Chris Cornell: 'Da solo mi sento più libero'




Chris Cornell: 'Da solo mi sento più libero' 24 mag 2007 - Ogni tanto le carriere prendono svolte inaspettate. Qualche anno fa Chris Cornell era reduce dai Soundgarden, aveva pubblicato un disco solista ignorato da molti e si ripresentava al grande pubblico con gli Audioslave, formati insieme agli ex Rage Against The Machine, giurando che non era un progetto estemporaneo. E davvero sembrava fosse così: tre dischi pubblicati in pochi anni, molti concerti, ma all'ultimo album non segue nessun tour. Improvvisamente Cornell torna solista, prima con la canzone del nuovo film di James Bond. Poi con un disco intero, il primo dopo "Euphoria morning" del 1999, annunciato in contemporanea allo scioglimento della band. Oggi Cornell è in tour per presentare “Carry on”, in uscita questo venerdì, e per parlare con i media. E' tranquillo, rilassato, ma la sua carriera non sembra avere ancora una direzione definitiva, nonostante lui faccia di tutto per farti credere il contrario.
“Credo di non essermi mai divertito tanto a suonare quanto in questo periodo”, racconta. “Posso scegliere la musica, le canzoni da portare sul palco... Non devo mediare con nessuno”. Forse il sottotesto è: negli Audioslave c'era troppo da discutere. Cornell lo esplicita poco dopo: “ 'Carry on' è il mio disco più libero, nei riferimenti, nei suoni. Per esempio, a Tom Morello non piacciono i Beatles, che sono la mia band preferita, e lui adora Springsteen, che a me non fa impazzire. Non devo più condividere le influenze con nessuno nella band”.
Il risultato è un disco che alterna rock duro, come il nuovo singolo “No such thing”, a brani più rilassati, e addirittura ad una cover di "Billy Jean" di Michael Jackson, anche se non ha un'identità musicale vera e propria che non sia la (splendida) voce del cantante. Stranamente, o forse no, è prodotto da Steve Lylliwhite, storico produttore pop. “Ci sono produttori di diverso tipo”, controbatte se gli si chiede perché non abbia scelto un produttore più rock. “Alcuni si chiudono in uno studio e scelgono l'assolo migliore tra milioni di registrazioni. A me non interessano, io sono concentrato sulla musica. Mi hanno suggerito Steve da una lista, mi piaceva l'idea di un produttore non specializzato sul rock, che non arrivasse con la sua lista dei trucchi di studio, ma che dovesse partire con me da zero. Ci siamo trovati bene”.
Comunque sia, Cornell non sembra intenzionato a guardarsi troppo indietro, anche se nella scaletta dei concerti (stasera all'Alcatraz di Milano) c'è spazio per canzoni provenienti da ogni fase della sua carriera. “Ho fatto pace con il mio passato, e mi piace riappropriarmi di canzoni che magari ho suonato poco o non ho mai suonato del tutto, dal vivo. Ma io sono cambiato, e così cambiano anche le canzoni”. Il futuro, conclude, è quello di rimanere in tour per i prossimi due anni. Speriamo sia la volta buona che un talento come il suo trovi la collocazione che merita.



TAGS: Chris Cornell, pop/rock

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pat una grande emozione
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