Wall Street ammonisce: 'Live Nation spende troppo'
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07 apr 2008 - Centoventi milioni di dollari a Madonna, settanta agli U2, centocinquanta a Jay-Z: Live Nation sta spendendo troppo per la sua neonata e agguerritissima divisione artistica? Sono di questo parere diversi analisti finanziari, e tra questi David Kestenbaum di Morgan Joseph che, in una nota destinata agli investitori, ha definito eccessiva soprattutto l’offerta avanzata a Shawn Carter in arte Jay-Z. “Ci chiediamo perché per lui Live Nation debba pagare 30 milioni di dollari in più, soprattutto in relazione ai risultati relativamente deludenti dei suoi tour e al fatto che il suo profilo è più basso di quello dei suoi colleghi”, scrive Kestenbaum.
Il timore di Wall Street è che per strappare altre mega star alla concorrenza il colosso della musica dal vivo finisca per indebitarsi pesantemente e oltre misura. Su Jay-Z, in particolare, gli osservatori si chiedono quando e come Live Nation recupererà i suoi investimenti, considerando che il rapper afroamericano deve ancora un album alla Universal, che i diritti sul suo back catalog non gli ritorneranno prima di due anni e che quelli editoriali sono ancora amministrati dalla EMI. Non solo: anche dalle altre imprese commerciali in cui Carter è coinvolto, come la catena di locali 40/40 e la fabbrica di alcolici Armadale Vodka, la società diretta da Michael Rapino rischia di guadagnare poco, dal momento che quote azionarie consistenti sono in mano a soci preesistenti.
TAGS: 40/40, Armadale, David, EMI, industria musicale, Jay-Z, Joseph, Kestenbaum, Live, Madonna, Morgan, Nation, U2, Universal, Vodka
Il timore di Wall Street è che per strappare altre mega star alla concorrenza il colosso della musica dal vivo finisca per indebitarsi pesantemente e oltre misura. Su Jay-Z, in particolare, gli osservatori si chiedono quando e come Live Nation recupererà i suoi investimenti, considerando che il rapper afroamericano deve ancora un album alla Universal, che i diritti sul suo back catalog non gli ritorneranno prima di due anni e che quelli editoriali sono ancora amministrati dalla EMI. Non solo: anche dalle altre imprese commerciali in cui Carter è coinvolto, come la catena di locali 40/40 e la fabbrica di alcolici Armadale Vodka, la società diretta da Michael Rapino rischia di guadagnare poco, dal momento che quote azionarie consistenti sono in mano a soci preesistenti.
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