'Area Protetta': quindicesima (ed ultima) puntata su Rockol




20 ott 2007 - Con l'emissione dei oggi, sabato 20 ottobre, si conclude temporaneamente l'avventura di Area Protetta su Rockol. Ecco l'ultima puntata, così come inviataci dall'autore stesso.


Questa è l’ultima puntata, per ora, di Area Protetta su Rockol. Quando 4 mesi fa la trasmissione venne cancellata dalla programmazione della radio, l’invito di Franco Zanetti, direttore di Rockol, di continuare il percorso anche se in questa nuova formula, è stato l’inizio di una nuova avventura che poi con alcuni preziosi amici abbiamo trasformato sul sito www.sergiomancinelli.com in una maniera più radiofonica. Senza quella telefonata e quell’invito tutto questo non sarebbe sicuramente nato. Sono state settimane d’impegno costante per dare ad Area Protetta una nuova veste e che hanno contribuito a migliorare costantemente il sito. Adesso nuovi impegni di lavoro sono alle porte, dovrò star via per un po’ di tempo per seguire un nuovo progetto, quindi sarebbe impossibile mantenere costante questo appuntamento. Un grazie alla Redazione per il lavoro e l’ospitalità bellissima di questi mesi.
Anche oggi iniziamo la puntata con un disco che sul sito abbiamo messo come “Album della settimana”:

1) "The blues just god sudder", "Over and over", "Heart of stone", "If this ain’t the blues", "Hoochie coochie man" - The Hoochie Coochie Men
Cosa succeede, quando l’anima nera dei Deep Purple decide di fare un disco con alcuni fidati amici che come lui condividono l’amore per il blues? Succede che nasce un disco come questo "Danger white men dancing", progetto firmato da Jon Lord e Bob Daisley, grande bassista già al servizio di Gary Moore, Uriah Heep e Black Sabbath. Un album di cui può esser facile innamorarsi, uno di quei dischi con pezzi di 7-8 minuti che praticamente in radio non passa più nessuno, ma che sono pezzi di grande intensità, compresa una "Over and over" interpretata da Ian Gillan e una superba "Heart of stone" dei Rolling cantata da manuale da Jimmy Barnes.

2) "Blackpool Babylon", "Endless night", "Till morning comes" - Ernesto De Pascale (dal nuovo cd "Morning manic music")
Ho provato un pò d’invidia quando Ernesto De Pascale, faro del giornalismo musicale italiano e storica voce della radio, qualche giorno fa mi ha raccontato del suo recentissimo incontro proprio con Jon Lord. Ma lui di artisti di quel calibro ne ha incontrati davvero parecchi, e con molti ha anche lavorato. Questo nuovo "Morning manic music" è il suo nuovo album. Canzoni nate di primo mattino al pianoforte, guardando da lontano la sua Firenze, ma ripercorrendo le strade di Londra e New York a lungo vissute. E’ un disco molto curato nei suoni e nelle atmosfere, con musicisti di gran livello tra i quali sicuramente spicca la chitarra di Ken Nicol. Da lui, fondatore del “Popolo del Blues”, mi sarei aspettato un disco tutto giocato sulle 12 battute: invece mi ha spiazzato e sorpreso.

3) "Famous blue raincoat", "In my secret life", "I’m your man" - Leonard Cohen
L’ammirazione profonda per Leonard Cohen aumenta con il passare degli anni e con le poche notizie che filtrano sulla sua vita da sempre riservata. Anche questo ha contribuito a non farne mai una rockstar, aggiunto al suo imbarazzo nello stare in scena e a rispondere, con lo stesso calore, a ciò che il pubblico gli decretava. Ma non è mai stato per snobismo, era solo l’imbarazzo di un grande poeta che non si aspettava così tanti applausi a scena aperta. Adesso i suoi concerti sono solo un ricordo, Leonard Cohen affida di tanto in tanto a un disco le sue canzoni, ma scrive tutte le mattine sul suo tavolo vicino a una luminosa finestra, una scrivania completamente vuota, solo lui, la tastiera, il piccolo schermo e una tazza di thè.
Queste 3 canzoni sono tra le sue più belle, anche queste completamente dimenticate dalle radio, ma non da Area Protetta. Della prima, "Famous blue raincoat", c’è anche una versione tradotta da Fabrizio De Andrè e interpretata da Ornella Vanoni.

4) "Baba O’Riley", "One of these days", "White rabbit" - Blue Man Band
Questi me li ero proprio persi, ma mai dubitare delle ricerche musicali e delle scoperte fatte da ragazzi giovanissimi. Sentendoci sempre parlare di rock, blues, country e folk, il giovanissimo figlio di uno dei miei più cari amici pochi giorni fa ci ha stupito entrambi. Per la serie: "Cosa mi dite dei Blue man band?”. Per non farci cogliere impreparati, io e il padre abbiamo fatto una veloce corsa su YouTube e abbiamo scoperto un gruppo che con i tubi di plastica da cantiere ha messo su uno spettacolo unico. La musica è a metà strada tra i Tubes (non a caso) e i Rockets. Loro sempre muti, arrivano sulla scena completamente dipinti di blu e con un bagaglio di centinaia di tubi perfettamente amplificati. L’impatto scenico è assicurato anche dalla scelta dei pezzi, con molti classici degli anni '70. Non perdetevi i loro video, che potete trovare con un semplice click su www.sergiomancinelli.com.

5) "White rabbit", "Lather", "Volunteers" - Jefferson Airplane
"White rabbit" è naturalmente anche il classico dei Jefferson Airplane e uno dei pezzi fondamentali della musica lisergica. Questo vuol dire tornare alla "Summer of love" della quale i Jefferson Airplane furono indiscussi protagonisti. Su tutto naturalmente il fascino e l’attrazione fatale esercitata da Grace Slick e alimentata dalle sue interviste dove non lasciava nulla all’immaginazione. Gli Airplane furono il primo e miglior gruppo di San Francisco e hanno rappresentato, per la città, più o meno quello che i Beatles rappresentarono per Liverpool. Attorno a loro tutta la comunità freak, ma anche tutti i ragazzi che, attraverso la politica e le nuove scelte di vita, cominciavano a rappresentare la nuova coscienza americana.

6) "San Franciscan night" - Eric Burdon / "Zorba’s dance" - Mikis Theodorakis / "Never on sunday" - Nana Mouskouri
Parlare di San Francisco e non ascoltare di seguito "San Franciscan nights" di Eric Burdon è impossibile. E’ la seconda fase degli Animals, anzi, i New Animals, come si chiamarono dopo l’uscita del tastierista Alan Price. E’ il pezzo più famoso del loro periodo californiano e all’interno è caratterizzato da un giro di sirtaki, suonato con chitarre e bouzouki, il tipico strumento a corde greco.
Sirtaki e bouzouki vuol dire soprattutto la "Danza di Zorba" di Mikis Theodorakis, grandissimo musicista greco in esilio a causa del regime dei Colonnelli di quegli anni. Ha fatto il giro del mondo, facendo conoscere il ballo più importante della tradizione ellenica e sulla stessa onda c’e’ “Never on sunday” dalla colonna sonora del film: “Mai di domenica”, interpretato originariamente da Melina Merkouri ma che in questa puntata di Area Protetta abbiamo affidato a una delle più belle voci greche, quella di Nana Mouskouri.

7) "I will survive", "Boogie woogie bugle boy", "Mr. Sandman" - Puppini Sisters
Un’altra delle scoperte di Area Protetta della scorsa stagione, le Puppini Sisters. Marcella Puppini, bolognese trapiantata a Londra per lavorare nella moda, si è inventata questo progetto e con 2 sue amiche lo ha realizzato benissimo. L’unica cosa che mancava in radio, era poterle vedere in azione con il loro swing e con tutte queste cover alle quali hanno messo un vestito anni 40 con preciso taglio sartoriale. Adesso, nella puntata che trovate sul mio sito, ci sono anche i video.

8) "Mr. Sandman" - Chet Atkins / "Vincent" - Chet Atkins & Don Mc Lean / "Poor boy blues", "Yakety Axe" - Chet Atkins & Mark Knopfler
La "Mr. Sandman" delle Puppini Sisters è naturalmente quella di Chet Atkins e tanto valeva ascoltarla anche nella versione originale. Tra l’altro di Chet Atkins è uscita proprio in questi giorni una doppia raccolta intitolata ”The Essential”. E’ stato il decano dei musicisti di Nashville e, sebbene sia stato un musicista country fino al midollo, ha contribuito a dare forma al rock’n’roll, utilizzando tecniche come la chitarra ad alto volume, la batteria e i gruppi vocali di supporto. Si dice che in sala di registrazione fosse un autentico mago. Mark Knopfler aveva un desiderio enorme: quello di realizzare un disco con colui che giustamente riteneva un suo maestro. E da quell’incontro nacque ”Neck and neck”, album da scoprire sicuramente.

Da questo momento potete lasciare i vostri messaggi qui su Rockol, o se avete bisogno di più spazio potete utilizzare areaprotetta@hotmail.com. Grazie a tutti voi che mi avete seguito fin qui, sono state delle settimane molto intense e che hanno contribuito a far continuare Area Protetta.
Un abbraccione forte a tutti.
Sergio


TAGS: Area, Mancinelli, pop/rock, Protetta, Rockol, Sergio

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laura_como di nuovo orfani...
Giovanni_Uk Un arrivederci, non un addio
Roberto Ciao Sergio, a presto!
Attilio Ci mancherà
Moreno Mi associo
Ignazio Grazie Infinite
Marco da Bari Thank you!
giordano Che dire....: GRAZIE!!!
zaupa un addio?
beppe grazie e arrivederci
Paola GRAZIE!!!!!!
Rosalba Innamoratissima
antonio d.s. un grazie a franco zanetti e a rockol
nonno enio grazie a rockol
Mara 62 un grazie!
beppe jimmy barnes
Maria Rosa In bocca al lupo!
piero toncelli brividi
'Certa gente non è mai contenta. Se incontrassero Dio, direbbero: 'Beh, sì, è grande, però…''
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buon compleanno
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