Colonna sonora di Jonny Greenwood (Radiohead), la recensione del ‘Times’
21 dic 2007 - Il “Times” dedica una recensione a “There will be blood”, colonna sonora firmata da Jonny Greenwood dei Radiohead. Dopo aver lodato “In rainbows” della band di Oxford, lavoro definito “eccellente”, Steve Jelbert passa all’analisi della musica di “There will be blood”, che sottolinea i passaggi del film di Paul Thomas Anderson; la pellicola è un adattamento del libro del 1927 “Oil!” di Upton Sinclair. Messi in guardia i lettori sulla durata del film, che si aggira sui 150 minuti, il giornalista riferisce che i pezzi, tutti tra i due ed i cinque minuti di durata, “offrono una asciutta collezione di estratti classici contemporanei di variabile intensità”. In apertura c’è “Open spaces”, che è “perfettamente evocativa”, poi “Henry Plainview” è “eroicamente spoglia”. Bene anche “Proven lands”, “Future markets” (titolo che sembra una strizzata d’occhio alla mossa di “In rainbows”) e la conclusiva “Prospector’s quartet”.In conclusione: “L’elegantemente efficace colonna sonora di Greenwood evoca la vecchia Hollywood, non vi è alcun trattamento elettronico od un beat programmato e neppure un accenno al suo amore per il dub ed il jazz. E’ coerentemente bella e, in un contesto cinematico, rassicurantemente tradizionale. Non vi è una sola ragione in Terra per la quale qualcuno dovrebbe comprarla, nonostante la sua indiscutibile qualità, ma ricordiamoci che adesso vi sono statistiche che dimostrano che i fan dei Radiohead sono disposti a tirare fuori dei soldi anche per prodotti gratis”. Quattro stelle su cinque.
TAGS: cinema, Jonny Greenwood, Radiohead
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