Il futuro è digitale? My Bloody Valentine come i Radiohead
02 dic 2007 - I My Bloody Valentine molto probabilmente imiteranno, almeno fino ad un certo punto, l’ultima trovata dei Radiohead. Chi aveva asserito che solo grandi gruppi possono permettersi il lusso di pubblicare (quasi) esclusivamente in Rete, ora forse rimarrà interdetto: si accingono infatti a farlo anche i My Bloody Valentine, gruppo che non pubblica alcunché dal 1991 e le cui vendite precedenti erano state piuttosto modeste. La band, del cui ritorno sulle scene Rockol ha riferito per la prima volta lo scorso 25 gennaio per poi dedicare alla reunion un secondo servizio l’8 novembre, è intenzionata a tornare sul mercato con un nuovo album che sarà pubblicato su Internet. “Per il momento tutto ciò che posso dire è che Kevin (Shields) sta mettendo il gruppo nuovamente assieme e che la band entrerà in studio in dicembre”, ha riferito a fonti statunitensi Vinita Joshi, manager dei MBV. “L’idea è quella di pubblicare l’album via Internet, con eventualmente anche un’edizione su vinile”. Tuttavia, a differenza di quanto fatto da Thom Yorke e soci per “In rainbows”, pare piuttosto difficile che il nuovo lavoro dei My Bloody Valentie possa avere un prezzo a discrezione dell’acquirente; insomma la pubblicazione sarà sì effettuata online, ma a prezzo fisso.I My Bloody Valentine, formatisi nel 1983 a Dublino, si spostarono a Berlino per poi stabilirsi a Londra. La definizione "shoegazing" fu praticamente creata per loro, o meglio per la loro tendenza a guardare in basso (guardare verso le scarpe) durante l'esecuzione dei brani; in realtà non ammiravano le loro calzature, cambiavano gli effetti delle chitarre con le pedaliere.
TAGS: My Bloody Valentine, pop/rock
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