Mentre Pandora è costretta a segnare il passo in tutto il mondo, Stati Uniti esclusi (vedi News), il social network/servizio di raccomandazione musicale Last.fm (ora di proprietà del network CBS) annuncia, primo nel mondo, la possibilità di diffondere in streaming gratuito, completo e legale l’intero repertorio registrato delle quattro major discografiche (Universal, Sony BMG, EMI e Warner Music) e di oltre 150 mila artisti, etichette e distributori (The Orchard, IODA; CD Baby, ecc.) indipendenti, oltre 3 milioni e mezzo di brani musicali.
In base agli accordi stipulati con i licenziatari, ogni brano può essere ascoltato gratuitamente e per intero fino a tre volte: dopo di che l’ascoltatore può decidere eventualmente di scaricarlo a pagamento da uno dei negozi digitali affiliati al servizio, tra i quali figurano iTunes, Amazon e 7digital. “Siamo il miglior juke-box del mondo”, commenta soddisfatto Martin Stiksel, uno dei fondatori di Last.fm. “E stiamo costruendo una piattaforma che contribuirà a ridisegnare l’economia musicale, consentendo ad artisti ed etichette di essere pagati in base a ciò che la gente ascolta, piuttosto che in base a quello che compra”, aggiunge il suo socio Felix Miller, specificando che per gli artisti senza contratto è previsto un sistema di accredito royalty diretto. Il servizio on-demand gratuito di Last-fm è stato lanciato mercoledì (23 gennaio) negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e Germania, e prossimamente sarà disponibile anche nelle altre nazioni dove il sito è presente, Italia compresa. La società conta attualmente 20 milioni di utenti unici al mese in 240 paesi del mondo.
Come noto, il blocco dei programmi internazionali di Pandora è legato all’entità delle richieste economiche avanzate da etichette ed editori musicali per le licenze di diffusione on-line; per Last.fm, evidentemente, questo non è stato un ostacolo.