Costa caro fare “lobby” nei palazzi del potere: documenti resi pubblici dal Senato americano informano che nel corso del 2007 la casa discografica leader di mercato, Universal Music, ha speso 700 mila dollari per perorare le proprie cause davanti al governo federale e ai parlamentari statunitensi. I soldi sono stati spesi principalmente per promuovere l’emanazione di norme più efficaci a tutela della proprietà intellettuale e interventi contro il furto dei copyright. L’informativa su tali, lecite, attività è resa obbligatoria da una legge federale entrata in vigore nel 1995.