John De Leo: ‘Ho trovato un modo divertente per approcciarmi al pop’




John De Leo: ‘Ho trovato un modo divertente per approcciarmi al pop’ 07 nov 2007 - E’ dal 2004, l’anno in cui ha lasciato i Quintorigo, che il panorama musicale italiano attende l’album d’esordio di John De Leo. Quel momento è arrivato, e il disco, intitolato “Vago svanendo” (“Il titolo non bisogna né leggerlo né dirlo, perché si presta a delle storpiature infinite”) è stato finalmente dato alla stampe, per essere più precisi, dalla Carosello Records.
“Questo disco ha avuto un tempo di gestazione di due anni e mezzo circa”, ha spiegato De Leo a Rockol, “Dal 2005 in poi ho cominciato a ragionarci in modo serio. Ho sacrificato tre anni di vita ed è stato molto faticoso. Sono stato rintanato senza vivere e senza frequentare nessuno a parte alcune persone come amici, artisti visivi o scrittori, a cui facevo sentire quello che scrivevo. E’ stato importante il loro parere perché tento sempre di condensare l’arte visiva, la scrittura e il linguaggio cercando di unificarle e farle incontrare nelle mie canzoni”.
“Ci sono state diverse spinte discografiche per la pubblicazione di questo disco”, aggiunge De Leo, “Doveva uscire un anno fa, poi alcuni mesi dopo, ed infine è stato pubblicano quest’anno. Mi sono chiesto spesso perché ci mettevo così tanto tempo: sicuramente è stata una questione di responsabilità, di trovare un modo di comunicare e riuscire ad affrontare i codici musicali riconosciuti e diffusi. Non volevo fare un cd ostico, il pubblico è da considerare come un’entità intelligente e il mio obiettivo è stato quello di tenere un alto profilo artistico, per quanto mi è possibile. Ho testato le mie possibilità in questi tre anni, e sono arrivato davvero a dei limiti di follia”.
Il primo singolo estratto da “Vago svanendo” è “Bambino marrone”, brano registrato interamente con strumenti giocattolo: “La scelta dei singoli la lascio a chi capisce più di me, io quello che dovevo fare l’ho fatto. Sicuramente è stato uno dei primi brani che ho scritto per entrare in contatto con una casa discografica, con un management. In fondo è una canzone pop, ma per realizzarla ho dovuto trovare un modo che mi divertisse ad affrontare i codici di questo genere musicale. E’ un brano che parla del bambino che ci abita, che non fa molta distinzione tra bene e male, non che questo sia bene, ma neanche male. Abbiamo deciso di registrarlo con degli strumenti giocattolo”, ha aggiunto l’ex leader dei Quintorigo, “per esasperare il concetto, un gioco nel gioco. Abbiamo utilizzato diversi aggeggi: una chitarra elettrica giocattolo, un microfono a molla, una batteria giocattolo… è un pezzo che da solo mi ha fatto perdere quasi un anno per registrarlo e metterlo insieme. Volevo assolutamente finire questa cosa. Ci sono volte in cui scopro di avere una determinazione ottusa. Con questo non voglio dire che ho vissuto male la realizzazione del disco”, ha tenuto a precisare De Leo, “sono molto soddisfatto del risultato ottenuto, anche se non ho dato io la parola fine a questo album: ci sono ancora dei concetti che anche avrei voluto esprimere ma chissà quanti anni ci avrei impiegato. Il suono della parola, per esempio, trovare una non lingua. Sono processi che mi porterò dietro finché campo, lo so. A vederla in positivo potrei dire che ho già molti spunti per il prossimo disco”.
“Sarà interessante portare i brani dal vivo”, ha aggiunto, “A parte la prima ondata promozionale in formazione ridotta, più avanti ci sarà un vero e proprio tour. Sul palco suonerò i brani come nel disco perché sono tutti più o meno riproducibili: sarà curioso fare ‘Bambino marrone’”.
Insieme all’album è presente anche un dvd realizzato in collaborazione con Alessandro Bergonzoni e Stefano Benni: “L’idea del dvd mi è stata data dalla possibilità di realizzarlo. La Carosello mi ha fatto davvero una dolce sorpresa, mi ha dato l’opportunità di seguire la ricerca tra la video arte e la musica, e di sperimentare e completare il discorso musicale in un senso diverso da quello che è il cd che invece segue delle grammatiche musicali: ci sono pezzi pop e influenze jazz con il tentativo di coniugare gli stili musicali, mentre il dvd è tutto un altro approccio. Ho cercato di creare ambienti sonori, degli umori che spesso non hanno nulla a che vedere con la grammatica musicale, suoni incompatibili, suoni sbagliati con note vicine che non vanno bene… è un lavoro di suggestioni e molto istintivo”. “E’ molto bello avere la possibilità di fare una cosa del genere”, ha concluso De Leo, “Io ho già vinto”.



TAGS: John De Leo, musica italiana

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RODOLFO questo è un genio
'Volevo dirvi che questa sera io lascio la band, perché alcuni suoi componenti si drogano.'
chi l'ha detto?
buon compleanno
Robbie Williams
accadde oggi
Nasce Peter Hook, bassista…



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