Pirateria on-line, l'Interpol chiude OiNK
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25 ott 2007 - Lucchetti al più famoso ed efficiente Website al mondo per la distribuzione di album "pirata" in anteprima, manette per il suo titolare: a conclusione di un’indagine durata un paio d’anni, un’operazione condotta congiuntamente dalla polizia britannica e olandese ha portato alla chiusura di OiNK, club on-line per lo scambio di file musicali peer-to-peer il cui ingresso era riservato a coloro che, oltre a esserne fruitori, ne erano anche fornitori abituali (180 mila “membri” sparsi in tutto il mondo, da recenti stime).
Il sistema di distribuzione illegale faceva perno su server localizzati ad Amsterdam (ora sequestrati dalle forze dell’ordine) e sull’impiego del software di file sharing BitTorrent, oggi il più utilizzato dagli utenti di musica illegale su Internet: in pratica, OiNK era una grande library di file Torrent continuamente alimentata dai soci del club e che dall’inizio dell’anno a oggi aveva “piratato” in Rete una sessantina di album tra i più attesi dal pubblico, spesso con settimane di anticipo rispetto alla data di pubblicazione ufficiale. Il titolare, un ragazzo ventiquattrenne residente nell’area di Middlesbrough (Inghilterra del Nord), beneficiava economicamente dell’impresa grazie alle donazioni che pervenivano al sito attraverso il sistema di pagamento elettronico PayPal: per tale motivo è stato arrestato con l’accusa di distribuzione illegale e a scopo di lucro di file protetti da copyright.
“Qui non si tratta di un gruppo di amici che si scambia musica per piacere personale”, ha commentato Jeremy Banks, responsabile antipirateria dell’organizzazione internazionale dei discografici IFPI. “OiNK era un network mondiale che entrava in possesso di musica di cui non deteneva i diritti per distribuirla in Rete”.
TAGS: Banks, BitTorrent, industria musicale, Interpol, Jeremy, OiNK, PayPal
Il sistema di distribuzione illegale faceva perno su server localizzati ad Amsterdam (ora sequestrati dalle forze dell’ordine) e sull’impiego del software di file sharing BitTorrent, oggi il più utilizzato dagli utenti di musica illegale su Internet: in pratica, OiNK era una grande library di file Torrent continuamente alimentata dai soci del club e che dall’inizio dell’anno a oggi aveva “piratato” in Rete una sessantina di album tra i più attesi dal pubblico, spesso con settimane di anticipo rispetto alla data di pubblicazione ufficiale. Il titolare, un ragazzo ventiquattrenne residente nell’area di Middlesbrough (Inghilterra del Nord), beneficiava economicamente dell’impresa grazie alle donazioni che pervenivano al sito attraverso il sistema di pagamento elettronico PayPal: per tale motivo è stato arrestato con l’accusa di distribuzione illegale e a scopo di lucro di file protetti da copyright.
“Qui non si tratta di un gruppo di amici che si scambia musica per piacere personale”, ha commentato Jeremy Banks, responsabile antipirateria dell’organizzazione internazionale dei discografici IFPI. “OiNK era un network mondiale che entrava in possesso di musica di cui non deteneva i diritti per distribuirla in Rete”.
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