Comunicato Stampa: Fou in concerto al Circolo Magnolia
leggi anche: Michael Jackson ritornerà il 18 settembre
08 gen 2008 - La redazione di Rockol non è responsabile del contenuto di questa notizia, che è tratto da un comunicato stampa. Artisti, etichette e aziende che vogliono rendere note le proprie iniziative attraverso la pubblicazione di un loro comunicato stampa in questa sezione possono indirizzare una e-mail a presskit@rockol.it. La pubblicazione dei comunicati è a discrezione della redazione.
GIOVEDì 10 GENNAIO
PLASTIC TOYS + FOU
live @
CIRCOLO MAGNOLIA
via Circonvallazione Idroscalo, 41
20090 - Segrate (MI)
ore 22.00 - Ingresso gratuito con tessera ARCI
I Fou nascono nel settembre 2004 nei sobborghi di Milano e dopo un anno di gestazione, trovano un definitivo assetto nell'autunno del 2005 nelle adiacenze del deposito Atm di via Lombroso a Milano. Il genere, più o meno volontariamente assimilabile ad un mix di indie/pop-rock/lo-fi, si avvicina anche a sonorità post-rock/psichedeliche con lievi incursioni elettroniche. L'intento è di ottenere una miscela autentica di suoni attraverso la ricerca dei contrasti. Scegliamo la forma canzone come modalità compositiva ed espressiva privilegiando l'italiano nella scrittura dei brani.
La band è al momento composta da: dj Donut (voce, megafono, saxdiplastica) . Tony T. (voce, silla2, chitarre, strumenti d'evasione) . Giungi (new entry da EULA, chitarre, rhodes) . dEbE (synth, organi, craklebox, weevil, cori) . Giulio (new entry ex FITNESS PUMP, batteria) . Morandi (basso accordatore).
I Fou hanno all'attivo un demo (datato primavera 2005) e un Ep ("INOSTRICOSTOSIOBBIFETICISTI") registrato nel novembre/dicembre 2006 presso Alpha Dept recording studios di Bologna da Francesco "Burro" Donadello, prodotto dagli stessi Fou con la collaborazione di Diego Palazzo (Egokid).
www.myspace.com/fouband
DICONO DI LORO:
ENRICO VERONESE – BLOW UP
Ma dove sono stati nascosti tutto questo tempo? (…) Ne hanno della west coast ma anche dei Baustelle neomeneghini oppure dei rimpianti es, accarezzano e incidono alla maniera degli Yo La Tengo, si dotano soprattutto di argomenti non convenzionali: Ultimo Kebab (nel quartiere isola)e Mandarini – che piace anche a Gianni Moranti, omonimo del bassista – sono tra le più belle canzoni italiane ascoltate negli ultimi tempi grazie alle voci deliziosamente snob e noncuranti di Donut e Tony.
RECENSIONE su www.sentireascoltare.com
Milano e i suoi contrasti, il distacco un po' snob degli ambienti "indie", la sua multiculturalità, una certa eleganza spesso più pretesa che altro. Gli studenti di design, grafica o moda sbronzi fuori dal kebabbaro dopo l'ennesima notte in cui han dato tutto. Energia che non si capisce dove sia diretta ma che sarebbe un peccato conservare intatta. Giovani corpi, belli, accessoriati accuratamente, in movimento. Del promo dei Fou colpisce subito la qualità della registrazione, il riuscitissimo incastro vocale maschile-femminile che può ricordare le rimpiante decadenze degli Scisma, la stessa cura (spesso addirittura eccessiva) nel comporre testi sarcastici ma sempre eleganti ed evocativi nella loro indecifrabile modernità, l'immediata musicalità delle canzoni nonostante certe spigolosità fatte di chitarre e tastiere energiche, talvolta soniche al limite della saturazione, strutture post punk tutt'altro che semplici, inserti elettronici, voci campionate ed altri effetti speciali. Qua e là punte di Marlene e Baustelle ma giusto per dare dei riferimenti. Molto bravi e basta. (7.2/10)
RECENSIONE su www.rocklab.it
I nostricostosiobbyfeticisti:
Come fare jogging su Viale Monza alle sei della sera; i polmoni ti stanno esplodendo di polveri sottili ma con l'accompagnamento giusto nelle orecchie puoi pensare che sia il paesaggio urbano a mozzarti il fiato. Chi non vive a Milano potrà forse non cogliere per filo e per segno tutte le citazioni esplicite e sottotraccia di un EP che pare dedicato alla metropoli e ai suoi angoli meno celebrati (il basso impero delle aree deliziosamente abbandonate a se stesse, la frenetica inconsistenza del commercio "cheap" e la leggenda metropolitana della città cosmopolita), ma non di meno potrà convenire con noi sul fatto che quelli in oggetto siano tra le più azzeccate e sapide liriche scritte negli ultimi tempi nel panorama indipendente italiano. La band, formata da sei musicisti, si forma nel 2004 da qualche parte attorno al capoluogo lombardo (con lo scopo, sono parole loro, di "raccontare storie di normalità parossistica"...) e giunge soltanto adesso alla registrazione di un EP autoprodotto che nelle intenzioni del gruppo dovrebbe preludere ad una non troppo remota uscita ufficiale. E sarebbe davvero il caso che le etichette nostrane drizzassero le antenne davanti ad una proposta musicale tanto matura, affabile e davvero riuscita. Voce maschile e femminile quasi sempre all'unisono, entrambe su toni medi, vagamente narcotiche e distaccate (un po' Baustelle e un po' Stereo Total) per una ciambella davvero riuscita col buco; la musica nel frattempo si attesta su croccanti frequenze indie rock, fra scanzonati ritmi alla New Pornographers e chitarre d'impronta Sonic Youth e Sleater Kinney ultima maniera (corpo noise, faccia pop). Pur non perdendosi in ciance o sbrodolamenti i pezzi denotano una struttura piuttosto ricercata e mai banale, con stacchi improvvisi a separare le strofe da ritornelli a presa rapida. "Ultimo kebab nel quartiere Isola" ed "Estinzione di un magnete" sono i pezzi dal tiro più propriamente rock, la salmodiante "Tracce" deve qualcosa ai C.S.I., mentre "Free Chupito in Regomir" è un'isterica sincope ritmica che si stempera in una elegante melodia al chiaro di luna, per poi chiudere con la melanconia di "Managua". Buonissime notizie per quello che alla faccia di etichette e sottoetichette ci azzardiamo a chiamare semplicemente rock indipendente; è su band come questa, di personalità, coraggio, spessore e tagliente ironia che vorremmo puntare per i mesi a venire. Il 2006 ci ha regalato gli El Ghor, chissà che non arrivi all'album di debutto ufficiale un'altra luminosissima stella tricolore.
Contatti:
Novunque
Viale Misurata, 65
20134 Milano
myspace.com/novunque.it
www.novunque.it
Label Manager:
Alessandro Cesqui
ale@novunque.it
Comunicazione/Ufficio Stampa:
Daniela Calvi
daniela@novunque.it
info Circolo Magnolia
Tel: 02 7561 046
Infoline: 333 85 34 814
info@circolomagnolia.it
TAGS: fou, Plastic, Press Kit, Toys
GIOVEDì 10 GENNAIO
PLASTIC TOYS + FOU
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CIRCOLO MAGNOLIA
via Circonvallazione Idroscalo, 41
20090 - Segrate (MI)
ore 22.00 - Ingresso gratuito con tessera ARCI
I Fou nascono nel settembre 2004 nei sobborghi di Milano e dopo un anno di gestazione, trovano un definitivo assetto nell'autunno del 2005 nelle adiacenze del deposito Atm di via Lombroso a Milano. Il genere, più o meno volontariamente assimilabile ad un mix di indie/pop-rock/lo-fi, si avvicina anche a sonorità post-rock/psichedeliche con lievi incursioni elettroniche. L'intento è di ottenere una miscela autentica di suoni attraverso la ricerca dei contrasti. Scegliamo la forma canzone come modalità compositiva ed espressiva privilegiando l'italiano nella scrittura dei brani.
La band è al momento composta da: dj Donut (voce, megafono, saxdiplastica) . Tony T. (voce, silla2, chitarre, strumenti d'evasione) . Giungi (new entry da EULA, chitarre, rhodes) . dEbE (synth, organi, craklebox, weevil, cori) . Giulio (new entry ex FITNESS PUMP, batteria) . Morandi (basso accordatore).
I Fou hanno all'attivo un demo (datato primavera 2005) e un Ep ("INOSTRICOSTOSIOBBIFETICISTI") registrato nel novembre/dicembre 2006 presso Alpha Dept recording studios di Bologna da Francesco "Burro" Donadello, prodotto dagli stessi Fou con la collaborazione di Diego Palazzo (Egokid).
www.myspace.com/fouband
DICONO DI LORO:
ENRICO VERONESE – BLOW UP
Ma dove sono stati nascosti tutto questo tempo? (…) Ne hanno della west coast ma anche dei Baustelle neomeneghini oppure dei rimpianti es, accarezzano e incidono alla maniera degli Yo La Tengo, si dotano soprattutto di argomenti non convenzionali: Ultimo Kebab (nel quartiere isola)e Mandarini – che piace anche a Gianni Moranti, omonimo del bassista – sono tra le più belle canzoni italiane ascoltate negli ultimi tempi grazie alle voci deliziosamente snob e noncuranti di Donut e Tony.
RECENSIONE su www.sentireascoltare.com
Milano e i suoi contrasti, il distacco un po' snob degli ambienti "indie", la sua multiculturalità, una certa eleganza spesso più pretesa che altro. Gli studenti di design, grafica o moda sbronzi fuori dal kebabbaro dopo l'ennesima notte in cui han dato tutto. Energia che non si capisce dove sia diretta ma che sarebbe un peccato conservare intatta. Giovani corpi, belli, accessoriati accuratamente, in movimento. Del promo dei Fou colpisce subito la qualità della registrazione, il riuscitissimo incastro vocale maschile-femminile che può ricordare le rimpiante decadenze degli Scisma, la stessa cura (spesso addirittura eccessiva) nel comporre testi sarcastici ma sempre eleganti ed evocativi nella loro indecifrabile modernità, l'immediata musicalità delle canzoni nonostante certe spigolosità fatte di chitarre e tastiere energiche, talvolta soniche al limite della saturazione, strutture post punk tutt'altro che semplici, inserti elettronici, voci campionate ed altri effetti speciali. Qua e là punte di Marlene e Baustelle ma giusto per dare dei riferimenti. Molto bravi e basta. (7.2/10)
RECENSIONE su www.rocklab.it
I nostricostosiobbyfeticisti:
Come fare jogging su Viale Monza alle sei della sera; i polmoni ti stanno esplodendo di polveri sottili ma con l'accompagnamento giusto nelle orecchie puoi pensare che sia il paesaggio urbano a mozzarti il fiato. Chi non vive a Milano potrà forse non cogliere per filo e per segno tutte le citazioni esplicite e sottotraccia di un EP che pare dedicato alla metropoli e ai suoi angoli meno celebrati (il basso impero delle aree deliziosamente abbandonate a se stesse, la frenetica inconsistenza del commercio "cheap" e la leggenda metropolitana della città cosmopolita), ma non di meno potrà convenire con noi sul fatto che quelli in oggetto siano tra le più azzeccate e sapide liriche scritte negli ultimi tempi nel panorama indipendente italiano. La band, formata da sei musicisti, si forma nel 2004 da qualche parte attorno al capoluogo lombardo (con lo scopo, sono parole loro, di "raccontare storie di normalità parossistica"...) e giunge soltanto adesso alla registrazione di un EP autoprodotto che nelle intenzioni del gruppo dovrebbe preludere ad una non troppo remota uscita ufficiale. E sarebbe davvero il caso che le etichette nostrane drizzassero le antenne davanti ad una proposta musicale tanto matura, affabile e davvero riuscita. Voce maschile e femminile quasi sempre all'unisono, entrambe su toni medi, vagamente narcotiche e distaccate (un po' Baustelle e un po' Stereo Total) per una ciambella davvero riuscita col buco; la musica nel frattempo si attesta su croccanti frequenze indie rock, fra scanzonati ritmi alla New Pornographers e chitarre d'impronta Sonic Youth e Sleater Kinney ultima maniera (corpo noise, faccia pop). Pur non perdendosi in ciance o sbrodolamenti i pezzi denotano una struttura piuttosto ricercata e mai banale, con stacchi improvvisi a separare le strofe da ritornelli a presa rapida. "Ultimo kebab nel quartiere Isola" ed "Estinzione di un magnete" sono i pezzi dal tiro più propriamente rock, la salmodiante "Tracce" deve qualcosa ai C.S.I., mentre "Free Chupito in Regomir" è un'isterica sincope ritmica che si stempera in una elegante melodia al chiaro di luna, per poi chiudere con la melanconia di "Managua". Buonissime notizie per quello che alla faccia di etichette e sottoetichette ci azzardiamo a chiamare semplicemente rock indipendente; è su band come questa, di personalità, coraggio, spessore e tagliente ironia che vorremmo puntare per i mesi a venire. Il 2006 ci ha regalato gli El Ghor, chissà che non arrivi all'album di debutto ufficiale un'altra luminosissima stella tricolore.
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