Lotta al file sharing, il garante della privacy blocca Peppermint e Techland




13 mar 2008 - Già contestata, l’estate scorsa, da due giudici romani, l’iniziativa dell’etichetta discografica tedesca Peppermint Jam Records e della casa di videogiochi polacca Techland, che per difendersi contro il peer-to-peer illegale avevano messo in piedi una propria attività investigativa contro i “pirati” della rete, è stata ora condannata anche dal garante della privacy, a sua volta intervenuto nel procedimento.
Grazie all’aiuto di una software house svizzera, la Logistep, Peppermint e Techland avevano iniziato a monitorare sistematicamente lo scambio illegale di musica e giochi su Internet, risalendo agli indirizzi IP di numerosi file sharer; con la collaborazione di alcuni dei provider coinvolti nella vertenza (Telecom, Tiscali e Wind) erano poi riusciti a individuarne nomi e cognomi dei trasgressori di legge a cui avevano fatto pervenire una richiesta di risarcimento danni. Ora però sono state definitivamente bloccate dall’autorità della privacy, che ha chiuso la sua istruttoria dichiarando illecito il loro comportamento, in quanto contrario alla direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche che vieta ai privati di effettuare monitoraggi, nonché ai principi di finalità (l’acquisizione di informazioni non può essere fatta per scopi economici) e di trasparenza e correttezza (i dati sono stati raccolti a insaputa degli interessati e di abbonati non necessariamente coinvolti nello scambio di file). Risultato: Peppermint e Techland hanno tempo fino al 31 marzo per cancellare dai loro database i dati personali degli utenti che hanno scambiato file musicali e giochi attraverso il sistema P2P.
Negativa, ovviamente, la reazione dell’industria discografica: “La decisione del garante”, sostiene il presidente FIMI Enzo Mazza, “porterà i titolari dei diritti ad aumentare il contenzioso penale con centinaia di denunce alle forze di polizia ed alla magistratura, anche in quei casi dove il tutto si poteva risolvere con un richiamo via email e sposterà pesantemente il target delle azioni giudiziarie contro i service provider”.


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TAGS: Enzo, FIMI, industria musicale, Jam, Mazza, Peppermint, Records, Techland, Telecom, Tiscali, Wind

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