Parte X Factor: 'Non è Amici, e neanche il Grande Fratello'

Non è un reality (lo dice subito Antonio Marano, direttore di Raidue). E neppure un clone di Amici di Maria De Filippi (ci tiene a sottolinearlo Giorgio Gori, che coproduce il programma con la sua Magnolia). X Factor, versione italiana del format inglese di Simon Cowell che debutta in prima serata… Leggi tutto

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Parte X Factor: 'Non è Amici, e neanche il Grande Fratello'

Parte X Factor: 'Non è Amici, e neanche il Grande Fratello'

Non è un reality (lo dice subito Antonio Marano, direttore di Raidue). E neppure un clone di Amici di Maria De Filippi (ci tiene a sottolinearlo Giorgio Gori, che coproduce il programma con la sua Magnolia). X Factor, versione italiana del format inglese di Simon Cowell che debutta in prima serata lunedì, 10 marzo, alle 21, ha altre ambizioni: scoprire e lanciare un cantante capace, come Leona Lewis in Gran Bretagna, di sbancare le classifiche e diventare una stella della musica pop. "E' un talent show", appunto, come dice Marano, che in dodici puntate (più un galà finale) arriverà a decretare il suo vincitore scremando via via i finalisti - 15 nomi, suddivisi in tre categorie: 16-24 anni, over 24 e gruppi vocali - in virtù del televoto del pubblico e delle decisioni dei tre giudici che fanno anche da tutor e capogruppo per le tre squadre: rispettivamente Mara Maionchi, Simona Ventura e Marco "Morgan" Castoldi. Se gli ultimi due non hanno bisogno di presentazioni, la Maionchi è un nome noto e stimato tra gli addetti ai lavori: prima donna manager della discografia italiana, braccio destro di Mogol e Battisti alla Numero Uno, direttore artistico della Ricordi, scopritrice di Tiziano Ferro: 67 anni portati con grande disinvoltura ed incontenibile energia esplosiva; è lei il primo grande personaggio televisivo scovato dallo show.
Siccome la voglia di successo è tanta, alle preselezioni in giro per l'Italia si sono presentati in 10.000, provinati uno per uno dai tre indefessi giurati: alla prima selezione sono sopravvissuti in 95, ridotti a 15 (in realtà 34, contando i singoli componenti dei gruppi) dopo l'addestramento sul campo che gli ideatori del programma chiamano "bootcamp" (fa più impressione, e sa più di militaresco). Ma il casting continua (nel frattempo sono arrivate altre 3 mila domande) e ogni capogruppo avrà modo di presentare, se lo riterrà opportuno, un altro candidato in corso d'opera. "La qualità dei concorrenti? Vi assicuro, i 15 prescelti sono tutti cantanti veri, non gente che aspira a diventarlo", interviene il presentatore Francesco Facchinetti (già DJ Francesco, nella vita precedente). "Per diventare delle star non basta avere una bella voce, ci vuole quel fattore X che con questo programma cercheremo di scovare" aggiunge, compunto e incravattato, Facchinetti junior. "Bob Dylan, o Jovanotti, hanno fatto la rivoluzione con un filo di voce". Il premio in palio è più che allettante: un contratto discografico da 300 mila euro con la major Sony BMG. "Tanti soldi in una volta da una casa discografica, ve lo assicuro, non li ha mai visti nemmeno mio padre", sospira ancora il giovane presentatore. Che poi questo si traduca in un successo discografico, naturalmente, sarà da verificare sul campo. "Non sta a noi incentivare le vendite dei dischi", si lascia scappare Marano, ma Gori lo corregge subito: "Io mi auguro che X Factor possa contribuire a dare una boccata di ossigeno all'industria. E rasserenare i suoi rapporti con la Rai, un po' tesi dopo l'ultimo Sanremo" (in prima fila, in conferenza stampa, c'è anche il presidente FIMI Enzo Mazza). "Vogliamo premiare il talento, il merito, il lavoro e il sacrificio", spiega la Ventura; "valori che nessuno in televisione promuove più. E pazienza se gli ascolti non saranno stellari: ci basta diventare un programma cult". Assente giustificato Morgan (per malattia), anche la Maionchi è di poche parole: "Mi sembra strano, trovarmi per la prima volta dall'altra parte della barricata. Spero di non costringere la Rai a mettere troppi bip. Chi mi conosce sa che quando mi girano...E comunque mi piace l'idea che canti chi sa cantare, oggi che lo fanno a sproposito tutti, perfino i ministri o il presidente di Confindustria".
I ragazzi abiteranno in un loft milanese messo a disposizione dalla produzione e frequenteranno il CPM di Franco Mussida per affinare la preparazione: ognuno avrà a disposizione un maestro di canto e uno "stylist" addetto alla cura dell'immagine, più un team di musicisti professionisti diretti da Lucio Fabbri (sono questi ultimi a incidere le basi preregistrate su cui i concorrenti si esibiscono dal vivo). "X factor non è una scuola di spettacolo come Amici", ripete Gori, "e l'unico requisito per partecipare è quello di non avere un contratto discografico: tra i selezionati c'è anche una ragazza scartata alle selezioni di Sanremo Giovani. Il fatto che lo show vada in onda in contemporanea al Grande Fratello permetterà a chiunque, con il telecomando, di valutare la differenza tra i due programmi". Una scelta suicida, quella della Rai? "No, un rischio calcolato com'è nella vocazione di Raidue", dice Marano. Che però ha voglia di togliersi qualche sassolino della scarpa. "Se avrei voluto partire prima con la striscia preserale? Certo che sì, ma c'era Sanremo....Se avrei voluto un'altra fascia oraria, invece di andare contro il TG1 e il TG5? Naturalmente, non sono mica così sprovveduto...Ma è sempre così, in Rai, ci sono tanti interessi da comporre e proteggere. Ogni volta che vado in garage trovo l'auto con una gomma bucata. L'abbiamo sostituita e ci siamo messi in marcia, facendo di necessità virtù".

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22 dic 2014    Rockol - La musica online è qui Rockol.com - All your music news in one place