Mobile music: tutti contro l'iPhone
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15 giu 2007 - Nokia, Sony Ericsson, Motorola e Samsung - ovvero i maggiori produttori di telefonini al mondo - preparano uno sgambetto all'iPhone proprio nel momento in cui la Apple si appresta a distribuirlo nei negozi statunitensi (il prossimo 29 giugno): complici non solo più di 30 operatori internazionali di telefonia mobile ma anche tutte e quattro le major discografiche, EMI, Sony BMG, Warner Music e Universal, e la start up inglese Omnifone. Quest'ultima ha sviluppato un nuovo software per lo streaming e il download musicale sui telefonini, MusicStation, che da qui ai prossimi mesi verrà precaricato su molti nuovi modelli di cellulare dal prezzo decisamente più economico e abbordabile del "music phone" fabbricato dagli uomini di Steve Jobs (499 dollari).
Il servizio, che debutta in Svezia con l'operatore di telefonia mobile Telenor per poi estendersi successivamente al resto d'Europa, all'Asia e anche all'Africa, consentirà di accedere a un catalogo di oltre un milione di canzoni in cambio di un canone fisso di abbonamento pari a 2,99 euro alla settimana (inclusi i costi di download): per quella cifra l'utente avrà diritto di ascoltare le canzoni ogni volta che lo desidera e di archiviarle nella memoria del telefono portatile, ma non potrà copiarle su cd-r o distribuirle via Internet. Alle case discografiche fornitrici del repertorio (tutte le major, ma anche molte etichette indipendenti) spetterà una fetta degli introiti.
"Volevamo balzare per primi oltre la linea del traguardo", ha spiegato al Financial Times l'AD di Omnifone Rob Lewis, il cui obiettivo dichiarato è di battere sul tempo la Apple sui mercati europei, asiatici e africani. Il bacino potenziale d'utenza, sostiene lo stesso Lewis, è dieci volte maggiore: mentre la Apple conta di vendere 10 milioni di iPhone nel corso del prossimo anno, i telefonini che incorporano il nuovo servizio di mobile music dovrebbero superare nello stesso arco di tempo i 100 milioni di pezzi venduti.
TAGS: Apple, BMG, EMI, Ericsson, Financial, industria musicale, iPhone, Lewis, Motorola, Music, MusicStation, Nokia, Omnifone, Rob, Samsung, Sony, Telenor, Times, Universal, Warner
Il servizio, che debutta in Svezia con l'operatore di telefonia mobile Telenor per poi estendersi successivamente al resto d'Europa, all'Asia e anche all'Africa, consentirà di accedere a un catalogo di oltre un milione di canzoni in cambio di un canone fisso di abbonamento pari a 2,99 euro alla settimana (inclusi i costi di download): per quella cifra l'utente avrà diritto di ascoltare le canzoni ogni volta che lo desidera e di archiviarle nella memoria del telefono portatile, ma non potrà copiarle su cd-r o distribuirle via Internet. Alle case discografiche fornitrici del repertorio (tutte le major, ma anche molte etichette indipendenti) spetterà una fetta degli introiti.
"Volevamo balzare per primi oltre la linea del traguardo", ha spiegato al Financial Times l'AD di Omnifone Rob Lewis, il cui obiettivo dichiarato è di battere sul tempo la Apple sui mercati europei, asiatici e africani. Il bacino potenziale d'utenza, sostiene lo stesso Lewis, è dieci volte maggiore: mentre la Apple conta di vendere 10 milioni di iPhone nel corso del prossimo anno, i telefonini che incorporano il nuovo servizio di mobile music dovrebbero superare nello stesso arco di tempo i 100 milioni di pezzi venduti.
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| andrea rosi | Omnifone |
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