Nord America: tra 5 anni più download che cd
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20 feb 2008 - Si avvicina “la fine della musica per come la conosciamo”: in cinque anni, secondo un nuovo studio di Forrester Research che porta proprio questo titolo, in Nord America si verificherà il sorpasso dei download legali a danno dei cd. Nel 2012, sostiene la ricerca, il mercato digitale varrà 4,8 miliardi di dollari, mentre quello dei compact disc scenderà a 3,8 miliardi; il tasso di crescita dei download, 23 % medio all’anno, non sarà comunque sufficiente a colmare la flessione del supporto fisico.
Le risultanze emerse dallo studio sono basate su un sondaggio che ha interessato 5 mila consumatori canadesi e statunitensi: i ricercatori di Forrester sottolineano che i lettori mp3 in commercio hanno ancora parecchia memoria inutilizzata (il 43 %, mediamente), prevedono che la vendita generalizzata di file senza DRM si estenderà anche ad iTunes e ai social network, e che al contrario il download gratuito pagato dalle inserzioni pubblicitarie non decollerà proprio a causa dell’allargamento di offerta di musica priva di Digital Rights Management e dello streaming on-demand su siti come imeem. La buona notizia, per le case discografiche, è che si moltiplicheranno le opportunità di profitto. “Oggi l’artista è il prodotto, non solo la sua origine”, sostiene l’analista James L. McQuivey. “Per esempio, l’industria non è stata finora capace di sfruttare la crescente popolarità di videogiochi come ‘Guitar hero’ e ‘Rock band’. E i videogames di successo vendono fino a cinque milioni di copie: ce n’è abbastanza per motivare anche il dirigente discografico più depresso”.
Anche in Gran Bretagna, intanto, si prevede una forte crescita dei download digitali nel corso del 2008: secondo le cifre pubblicate dall’ ERA (l’associazione dei rivenditori di prodotti di intrattenimento) cresceranno di circa il 50 % toccando i 160 milioni di sterline (312 milioni di dollari), grazie anche a nuovi importanti ingressi sul mercato come quelli di Amazon e di Play.com, che vendono file senza DRM a prezzi (almeno per ora) più bassi di iTunes.
TAGS: Amazon, Era, Forrester, Imeem, industria musicale, iTunes, James, L., McQuivey, Play.com, Research
Le risultanze emerse dallo studio sono basate su un sondaggio che ha interessato 5 mila consumatori canadesi e statunitensi: i ricercatori di Forrester sottolineano che i lettori mp3 in commercio hanno ancora parecchia memoria inutilizzata (il 43 %, mediamente), prevedono che la vendita generalizzata di file senza DRM si estenderà anche ad iTunes e ai social network, e che al contrario il download gratuito pagato dalle inserzioni pubblicitarie non decollerà proprio a causa dell’allargamento di offerta di musica priva di Digital Rights Management e dello streaming on-demand su siti come imeem. La buona notizia, per le case discografiche, è che si moltiplicheranno le opportunità di profitto. “Oggi l’artista è il prodotto, non solo la sua origine”, sostiene l’analista James L. McQuivey. “Per esempio, l’industria non è stata finora capace di sfruttare la crescente popolarità di videogiochi come ‘Guitar hero’ e ‘Rock band’. E i videogames di successo vendono fino a cinque milioni di copie: ce n’è abbastanza per motivare anche il dirigente discografico più depresso”.
Anche in Gran Bretagna, intanto, si prevede una forte crescita dei download digitali nel corso del 2008: secondo le cifre pubblicate dall’ ERA (l’associazione dei rivenditori di prodotti di intrattenimento) cresceranno di circa il 50 % toccando i 160 milioni di sterline (312 milioni di dollari), grazie anche a nuovi importanti ingressi sul mercato come quelli di Amazon e di Play.com, che vendono file senza DRM a prezzi (almeno per ora) più bassi di iTunes.
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