercando di fare: tornare a far vedere gli americani per quello che sono. Gente onesta, che crede nella democrazia e nella libertà e cerca di fare qualcosa di buono. Chiaro che quando poi si riduce il tutto ad uno scontro tra parti politiche, la voce che scompare per prima è quella dei cittadini. Io non ho idea di chi vincerà queste elezioni: chiunque dovesse spuntarla, sappia che avrà il mio pieno appoggio, su tutta la linea. Ciò che mi aspetto dall'America che uscirà dalle urne tra poche ore è che la voce sia ridata alla gente". Questo è Kid Rock oggi, il "cowboy" divenuto "Rock'n'roll Jesus" ("Ma è solo uno scherzo", dice lui: "E' che i miei sono cristiani. Se fossi nato in una famiglia ebrea sarei stato il "Mosé del rock"): tanto distaccato quando si parla di politica, tanto interessato quando si parla di industria discografica, in special modo di quella che vede nella musica "liquida" il futuro. "Non consideratemi un tradizionalista solo perché ho detto 'no' a iTunes", precisa lui: "Sono a favore dell'innovazione, e - ovviamente - dalla parte dell'industria discografica. Ma, diavolo, non potete pretendere che 'Born in the U.S.A.' di Bruce Springsteen e il demo scassato che il mio vicino ha registrato nel suo garage settimana scorsa possano essere messi in vendita allo stesso prezzo. Deciso da loro, tra l'altro, non dagli artisti. Non mi interessa se tutti mi dicono 'Kid, ci vanno tutti, vacci anche tu'. Fanculo. Sono cose come queste a ricordarmi di essere un ribelle. Se tutti corrono verso sinistra, io mi lancio verso destra". Parlando nello specifico del suo nuovo album, Rock non fa mistero di essere rimasto fedele a sè stesso: "Strano che la gente ancora si stupisca di brani come 'All summer long' (canzone che ha come base "Sweet home Alabama" dei Lynyrd Skynyrd): è quello che ho sempre fatto. Quando vivevo a Detroit e facevo il dj nei club ero solito unire il rock'n'roll all'hip hop, il cui peso sulla musica contemporanea è paragonabile a quello avuto dal blues alle origini del rock. Per me è naturale. Quello è il mio retaggio musicale, non posso farci nulla". E' vero, per Kid il rock è una religione, e a lui i profani non piacciono: "Cosa penso delle star hollywoodiane che si danno alla musica? Beh, una volta ad una festa, con qualche drink di troppo in corpo, avvicinai Bruce Willis e gli dissi: 'Amico, smetterò di fare film quando tu smetterai di fare dischi'. Si incazzò, non la prese bene. Ma cosa devo dire? Le parole dette da ubriaco sono i pensieri fatti da sobrio". Altra opinione ha di Ahmet Ertegun, leggendario co-fondatore della Atlantic, suo scopritore nonché suo amico: "E' la persona più dannatamente cool che abbia mai incontrato, dico sul serio. Uno così non poteva che fare grandi cose: lui viveva di musica, e si vedeva, e non a caso tutti gli artisti che hanno avuto a che fare con lui hanno raggiunto la vetta. E' stato un onore averlo avuto come amico, prima ancora che come discografico. Con amici così è tutto più facile". E data la sua riservatezza circa la politica ("No, sul serio: ne parlo con i miei familari e amici, ma non sono il tipo da sfruttare la celebrità per sponsorizzare un candidato") qualcuno cerca di rievocare il suo breve e burrascoso matrimonio con Pamela Anderson, che sposò a Saint Tropez qualche anno fa (vedi News). Anche in questo caso, Kid se la cava con classe, da simpatica canaglia che non ama esporsi troppo: "Ah, certo, la cerimonia a Saint Tropez... Beh, ero sbronzo, non è che ricordi poi molto...".
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