RealNetworks: 'Liberiamo dal DRM anche i telefonini'
14 feb 2008 - La musica scaricata da Internet si sta progressivamente liberando dai limiti e divieti del DRM, il software incorporato nei file audio per controllarne e regolarne la diffusione (vedi News). Non altrettanto quella che circola sui telefoni cellulari, cosa che piace poco ai consumatori ma anche ad alcuni addetti ai lavori: ad esempio Larry Moores di RealNetworks, che parlando a un convegno tenuto al GSMA Mobile World Congress di Barcellona ha spronato l’industria a prendere tempestivi provvedimenti in proposito. “Il DRM”, ha detto il manager americano, “ha una sua importanza quando si tratta di abbonamento, ma il problema è che quando si compra una canzone da Verizon o da Vodafone diventa poi difficile ascoltarla da qualche altra parte. Ti tocca comprarla tre volte: al che il mercato reagisce rubando la musica”. E anche riguardo a Internet, ha aggiunto Moores, non è ancora detta l’ultima parola: “I contenuti diffusi senza DRM sono un esperimento in corso, nell’aspettativa che il volume delle vendite cresca e inizi a mitigare il calo dei supporti fisici. Se questo non accadrà e il free sharing continuerà a livelli sostenuti, il Digital Rights Management potrebbe ritornare. Se non generiamo subito degli introiti, il sogno potrebbe interrompersi”.
Brian Levy, responsabile tecnologico di Hewlett-Packard, ha invece approfittato del convegno di Barcellona per fare un mea culpa. “Come industria non siamo stati capaci di sviluppare formati che risultino trasferibili tra le reti”, ha ammesso. “Abbiamo creato un mondo complicato e richiesto a chi crea i contenuti di assumersi tutti i rischi di una rinuncia al DRM. Tocca a noi rendere le cose molto più semplici. La musica senza DRM è soltanto una soluzione ad interim, quel che è insostenibile è vincolare i consumatori all’uso di un solo lettore”.
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