E' apparsa, su uno store online tedesco, all'indirizzo http://www.musicload.de/album/3206794_2/vasco-rossi/il-mondo-che-vorrei/item.html, la tracklist definitiva e un'anteprima di trenta secondi per brano del nuovo album di Vasco Rossi, "Il mondo che vorrei" (vedi News): di seguito, la scaletta delle canzoni con una breve descrizione.
"Il mondo che vorrei": L'estratto dalla title track, messa in apertura, ci restituisce un Vasco più "meditativo" del solito, che fa accompagnare la sua voce da un tappeto di synth e da un delicato arpeggio di pianoforte, che introduce un'apertura che sembra essere un ritornello. "... ed è come quello che non si direbbe che direi / quando dico che non è così il mondo che vorrei...".
"Vieni qui": Si cambia marcia, ma non troppo. In "Vieni qui" compaiono le chitarre ma non si va oltre al mid-tempo: "So che non è così / quello che avevo in testa / non ci puoi fare niente / la vita non si ferma".
"Gioca con me": Occorre aspettare la terza traccia del Cd per assistere alla prima vera "esplosione rock" del disco: in "Gioca con me" le chitarre la fanno da padrone, supportate da una ritmica serratissima. "Allora dai, gioca con me / fare l'amore è molto semplice / non c'è nessun perché...".
"E adesso che tocca a me": Si ritorna ad atmosfere vicine a "Il mondo che vorrei": il tappeto è fornito da tastiere e acustiche, mentre il cantato si fa più rilassato e disteso. "Adesso che ho capito / come va il mondo / che cosa me ne faccio / della sincerità... adesso".
"Dimmelo te": Da una strofa prima distesa, poi "stoppata" ma energica, si prepara un crescendo che - lascia presupporre l'anteprima - sfoci in un ritornello piuttosto "aperto" e vigoroso. "Ho perso la memoria / e non so più perché / dimmelo te, quello che conta / cosa succede intorno a me / che cosa importa / io non riesco neanche più / a capire che cos'ho / se non viene un angelo".
"Cosa importa a me": Il titolo riprende un verso del brano precedente, ma - musicalmente - le atmosfere cambiano completamente: si torna al rock, alle ritmiche ossessive e alle chitarre in gran spolvero tra riff e accordi distorti. "Che cosa importa a me? / Dimenticare non è facile / ma perdonare è più difficile / che cosa importa a me?"
"Non vivo senza te": Ballata acustica piuttosto strana, con ritmiche elettroniche ed in sottofondo quello che sembrerebbe essere un coro maschile (forse sintetico) piuttosto cupo, ma - immaginiamo - con un'apertura sul ritornello. "Dovrei pensare in termini di mesi, forse di anni / sarebbe il tempo per dimenticarti, non voglio neanche pensarci / non vivo senza te"
"Qui si fa la storia": Si torna al rock: strofa stoppata pronta ad esplodere, apertura distorta e sontuosa, con overdrive in primo piano. "Lascia che ti spieghi che forse non lo sai / stupido non fare così / non sciupare il tempo..".
"Colpa del whisky": Si abbassano i volumi, tornano le chitarre acustiche e le ritmiche sintetiche, ed i fan del Blasco della prima ora riconosceranno in "Colpa del whisky" vecchi cavalli di battaglia del rocker di Zocca. "... ma dai scherzavo, dai, cosa ti salta in mente? / ricordo il tuo nome perfettamente / ce l'ho stampato in testa fin da quando t'ho veduto / t'amavo da prima, prima ancora averti conosciuto...".
"Non sopporto": Dopo una breve pausa, ancora rock: riff di chitarra affilati, veloce disegno di batteria tra cassa e timpano sul fill, basso "quadrato" e un po' di sana autocritica: "...non sopporto quelli come me / quelli che si fidano di sè...".
"Ho bisogno di te": Ballata "discretamente" elettrica, della quale l'anteprima non lascia scorgere se non un passaggio, durante il quale Vasco canta: "...te, che hai bisogno di me (X 3) / forse qualcuno non ha mai avuto bisogno di niente..."
"Basta poco": Dulcis in fundo, il brano - pubblicato sul Web, vedi News - che il pubblico già conosce.