Prova prodotto: arriva in italia l'iPod Touch.
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11 ott 2007 - E' disponibile anche in Italia l'ultimo modello di iPod: il “touch”, presentato lo scorso settembre insieme ai nuovi Nano e Classic (vedi News). Rockol ha avuto la possibilità di provarlo, ed ecco le nostre impressioni.
Alla presentazione italiana avevamo già espresso un misto di entusiasmo e (alcune) perplessità. Una prova più approfondita conferma questa impressione in parte contraddittoria. Partiamo dai dati: l'iPod Touch è disponibile in due versioni, una con 16 giga di memoria, e una con 8, rispettivamente a 299 e 399 euro. E' un iPod basato sulla tecnologia dell'iPhone: grande schermo a sfioramento per i controlli, dimensioni ridotte rispetto all'iPod tradizionali ma maggiori rispetto al Nano. Sostanzialmente permette di fare tutto quello che fa un iPod tradizionale (ascoltare musica, vedere video e foto, ascoltare podcast, gestire dati come contatti e calendario), ma su un video più grosso e definito (3',5" contro 2'5"), senza usare tasti fisici ma con una nuova interfaccia denominata “Multi touch”. All'iPod aggiunge la possibilità di agganciarsi ad una rete wi-fi, di navigare in Internet tramite Safari (il browser del sistema operativo Mac) e di vedere video su You Tube attraverso un programma dedicato.
Partiamo dai pregi: per chi non ha mai visto un iPhone, l'iPod touch è spettacolare. Interfaccia intuitiva, con belle animazioni, controlli comodi e veloci, una volta acquisite alcune nozioni di base. La gestione della musica è più “visiva” grazie all'uso massiccio del “Cover flow” già presente su iTunes, che dà la sensazione di sfogliare una collezione di dischi veri e non digitali. La navigazione su Safari è paragonabile a quella su un computer vero, ma la verà novità è la versione wi-fi di iTunes Music Store: davvero spettacolare e velocissima, si ha tutto a portata di dito, sia la possibilità di acquistare musica, sia anche solo sfogliare un enorme database. L'unico problema è la non brillante copertura sul territorio italiano delle reti wi-fi. Si spera che iniziative come quella della città di Milano, che ha creato una rete senza fili aperta al Parco Sempione, diventino la regola e non l'eccezione. L'altro dubbio generale sul Touch è sua la bassa capacità, almeno relativamente agli altri iPod, che ora arrivano a 160GB.
I dubbi veri arrivano se si confronta il Touch all'iPhone, che ha un po' di memoria in meno (arriva fino a 8GB), ma molte funzioni in più, alcune basate proprio sul wi-fi: programma per gestire la mail e altre mini diavolerie (previsioni del tempo, mappe eccetera), fotocamera. Insomma il Touch è un iPhone depotenziato, anche se il tentativo di differenziare i due oggetti sembra proprio passare attraverso alcune di queste omissioni volontarie: il touch è un lettore multimediale, per questo non ha mail, mappe eccetera (e non si possono neanche modificare gli appuntamenti sul calendario), e neanche la fotocamera. L'iPhone, invece, è un organizer/iPod con telefono. Chi ha avuto l'occasione di provare un iPhone (in Italia arriverà – si dice- a dicembre, ma ne girano diversi, versioni americane “sbloccate” tramite software illegali che la Apple ha recentemente reso inutilizzabili con un nuovo aggiornamento del firmware) potrà sicuramente notare l'impressionante somiglianza tra i due dispositivi, e anche le mancanze del Touch.
Molte di queste scelte hanno fatto arrabbbiare diversi utenti, come raramente era successo nella storia della Apple, che ha un pubblico fedele e spesso anche a-critico. Dal canto nostro, il “verdetto” è provvisorio: il touch è un bellissimo gadget tecnologico, consigliato a chi non vuole aspettare l'iPhone (e a chi non vorrà sottoscrivere il contratto obbligatorio di due anni con cui verrà venduto, come in America). Oppure a chi vuole un iPod multimediale, ma non ha grandissime esigenze di capienza musicale. Per gli altri, meglio aspettare l'iPhone, o rimanere sugli iPod classici.
TAGS: Apple, industria musicale, iPhone, iPod, Touch
Alla presentazione italiana avevamo già espresso un misto di entusiasmo e (alcune) perplessità. Una prova più approfondita conferma questa impressione in parte contraddittoria. Partiamo dai dati: l'iPod Touch è disponibile in due versioni, una con 16 giga di memoria, e una con 8, rispettivamente a 299 e 399 euro. E' un iPod basato sulla tecnologia dell'iPhone: grande schermo a sfioramento per i controlli, dimensioni ridotte rispetto all'iPod tradizionali ma maggiori rispetto al Nano. Sostanzialmente permette di fare tutto quello che fa un iPod tradizionale (ascoltare musica, vedere video e foto, ascoltare podcast, gestire dati come contatti e calendario), ma su un video più grosso e definito (3',5" contro 2'5"), senza usare tasti fisici ma con una nuova interfaccia denominata “Multi touch”. All'iPod aggiunge la possibilità di agganciarsi ad una rete wi-fi, di navigare in Internet tramite Safari (il browser del sistema operativo Mac) e di vedere video su You Tube attraverso un programma dedicato.
Partiamo dai pregi: per chi non ha mai visto un iPhone, l'iPod touch è spettacolare. Interfaccia intuitiva, con belle animazioni, controlli comodi e veloci, una volta acquisite alcune nozioni di base. La gestione della musica è più “visiva” grazie all'uso massiccio del “Cover flow” già presente su iTunes, che dà la sensazione di sfogliare una collezione di dischi veri e non digitali. La navigazione su Safari è paragonabile a quella su un computer vero, ma la verà novità è la versione wi-fi di iTunes Music Store: davvero spettacolare e velocissima, si ha tutto a portata di dito, sia la possibilità di acquistare musica, sia anche solo sfogliare un enorme database. L'unico problema è la non brillante copertura sul territorio italiano delle reti wi-fi. Si spera che iniziative come quella della città di Milano, che ha creato una rete senza fili aperta al Parco Sempione, diventino la regola e non l'eccezione. L'altro dubbio generale sul Touch è sua la bassa capacità, almeno relativamente agli altri iPod, che ora arrivano a 160GB.
I dubbi veri arrivano se si confronta il Touch all'iPhone, che ha un po' di memoria in meno (arriva fino a 8GB), ma molte funzioni in più, alcune basate proprio sul wi-fi: programma per gestire la mail e altre mini diavolerie (previsioni del tempo, mappe eccetera), fotocamera. Insomma il Touch è un iPhone depotenziato, anche se il tentativo di differenziare i due oggetti sembra proprio passare attraverso alcune di queste omissioni volontarie: il touch è un lettore multimediale, per questo non ha mail, mappe eccetera (e non si possono neanche modificare gli appuntamenti sul calendario), e neanche la fotocamera. L'iPhone, invece, è un organizer/iPod con telefono. Chi ha avuto l'occasione di provare un iPhone (in Italia arriverà – si dice- a dicembre, ma ne girano diversi, versioni americane “sbloccate” tramite software illegali che la Apple ha recentemente reso inutilizzabili con un nuovo aggiornamento del firmware) potrà sicuramente notare l'impressionante somiglianza tra i due dispositivi, e anche le mancanze del Touch.
Molte di queste scelte hanno fatto arrabbbiare diversi utenti, come raramente era successo nella storia della Apple, che ha un pubblico fedele e spesso anche a-critico. Dal canto nostro, il “verdetto” è provvisorio: il touch è un bellissimo gadget tecnologico, consigliato a chi non vuole aspettare l'iPhone (e a chi non vorrà sottoscrivere il contratto obbligatorio di due anni con cui verrà venduto, come in America). Oppure a chi vuole un iPod multimediale, ma non ha grandissime esigenze di capienza musicale. Per gli altri, meglio aspettare l'iPhone, o rimanere sugli iPod classici.
TAGS: Apple, industria musicale, iPhone, iPod, Touch
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