Alan McGee (scopritore Oasis) invita a riscoprire i Waterboys
01 apr 2008 - Alan McGee, l'uomo che scoprì gli Oasis, li mise sotto contratto, fondò la Creation Records e poi divenne il manager dei Libertines di Pete Doherty, invita a riscoprire i Waterboys. Il discografico, ospitato sulle pagine del quotidiano britannico "The Guardian", parte alla lontana: afferma che, la prima volta in cui sentì un pezzo degli Arcade Fire, si domandò se fosse una nuova canzone dei Waterboys. Quindi azzarda l'ipotesi che, essendo Mike Scott un fan di Bruce Springsteen, il concetto di "big music", tanto caro ai Waterboys quanto difficile da spiegare, affondi le proprie radici in "Born to run". E probabilmente in "Astral weeks" di Van Morrison. McGee afferma che l'apoteosi della "big music" enunciata da Scott arrivò con "This is the sea" di metà anni Ottanta. "Poi", afferma, "proprio quando i Waterboys stavano per giungere ad una fama a livello planetario, Scott si trasferì in Irlanda e registrò il folkeggiante 'Fisherman's blues'. Alcuni pensarono che fosse diventato matto, e la stampa lo prese apertamente in giro (fu quando il folk non era di moda). Ma, lungi dall'essere l'album che avrebbe potuto far fuori i Waterboys, 'Fisherman's blues' adesso è considerato un classico e finì per vendere più copie degli altri album del gruppo. Sarà sempre uno dei miei dischi preferiti d'ogni tempo". Infine l'invito ai lettori: "Ora, con il suo ultimo album 'Book of lightning' pubblicato a firma Waterboys lo scorso anno, e con gli Arcade Fire che diventano sempre più forti, è ora di riscoprire le gioie di un talento britannico davvero unico". TAGS: Alan, McGee, pop/rock, Waterboys
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I Waterboys si formano su iniziativa del loro leader (e spesso one-man-band) Mike Scott. Nato in… leggi tutto >
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