'Area Protetta' continua su Rockol: decima puntata
15 set 2007 - Come già annunciato da Rockol, ogni sabato su queste pagine troverà spazio la versione "online" di "Area protetta", il programma condotto da Sergio Mancinelli. Ecco la decima puntata, così come inviataci dall'autore stesso.
La scomparsa di Joe Zawinul martedì mi ha molto colpito, non solo per la perdita di un musicista dal talento unico, ma anche di un uomo schivo, che - lontano dai riflettori, pur essendoci abituato quando stava sul palco - è riuscito a radunare, sempre, intorno a sè, persone di gran talento e generosità. Joe Zawinul ha scelto la sua Vienna per trascorrere gli ultimi istanti di vita. La sua città, da dove partì alla fine degli anni 50 con una borsa di studio per la Berkley School of Music di Boston. Da lì una vita spesa sempre a comporre e suonare. Con Maynard Ferguson e Cannonball Adderley prima e Miles Davis poi, fino alla creazione del suo autentico gioiello: i Weather Report.
"A remark you made" - Weather Report
Benvenuti a tutti in questa nuova puntata di Area Protetta che tra notizie sul sito, anteprime gustose e puntate complete sta diventando un impegno condiviso con molti di voi. L’obiettivo è naturalmente quello di poter riprendere quanto prima il percorso che abbiamo dovuto interrompere il 29 giugno, ma - in attesa di trovare il microfono giusto da riaccendere - questa nuova formula su Rockol e poi su www.sergiomancinelli.com con la mia voce, i brani e i video, si sta rivelando una validissima alternativa, anzi con il contributo dei filmati è anche più completo rispetto alla diretta radiofonica. E poi c’è sempre il vantaggio di potersela riascoltare e rivedere con calma. Tra l’altro questa settimana proviamo anche a racchiudere in un unico file ogni singolo intervento. Per la serie: “Stiamo lavorando per noi”!
Quella di oggi sarà una puntata che girerà molto intorno a voci femminili: un po’ lo abbiamo anticipato anche nelle anteprime...
1) "Dark road" - Annie Lennox / "Like any woman would" - Patti Scialfa / "Streets of Philadelphia" - David Gray
Tre dischi in uscita sicuramente da ascoltare. Annie Lennox ha fatto le cose nel suo stile, coinvolgendo in un pezzo molti amici-colleghi naturalmente con un alto obiettivo. Patti Scialfa, invece, dopo aver suonato coi Rolling Stones e David Johansen, dal 1984 è a tutti gli effetti una della E Street Band, oltre ad essere la moglie del “capo”. Questo nuovo album, ”Play it as it lays”, non oscurerà certo l’uscita di ”Magic”, ma è un dischetto coi fiocchi, con dentro le sue grandi passioni: rock, r’n’b e gospel. David Gray invece ha raccolto alcuni dei suoi migliori concerti degli ultimi anni e dopo un’attenta selezione ha messo dentro anche questa sua versione del classico di Springsteen.
2) "Cathedral song" - Tanita Tikaram / "Catedral" - Zelia Duncan / "Twist in my sobriety" - Tanita Tikaram
Il punto di partenza è stato il ritrovare dopo tanto cercare la versione di Zelia Duncan, che tra l’altro non conoscevo affatto e che invece è una delle migliori interpreti della nuova musica brasiliana. Questa canzone mi arrivò più di 10 anni fa sotto forma di un cd stranissimo. Era il riassunto, con il pezzo migliore di quell’anno, che ogni etichetta nazionale faceva per la propria casa madre. Dentro si trovavano canzoni provenienti dal Giappone, dall’Australia, dal Messico, dall’Argentina, Thailandia, Francia, Spagna e Italia (rappresentata, per l'occasione, da Laura Pausini). Una sorta di Festival internazionale. E dentro anche questa versione di Zelia Duncan che mi colpì subito per la delicatezza della sua voce e del tocco di chitarra. Poi sono andato alla ricerca delle sue canzoni, scoprendone alcune bellissime, e naturalmente alla riscoperta di Tanita Tikaram.
3) "L’universo", "Goccia" (con Robert Wyatt), "Nel mio giardino" - Cristina Donà
Se in questo momento fossimo stati in radio, Lele avrebbe gioito sicuramente. Cristina Donà è tra le sue preferite e ogni volta che l’abbiamo passata c’era naturalmente il suo zampino. Dieci anni esatti dal suo debutto e un nuovissimo album, ”La quinta stagione”. Probabilmente è quello del cambiamento, sottile, impercettibile, con quella eleganza e originalità che sono poi il tratto caratteristico delle sue canzoni. Cristina Donà si racconta andando sempre all’essenza di se stessa, senza cadere mai nel banale. Naturalmente, potendo accedere al suo repertorio, non è possibile non riascoltare insieme “Goccia” con la presenza fantastica di Robert Wyatt, che l’ha sempre messa tra le sue interpreti preferite.
4) "Polk salad Annie", "Rainy night in Georgia", "Roosvelt and Ira Lee" - Tony Joe White
Per molto tempo è stato l’autore preferito di Elvis Presley, che ha fatto diventare le sue canzoni successi mondiali. Molti ritengono che sia stato lui l’ispiratore di J.J.Cale e di Mark Knopfler da un punto di vista chitarristico. Certo è che quel modo così particolare di suonare la chitarra (womper stomper o swamp) lo inventò proprio lui, e pochi credevano che quella voce così profonda e piena di sentimento appartenesse a un bianco. Ciclicamente qualcuno si ricorda di Tony Joe White, ma in uscita dovrebbe esserci un disco proprio con la partecipazione di Cale, Clapton e Knopfler.
5) "I can help" - Billy Swan
L’ho messa perché Billy Swan è stato il produttore dei dischi più importanti di Tony Joe White. Anche di questo pezzo esiste una versione di Elvis Presley. Poi la pubblicità della "Classe A" ha fatto il resto...
6) "Jungle love", "Jet Airliner", "Take the money and run", "Serenade" - Steve Miller Band
Dovendo entrare nel repertorio di Steve Miller, mi sono lasciato un po’ prendere la mano, ma questo è uno di quei classici casi nei quali conviene davvero abbondare. Nel giro di un paio d’anni, dall'inizio alla metà dei ‘70, Steve Miller ha tirato fuori un numero impressionante di hit. Canzoni che nessuna radio rifiutava di mandare in onda, canzoni che suonavano strepitosamente in qualunque momento della giornata e che suonerebbero benissimo anche oggi se solo qualcuno le rimettesse in onda. Dal natio Texas, passando per Chicago e approdando infine a San Francisco, ha preso il meglio da ogni posto suonando per anni ininterrottamente tutte le sere. Divertitevi a riascoltare e rivedere sul sito www.sergiomancinelli.com le sue canzoni.
7) "Into the blues", "Secular songs", "Something’s gotta blow" - Joan Armatrading (dal nuovo cd "Into the blues")
Ho iniziato presto ad amare le canzoni di Joan Armatrading, e con il passare degli anni ho visto aumentare sempre di più le fila dei suoi sostenitori. Una carriera costruita sempre controcorrente con degli outing sempre molto coraggiosi. Da St. Kitts, una piccola isola delle Antille, fino a Birmingham, dove pubblicò nel ‘73 il suo primo e ormai introvabile disco. Questo ”Into the blues”, da poco uscito, è il disco che da anni voleva fare, e - come lei stessa scrive all’interno della copertina - suonato con quello stile blues che adora. Visto che anche noi quello stile lo amiamo parecchio, non potevamo non metterlo. Joan Armatrading suona ormai la chitarra in maniera sorprendente, segno che i tanti anni di studio ininterrotto hanno prodotto grandi risultati. Il secondo pezzo che abbiamo scelto, “Secular songs”, è uno di quei brani sospesi nel tempo, forse il meno blues ma il più delicato e in perfetta linea con le sue canzoni più intime.
8) "Il vecchio e il bambino" - Francesco Guccini / "C’è tempo" - Ivano Fossati / "750.000 anni fa… l’amore?" - Banco del Mutuo Soccorso
Prima o poi il tempo entra in almeno una canzone di ogni artista. Il passare del tempo, lo scorrere del tempo, l’attesa di un nuovo tempo. In questi tre pezzi il tempo scandisce la narrazione, e come dice il mio amico Vincenzo, che di “saldature” tra musica e realtà se ne intende, c’è la perfetta fusione tra musica, testo ed emozione.
9) "Room to move", "Walking on sunset", "The stumble" - John Mayall
Ogni volta che penso a John Mayall e alle sue canzoni, sono sempre indeciso su quale mettere. Però ”Room to move” è proprio il pezzo di Area Protetta. In questi anni ogni volta che lo abbiamo passato ha fatto il pieno di ascolti e il giorno successivo avevo decine di richieste del titolo. A volte penso che avremmo anche potuto passarlo di più, ma credo che ci sarà ancora tempo per farlo. John Mayall è il grande padre della scena blues inglese. Suonare al suo fianco è stato il corso di perfezionamento per decine dei più importanti strumentisti britannici. All’inizio della carriera era il più eccentrico tra i musicisti, in quanto per un bel po’ di tempo visse in una casa costruita su un albero. Poi un giorno decise che anche lui aveva bisogno della sua band, e ne mise su una, la più formidabile di tutte: John Mayall & the Bluesbreakers.
10) "The Stumble" - Gary Moore
Non potevo non metterla, d’altronde la tentazione era troppo forte. "The Stumble" è un pezzo di Freddie King sul quale hanno esercitato la propria abilità chitarristica anche Peter Green, Dave Edmunds. Jimmy Thackery e naturalmente lo stesso autore. Una volta ascoltato difficilmente lo si dimentica.
Da questo momento potete lasciare qui sotto i vostri messaggi e i vostri commenti o, se avete bisogno di più spazio, scrivere a areaprotetta@hotmail.com. Sul sito ci sono invece già pronti i files con la mia voce, le canzoni e anche molti video. Per la prossima puntata Lollo da Marzabotto mi ha dato un buon suggerimento: "Hit single #1" degli Hot Tuna con un solo da pelle d’oca. Alessandra dopo aver visto il film, cerca il titolo del disco registrato da Johnny Cash all’interno del carcere. In realtà sono due, il primo "Live at Folsom prison" al quale fece poi seguito "Live at S. Quentin". Giordano insieme ad Annalisa, Stefania, Ruggero da Corso e Gianna da Sondrio, hanno fatto i compiti sul serio andandosi a trovare parecchi brani, Filippo fa zapping continuamente con l’autoradio senza trovare una stazione su cui fermarsi. Capita lo stesso anche a me, tra l’altro questa settimana su www.musicaprotetta.splinder.com c’è la possibilità di lasciare i vostri commenti sui nuovi palinsesti delle radio.
Il “mulo riminese” di nonno Ennio a forza di lavorare 24 ore su 24 comincia a dare segni di stanchezza, “…se avesse un rappresentante sindacale chiederebbe una revisione del contratto. Da quando le scalette le scrivi su Rockol, è al lavoro anche di notte”. Più o meno quello che capita al “mulo napoletano” di Antonio.
Attilio, prendo al volo il tuo auspicio, sperando davvero di poter riaccendere presto il microfono. Rientro in “postazione ufficio” per Sonia, Fiorella, Michele e Alfredo, che ha parecchie puntate arretrate da smaltire, partenza invece last-minute, o forse sarebbe meglio dire last-season, per Valerio e Marina, inseparabili prima nell’ascolto, ora nella lettura, da Novi Ligure.
Raf, che come Paolo da Arezzo e Lanfranco da Gaeta le puntate le leggono con calma il giorno dopo, mentre Piero si collega alle 16.00 e vorrebbe Area Protetta nuovamente in radio, ”…magari anche da radio Maremma dove per prendere il segnale mi devo mettere sul balcone con 2 pezzi di ferro in mano e sperare”.
Grazie anche a Marco Speedy, Laura, Giuliano, Paki, Andrea Gianpaolo da Bassano del Grappa, Giovanni da Serrastretta sempre alla guida del suo camion e Cristiano con il suo portale www.pianetarock.it dedicato al rock emergente italiano.
Buon divertimento con tutte le cose che troverete sul sito a vostra disposizione. Ce n’è abbastanza per una settimana. Un abbraccio!
Sergio
TAGS: Area, Mancinelli, pop/rock, Protetta, Rockol, Sergio
La scomparsa di Joe Zawinul martedì mi ha molto colpito, non solo per la perdita di un musicista dal talento unico, ma anche di un uomo schivo, che - lontano dai riflettori, pur essendoci abituato quando stava sul palco - è riuscito a radunare, sempre, intorno a sè, persone di gran talento e generosità. Joe Zawinul ha scelto la sua Vienna per trascorrere gli ultimi istanti di vita. La sua città, da dove partì alla fine degli anni 50 con una borsa di studio per la Berkley School of Music di Boston. Da lì una vita spesa sempre a comporre e suonare. Con Maynard Ferguson e Cannonball Adderley prima e Miles Davis poi, fino alla creazione del suo autentico gioiello: i Weather Report.
"A remark you made" - Weather Report
Benvenuti a tutti in questa nuova puntata di Area Protetta che tra notizie sul sito, anteprime gustose e puntate complete sta diventando un impegno condiviso con molti di voi. L’obiettivo è naturalmente quello di poter riprendere quanto prima il percorso che abbiamo dovuto interrompere il 29 giugno, ma - in attesa di trovare il microfono giusto da riaccendere - questa nuova formula su Rockol e poi su www.sergiomancinelli.com con la mia voce, i brani e i video, si sta rivelando una validissima alternativa, anzi con il contributo dei filmati è anche più completo rispetto alla diretta radiofonica. E poi c’è sempre il vantaggio di potersela riascoltare e rivedere con calma. Tra l’altro questa settimana proviamo anche a racchiudere in un unico file ogni singolo intervento. Per la serie: “Stiamo lavorando per noi”!
Quella di oggi sarà una puntata che girerà molto intorno a voci femminili: un po’ lo abbiamo anticipato anche nelle anteprime...
1) "Dark road" - Annie Lennox / "Like any woman would" - Patti Scialfa / "Streets of Philadelphia" - David Gray
Tre dischi in uscita sicuramente da ascoltare. Annie Lennox ha fatto le cose nel suo stile, coinvolgendo in un pezzo molti amici-colleghi naturalmente con un alto obiettivo. Patti Scialfa, invece, dopo aver suonato coi Rolling Stones e David Johansen, dal 1984 è a tutti gli effetti una della E Street Band, oltre ad essere la moglie del “capo”. Questo nuovo album, ”Play it as it lays”, non oscurerà certo l’uscita di ”Magic”, ma è un dischetto coi fiocchi, con dentro le sue grandi passioni: rock, r’n’b e gospel. David Gray invece ha raccolto alcuni dei suoi migliori concerti degli ultimi anni e dopo un’attenta selezione ha messo dentro anche questa sua versione del classico di Springsteen.
2) "Cathedral song" - Tanita Tikaram / "Catedral" - Zelia Duncan / "Twist in my sobriety" - Tanita Tikaram
Il punto di partenza è stato il ritrovare dopo tanto cercare la versione di Zelia Duncan, che tra l’altro non conoscevo affatto e che invece è una delle migliori interpreti della nuova musica brasiliana. Questa canzone mi arrivò più di 10 anni fa sotto forma di un cd stranissimo. Era il riassunto, con il pezzo migliore di quell’anno, che ogni etichetta nazionale faceva per la propria casa madre. Dentro si trovavano canzoni provenienti dal Giappone, dall’Australia, dal Messico, dall’Argentina, Thailandia, Francia, Spagna e Italia (rappresentata, per l'occasione, da Laura Pausini). Una sorta di Festival internazionale. E dentro anche questa versione di Zelia Duncan che mi colpì subito per la delicatezza della sua voce e del tocco di chitarra. Poi sono andato alla ricerca delle sue canzoni, scoprendone alcune bellissime, e naturalmente alla riscoperta di Tanita Tikaram.
3) "L’universo", "Goccia" (con Robert Wyatt), "Nel mio giardino" - Cristina Donà
Se in questo momento fossimo stati in radio, Lele avrebbe gioito sicuramente. Cristina Donà è tra le sue preferite e ogni volta che l’abbiamo passata c’era naturalmente il suo zampino. Dieci anni esatti dal suo debutto e un nuovissimo album, ”La quinta stagione”. Probabilmente è quello del cambiamento, sottile, impercettibile, con quella eleganza e originalità che sono poi il tratto caratteristico delle sue canzoni. Cristina Donà si racconta andando sempre all’essenza di se stessa, senza cadere mai nel banale. Naturalmente, potendo accedere al suo repertorio, non è possibile non riascoltare insieme “Goccia” con la presenza fantastica di Robert Wyatt, che l’ha sempre messa tra le sue interpreti preferite.
4) "Polk salad Annie", "Rainy night in Georgia", "Roosvelt and Ira Lee" - Tony Joe White
Per molto tempo è stato l’autore preferito di Elvis Presley, che ha fatto diventare le sue canzoni successi mondiali. Molti ritengono che sia stato lui l’ispiratore di J.J.Cale e di Mark Knopfler da un punto di vista chitarristico. Certo è che quel modo così particolare di suonare la chitarra (womper stomper o swamp) lo inventò proprio lui, e pochi credevano che quella voce così profonda e piena di sentimento appartenesse a un bianco. Ciclicamente qualcuno si ricorda di Tony Joe White, ma in uscita dovrebbe esserci un disco proprio con la partecipazione di Cale, Clapton e Knopfler.
5) "I can help" - Billy Swan
L’ho messa perché Billy Swan è stato il produttore dei dischi più importanti di Tony Joe White. Anche di questo pezzo esiste una versione di Elvis Presley. Poi la pubblicità della "Classe A" ha fatto il resto...
6) "Jungle love", "Jet Airliner", "Take the money and run", "Serenade" - Steve Miller Band
Dovendo entrare nel repertorio di Steve Miller, mi sono lasciato un po’ prendere la mano, ma questo è uno di quei classici casi nei quali conviene davvero abbondare. Nel giro di un paio d’anni, dall'inizio alla metà dei ‘70, Steve Miller ha tirato fuori un numero impressionante di hit. Canzoni che nessuna radio rifiutava di mandare in onda, canzoni che suonavano strepitosamente in qualunque momento della giornata e che suonerebbero benissimo anche oggi se solo qualcuno le rimettesse in onda. Dal natio Texas, passando per Chicago e approdando infine a San Francisco, ha preso il meglio da ogni posto suonando per anni ininterrottamente tutte le sere. Divertitevi a riascoltare e rivedere sul sito www.sergiomancinelli.com le sue canzoni.
7) "Into the blues", "Secular songs", "Something’s gotta blow" - Joan Armatrading (dal nuovo cd "Into the blues")
Ho iniziato presto ad amare le canzoni di Joan Armatrading, e con il passare degli anni ho visto aumentare sempre di più le fila dei suoi sostenitori. Una carriera costruita sempre controcorrente con degli outing sempre molto coraggiosi. Da St. Kitts, una piccola isola delle Antille, fino a Birmingham, dove pubblicò nel ‘73 il suo primo e ormai introvabile disco. Questo ”Into the blues”, da poco uscito, è il disco che da anni voleva fare, e - come lei stessa scrive all’interno della copertina - suonato con quello stile blues che adora. Visto che anche noi quello stile lo amiamo parecchio, non potevamo non metterlo. Joan Armatrading suona ormai la chitarra in maniera sorprendente, segno che i tanti anni di studio ininterrotto hanno prodotto grandi risultati. Il secondo pezzo che abbiamo scelto, “Secular songs”, è uno di quei brani sospesi nel tempo, forse il meno blues ma il più delicato e in perfetta linea con le sue canzoni più intime.
8) "Il vecchio e il bambino" - Francesco Guccini / "C’è tempo" - Ivano Fossati / "750.000 anni fa… l’amore?" - Banco del Mutuo Soccorso
Prima o poi il tempo entra in almeno una canzone di ogni artista. Il passare del tempo, lo scorrere del tempo, l’attesa di un nuovo tempo. In questi tre pezzi il tempo scandisce la narrazione, e come dice il mio amico Vincenzo, che di “saldature” tra musica e realtà se ne intende, c’è la perfetta fusione tra musica, testo ed emozione.
9) "Room to move", "Walking on sunset", "The stumble" - John Mayall
Ogni volta che penso a John Mayall e alle sue canzoni, sono sempre indeciso su quale mettere. Però ”Room to move” è proprio il pezzo di Area Protetta. In questi anni ogni volta che lo abbiamo passato ha fatto il pieno di ascolti e il giorno successivo avevo decine di richieste del titolo. A volte penso che avremmo anche potuto passarlo di più, ma credo che ci sarà ancora tempo per farlo. John Mayall è il grande padre della scena blues inglese. Suonare al suo fianco è stato il corso di perfezionamento per decine dei più importanti strumentisti britannici. All’inizio della carriera era il più eccentrico tra i musicisti, in quanto per un bel po’ di tempo visse in una casa costruita su un albero. Poi un giorno decise che anche lui aveva bisogno della sua band, e ne mise su una, la più formidabile di tutte: John Mayall & the Bluesbreakers.
10) "The Stumble" - Gary Moore
Non potevo non metterla, d’altronde la tentazione era troppo forte. "The Stumble" è un pezzo di Freddie King sul quale hanno esercitato la propria abilità chitarristica anche Peter Green, Dave Edmunds. Jimmy Thackery e naturalmente lo stesso autore. Una volta ascoltato difficilmente lo si dimentica.
Da questo momento potete lasciare qui sotto i vostri messaggi e i vostri commenti o, se avete bisogno di più spazio, scrivere a areaprotetta@hotmail.com. Sul sito ci sono invece già pronti i files con la mia voce, le canzoni e anche molti video. Per la prossima puntata Lollo da Marzabotto mi ha dato un buon suggerimento: "Hit single #1" degli Hot Tuna con un solo da pelle d’oca. Alessandra dopo aver visto il film, cerca il titolo del disco registrato da Johnny Cash all’interno del carcere. In realtà sono due, il primo "Live at Folsom prison" al quale fece poi seguito "Live at S. Quentin". Giordano insieme ad Annalisa, Stefania, Ruggero da Corso e Gianna da Sondrio, hanno fatto i compiti sul serio andandosi a trovare parecchi brani, Filippo fa zapping continuamente con l’autoradio senza trovare una stazione su cui fermarsi. Capita lo stesso anche a me, tra l’altro questa settimana su www.musicaprotetta.splinder.com c’è la possibilità di lasciare i vostri commenti sui nuovi palinsesti delle radio.
Il “mulo riminese” di nonno Ennio a forza di lavorare 24 ore su 24 comincia a dare segni di stanchezza, “…se avesse un rappresentante sindacale chiederebbe una revisione del contratto. Da quando le scalette le scrivi su Rockol, è al lavoro anche di notte”. Più o meno quello che capita al “mulo napoletano” di Antonio.
Attilio, prendo al volo il tuo auspicio, sperando davvero di poter riaccendere presto il microfono. Rientro in “postazione ufficio” per Sonia, Fiorella, Michele e Alfredo, che ha parecchie puntate arretrate da smaltire, partenza invece last-minute, o forse sarebbe meglio dire last-season, per Valerio e Marina, inseparabili prima nell’ascolto, ora nella lettura, da Novi Ligure.
Raf, che come Paolo da Arezzo e Lanfranco da Gaeta le puntate le leggono con calma il giorno dopo, mentre Piero si collega alle 16.00 e vorrebbe Area Protetta nuovamente in radio, ”…magari anche da radio Maremma dove per prendere il segnale mi devo mettere sul balcone con 2 pezzi di ferro in mano e sperare”.
Grazie anche a Marco Speedy, Laura, Giuliano, Paki, Andrea Gianpaolo da Bassano del Grappa, Giovanni da Serrastretta sempre alla guida del suo camion e Cristiano con il suo portale www.pianetarock.it dedicato al rock emergente italiano.
Buon divertimento con tutte le cose che troverete sul sito a vostra disposizione. Ce n’è abbastanza per una settimana. Un abbraccio!
Sergio
TAGS: Area, Mancinelli, pop/rock, Protetta, Rockol, Sergio
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