Bertelsmann, chiusa l'ultima vertenza per Napster




07 set 2007 - Sborsati centinaia di milioni di dollari alle case discografiche che l’avevano trascinata in tribunale a causa del suo coinvolgimento finanziario in Napster (prima versione, quella fuorilegge), la società tedesca ha chiuso l’ultima vertenza che ancora la vedeva sul banco degli imputati, versando 130 milioni di dollari alla National Music Publishers Assn statunitense: quattro anni fa l’associazione degli editori musicali americani l’aveva citata in giudizio per concorso in violazione di copyright (vedi News) a proposito dei brani musicali “rubati” in rete dagli utenti del sito di Shawn Fanning. Le due parti hanno concluso di comune accordo che i tempi, i costi e l’incertezza giuridica del caso (legata, per esempio, alla applicabilità o meno della famosa sentenza in materia di corresponsabilità emessa dalla Corte Suprema sul caso MGM Studios contro Grokster) consigliavano di evitare il proseguimento dell’iter processuale.
La prima azione legale contro Bertelsmann, titolare del 50 % di Sony BMG, risale a quasi cinque anni fa: da allora la casa tedesca ha concordato transazioni extragiudiziali con Universal (per 60 milioni di dollari), con Warner Music (per 110 milioni di dollari) e con EMI (la cifra non è nota), pagando a caro prezzo la decisione di saltare prima degli altri sul carro del pioniere fuorilegge della musica digitale.



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