Dopo EMI, Warner Music e, più recentemente, Sony BMG (vedi News), anche Universal Music avrebbe deciso di autorizzare la diffusione in streaming del suo intero catalogo su Last.fm, il più noto e frequentato servizio di raccomandazione musicale presente su Internet che funziona come una Web radio personalizzata (le “playlist” sono determinate dai gusti di ciascun singolo utente). Lo rivela al sito di Music Week il cofondatore della società Martin Stiksel: “Stiamo negoziando. Il nostro obiettivo, ovviamente, è di avere su Last.fm tutta la musica registrata esistente e la Universal, essendo la maggiore casa discografica del mondo, non può mancare”. “Nessuna delle major”, ha aggiunto, “ha avuto brutte esperienze con noi e il sito continua a crescere di giorno in giorno. Non vedo perché non dovrebbe succedere”.
La Universal, per ora, non commenta, ma non stupisce che le major stiano saltando una ad una sul carro di Last.fm: il sito offre ai suoi 20 milioni di “ascoltatori” stimati la possibilità di acquistare i dischi che ascoltano on-line in formato fisico o digitale, rispettivamente attraverso un link automatico ai negozi Amazon e 7digital. E rappresenta, in una fase di restringimento progressivo dei canali promozionali e distributivi, una risorsa preziosa per l’industria. “Oggi le case discografiche hanno denaro sufficiente per promuovere e tenere desta l’attenzione del pubblico sulle loro quattro o cinque ultime pubblicazioni, non di più”, ha spiegato Stiksel. “Eppure hanno in casa tanta grande musica del passato che non riceve l’esposizione che meriterebbe: back catalogue, brani poco conosciuti, un sacco di materiale interessante. Una delle caratteristiche più importanti del nostro sistema è di mantenere in circolazione quella musica”.